Il Merlot di Bele Casel dal 2002 al 2006


Fare riferimento a Bele Casel e parlare del loro Merlot e non del Prosecco a molte persone potrà suonare stonato ma vi posso assicurare che Luca Ferraro e la sua famiglia hanno puntato molto su questo vitigno che, come scritto sul sito internet, rappresenta una vera e propria sfida per tutti loro.

Noi abbiamo fatto una pazzia, abbiamo piantato merlot , vitigno tipico delle nostre zone, ma sempre maltrattato, facendo produrre alle vigne quantità d’uva assurde. Beh noi volevamo risollevare il nome di quest’uva. Impianti molto stretti, diradamenti spinti, vendemmia di uve ben mature e l’acquisto di botti grandi per non alterare la tipicità del nostro merlot.

Durante le ultime feste, approfittando della compagnia di un nutrito gruppo di amici appassionati, sono finalmente riuscito a degustare tutta la verticale del Merlot Bele Casel che da tanto, troppo tempo avevo in cantina. Cinque annate, dalla 2002 alla 2006, che fanno capire che da quelle parti si fa veramente sul serio anche con i rossi. 

Prima di iniziare, però, qualche dettaglio tecnico: le vigne sono state piantate a circa 200 metri s.l.m in zona Cornuda su terreni rossi, ricchi di ferro e tendenzialmente argillosi. Impianti fitti (2.5x1 metro) a cordone speronato. Resa max 40 q.li ettaro. Vendemmia manuale. In cantina tutta la fermentazione avviene a contatto con le bucce con un primo travaso in botte e poi battonage per i primi 4 o 5 mesi. Rimane in in botte grande per almeno 24 mesi, niente filtrazioni e solo una piccola aggiunta di solforosa prima dell'imbottigliamento. Affinamento di almeno un anno in bottiglia.

La bella foto di Rossella di Ma che ti sei mangiato?

Merlot 2002: il millesimo di per sè non aiuta certo il giovane vignaiolo che per la prima volta cerca di vinificare il suo merlot. Nonostante tutte le difficoltà del caso, esperienza in primis, nel bicchiere il vino, inizialmente chiuso, esce fuori abbastanza bene con sentori terziari di cuoio, fiori secchi, humus e un tratto ferroso che, come vedremo, rappresenterà una caratteristica che ci accompagnerà lungo tutta le degustazione. In bocca è esile, l'anna fredda si sente, cede un pò a centro bocca ma si riprende bene alla fine con una persistenza inaspettata.

Merlot 2003: da un'annata fredda ad una siccitosa, il caldo non dà tregua nemmeno da queste parti. A differenza del precedente bicchiere, in questo si sente una maggiore rotondità ed morbidezza, anche le sensazioni olfattive tendono più al fruttato (amarena) anche se, col tempo, la mineralità rossa fa di nuovo capolino. Bocca morbida, forse un filo di alcol in eccesso, ma sicuramente più ampia e meno cadente.


Merlot 2004: l'annata equilibrata (finalmente) si rispecchia nel vino che, in assenza di picchi, va dritto per la sua strada senza troppi fronzoli e, per la prima volta, si scopre elegante nelle sue note di spezie, frutta rossa a grappolo e sapida mineralità. In bocca è fine, fresco, piacevolmente sapido e fruttato e, nonostante ceda un pò nel finale, va giù che è un piacere.

Merlot 2005: rispetto al precedente è più scarico nel colore e presenta riflessi granato come se, rispetto al precedente, fosse più vecchio. Anche al naso la terziarizzazione degli elementi olfattivi è più netta visto che si percepiscono nette le note di fiori rossi da diario, frutta rossa essiccata, humus e un tocco di mineralità più nera che rossa. Bocca bilanciata, ampia, elegantemente austera. Piaciuto molto anche se avrà forse vita breve.

Merlot 2006: scarico nel colore (cambio vinificazione?) si presenta con caratteristiche molto simili al precedente anche se, rispetto alla 2005, trovo un tocco di ciccia in più rappresentato da note cioccolatose, macis e radici. In bocca è sempre lui, minerale, sapido, abbastanza equilibrato, dritto e teso con un finale che, se fosse più grintoso, darebbe al vino quel qualcosa in più da portarlo nell'olimpo dei migliori merlot italiani. 

Bele Casel è solo all'inizio della sua storia in rosso per cui non ho dubbi che Luca Ferraro possa migliorare ulteriormente questo merlot che, col tempo, l'esperienza e la passione di tutta la famiglia, arriverà a contendersi lo scettro di miglior vino dell'azienda assieme al loro ottimo Prosecco.

Luca Ferraro Fonte: madeinkitchen.tv
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