Daniele Cernilli, Montalcino e le sue denominazioni


Premessa: sto solo condividendo e commentando una notizia apparsa in Rete per cui, visti i tempi, sottolineo che il mio post non ha alcun intento polemico nei confronti dell'ex direttore del Gambero Rosso.
 
Daniele Cernilli, sull'ultimo Bibenda7, propone questo personale quadro delle denominazioni di Montalcino: 

[....]. Ma se proprio dovessi immaginare un disciplinare che tenesse conto delle diverse posizioni espresse dai produttori, che a maggioranza hanno votato per il mantenimento del Rosso di Montalcino con una base ampelografica di solo Sangiovese, ma che vede una minoranza qualificata che la pensa diversamente, e che rappresenta la parte maggiore della produzione effettiva della denominazione, allora farei come segue.   

Il Brunello non si tocca, questo deve essere chiaro. Io sarei addirittura per il divieto di botti piccole e limiterei le pratiche di “ringiovanimento”, oggi consentite per ben il 15%. 

Poi aprirei la Doc Montalcino Rosso al 15% di uve diverse dal Sangiovese, ma con al massimo il 5% di Cabernet Sauvignon, eliminando contemporaneamente la Doc Sant’Antimo che è stata utilizzata finora da poche aziende. 

Infine farei una nuova Doc Montalcino Sangiovese con quel vitigno in purezza, e che, questa solo, sia collegata alla Docg Brunello con la possibilità di declassamento di quest’ultimo. Questo obbligherebbe chi volesse produrre del Rosso di Montalcino, a questo punto più “moderno” e più vicino ad uno stile chiantigiano, a separarsi in modo preciso dal Brunello, e tutelerebbe tutti coloro che vedono nel solo Sangiovese la reale tipicità di Montalcino con una denominazione specifica, che sottolinea in modo inequivocabile proprio questo fatto. Ovviamente tutto questo è solo un mio personale punto di vista, ormai i giochi sono fatti e nulla cambierà. Ma immaginare realtà diverse e ragionare con logiche che possano andare al di là delle sterili contrapposizioni credo che sarebbe stata una buona cosa.

Una visione interessante, bipartisan, che lascia dentro di me un solo punto interrogativo: perchè modificare la denominazione Rosso di Montalcino creando confusione al mercato
Ok per la terza nuova DOC, comprendente i vitigni internazionali, che chiamerei, che ne so, Terre di Montalcino, un nome nuovo, slegato dal passato che, comunque, contiene quel riferimento territoriale tanto caro agli uffici marketing di molti grande aziende. Che ne dite?

Ezio Rivella, Presidente del Consorzio. Fonte: Acquabuona

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