Villa Diamante - Fiano di Avellino Vigna della Congregazione 2011 per il Vino della settimana di Garantito IGP

di Roberto Giuliani

Un vino che ci regala emozioni a non finire, testimone della classe e unicità di questo fiano, riconoscibile in mezzo ad altri cento.


Sono trascorsi vent’anni dalla nascita di Villa Diamante e un anno e mezzo dalla scomparsa prematura di Antoine Gaita. I vini restano a ricordarci tutta la sua grandezza.


Susanna Crociani - Rosso di Montepulciano 2009 per Garantito IGP

Di Roberto Giuliani

l Rosso di Montepulciano è un vino di serie b che non dura nel tempo? Se qualcuno lo pensa provate questo 2009 di Susanna Crociani! E pensare che non l'ho neanche conservato in cantina, si è fatto la bellezza di cinque inverni e cinque estati in una stanza dove le temperature hanno avuto variazioni notevoli, da +15 a +29 gradi, eppure eccolo qui nel calice in splendida forma.


Certo, mi direte che Susanna non è una produttrice qualsiasi, che lei fa ogni vino con lo stesso amore e la stessa attenzione, su questo non ci sono dubbi, ma è proprio una persona come lei che ci consente di capire quanto questa tipologia di vino non sia da sottovalutare; il Rosso ha il vantaggio sul Nobile di costare decisamente meno, di essere più pronto per essere apprezzato, ma può anche sorprendere per la sua caparbia resistenza al tempo, indice che quando il sangiovese... pardon, prugnolo gentile, è di qualità, non è un tempo più lungo di legno a fare da garanzia di longevità.

Basta immergersi tra i variegati profumi per capire quanta bellezza c'è in questo vino, ritrovare dopo sette anni la viola mammola, la susina, la ciliegia ancora pimpanti e per nulla "cotte", la dice lunga, così come l'inserirsi delizioso di sfumature di menta ed alloro, con addirittura delicati riverberi agrumati.

Splendido approdo al gusto, dove tutto è in perfetta armonia, ancora freschissimo ma con un tessuto tannico assolutamente vellutato e un frutto generoso che tornisce le pareti della bocca rendendo il sorso puro godimento.
Un vino pieno di grazia, delizioso, fortemente toscano, da non perdere. Babbo Arnaldo ne sarebbe andato fiero.

Cantina Crociani
Via del Poliziano, 15 - 53045, Montepulciano (SI)
Tel. 0578-757919


Opus One, viaggio al centro della Napa Valley

Per quelli come me che sono sempre stati affascinati dalla California e dai suoi vini, la visita presso Opus One dovrebbe essere inserita in cima alla lista dei desidere perché questa azienda, più di altre, incarna l'essenza della Napa Valley sia in termini di immagine sia, ovviamente, in termini di prodotto finale.
Giunti davanti l'entrata, infatti, capisci subito che ogni cosa intorno a te, ogni centimetro quadro, rappresenta il giusto biglietto da visita di un territorio che è stato costruito negli ultimi quaranta anni sulla base di geniali colpi di brand management.


Entrata

Per comprendere esattamente dove siamo oggi è opportuno tornare indietro nel tempo di oltre 40 anni e volare fino alle Hawaii, presso il Mauna Kea Beach Hotel, dove Robert Mondavi, il pioniere del vino della California, e il Baron Philippe de Rothschildl'anima dello Château Mouton Rothschild,  si incontrarono per la prima volta per gettare le basi per una delle join venture più importanti e innovative del secolo scorso visto che, dalla loro futura collaborazione, Vecchio e Nuovo Mondo si uniranno dando vita ad un taglio bordolese made in Napa Valley.



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Boccadigabbia - Le Grane 2015 è il Vino della settimana di Garantito IGP

Dai Colli Maceratesi proviene l’uva ribona, detta anche uva montecchiese, greco maceratese o verdicchio marino che Elvidio Alessandri fermenta una seconda volta (fare le grane) attraverso l’aggiunta di uva surmatura. Le Grane 2015 è un vino di corpo dotato di grande trasporto sapido. Bella scoperta!


http://www.boccadigabbia.com/

Le Piane: ieri, oggi e domani

Pensavo di averli persi, lo giuro, ed invece i miei appunti dedicati all'ultima tappa del mio #AltoPiemonteWineTour2015 sono magicamente ricomparsi svelandomi ancora le emozioni e i sapori della visita fatta circa un anno fa presso Le Piane di Christoph Kuenzli che negli anni '90, assieme al suo amico enologo Alexander Trolf, ha investito e rilanciato il territorio di Boca, ormai quasi abbandonato, dopo aver conosciuto l'ottantenne Antonio Cerri ed essere rimasto folgorato dal vino, praticamente invenduto, che questi teneva custodito nelle sue vecchie botti. Non so con certezza cosa sarebbe oggi questa terra senza la forza, anche finanziaria, di Christoph ma, di certo, so che da allora, ovvero da quando l'areale del Boca poteva contare solo su 10 ettari vitati, molte cose sono cambiate, migliorate se pensiamo che, oggi, solo Le Piane possiede circa 8 ettari di vigneti, tra nuovi e vecchi, grazie ad un costante lavoro di acquisizione di tanti piccoli appezzamenti di bosco trasformati poi in vigne di almeno un ettaro e mezzo.



Ad aspettarmi, questa volta, non ci sarà Christoph ma Giampi (Giampiero Renolfi), il suo fido responsabile commerciale, che con la macchina già accesa parcheggiata davanti al punto vendita aziendale è pronto per coinvolgermi nel "classico" giro dei vigneti.

Iniziamo dal vigneto Traversagna  che si trova ad un’altezza che va dai 450 ai 470 metri s.l.m., e comprende le aree denominate “Chiò”, “Alta Vecchia”, “Alta Nuova” e “Bassa”, nel comune di Prato Sesia. Ha una superficie di 17.200 metri, ed è composto da 6000 piante, allevate con sistema Guyot semplice ed in parte a terrazza, delle varietà nebbiolo 72,5%, vespolina 27%, sirah 0,5%. In particolare Giampi mi fa vedere l'ultimo pezzo di vigna che è stato piantata, circa 8000 metri, che si caratterizza per le piante provenienti da elezione massale dei vigneti vecchi di Maggiorina di Boca e consiste di 60% vespolina, 20% croatina, 8% nebbiolo e malvasia di Boca 2%.


Per motivi di tempo non passiamo presso Mottosergo (1 ettaro e mezzo nel comune di Boca composto da nebbiolo 85%, vespolina 14%, uva rara 1%) e Valvecchi (1 ettaro e mezzo nel comune di Boca composto da nebbiolo 63%, vespolina 25%, uva rara 2%, barbera, syrah e croatina 10%) perchè ci dirigiamo dritti al cuore storico dell'azienda visitando il Cru Le Piane. 

Il vigneto si trova ad un’altezza che va dai 420 ai 460 metri s.l.m., e comprende le aree denominate “Cerri” (impianti anni '20 ristrutturati nel 2001) e “Meridiana”. Ha una superficie di 14.000 metri, ed è composto da 7000 piante, allevate con sistema Guyot semplice, delle varietà Nebbiolo 88%, Vespolina 11%, uva rara 1%. 

Un posto magico, dal silenzio assordante. Solo ora capisco perchè Christoph si è innamorato di questo territorio. 

Alzo lo sguardo verso la vigna del Cerri e la mia mente si immagina il buon Antonio chino sulla schiena a coccolare le sue piante.

 
 

Sotto la vigna “Meridiana” proseguono due vigne vecchie, appartenenti a Santino Oldrati e Bruno Duella, dove da 10 anni si raccolgono le uve che finiranno nel vino "Maggiorina". 

Riprendiamo il tour e scendiamo leggermente a valle dove Giampi mi fa visitare velocemente la zona denominata Montalbano-Castello "Le Vecchie Maggiorine". La tutela del passato in questo caso è ancora più evidente visto che l'azienda, con sforzi notevoli, è riuscita a custodire e valorizzare, grazie anche all'opera di Anna Schneider dell’Università Agraria di Torino, oltre 10 appezzamenti piccoli (ca. 1000-2000 metri quadri ciascuno) di vecchie vigne (anno 1915 circa)  allevate a “Maggiorina” composte da croatina 70%, nebbiolo 10%, vespolina 10%, e 10 altre varietà autoctone fra quali anche uve a bacca bianca come erbaluce e malvasia di Boca. Le uve vengono usate per il vino “Maggiorina” e da una selezione dei vigneti più alti e ripidi per il vino “Piane”.


Terminiamo la discesa tra boschi e (pochi) vigneti e, ripresa la strada principale proseguiamo verso la cantina situata, guarda un po', a Via Cerri. Una moderna cancellata in ferro fa da guardiano ad un altro pezzo di storia preservato da Cristoph e i suoi soci.





Passando vicino a quelle botti che un tempo furono del Cerri e che oggi, ovviamente, sono state integrate da altri contenitori, vengo pervaso come da un senso mistico che Giampi riesce a farmi passare invitandomi ad assaggiare i vari vini in affinamento molti dei quali, oggi, in commercio.

Partiamo degustando la Maggiorina 2014 (40% nebbiolo, 40% croatina, 5% vespolina, 15% altre uve autoctone, anche di bacca bianca) che in questa fase giovanile risulta ancora leggermente scomposta ma dotata di grande complessità giocata tra frutta rossa e spezie.


Il Mimmo 2013 (65% nebbiolo, 30% croatina, 5% vespolina) è invece molto più pronto del precedente è grazie al suo cuore "vinoso" risulta già ora di beva irresistibile.


Il Le Piane 2012 (90% croatina e 5% vespolina) mi piace molto per la sua spigliatezza mediata da un affinamento in tonneaux che ne addolcisce la carica tannica rendendola al tempo stessa fresca, vivace e di grande profondità. Le vecchie vigne da cui proviene non mentono.


Del Boca (nebbiolo 85% e vespolina 15%), degustato dalla botte nei millesimi 2013, 2012 e 2011, non mi sento di fornire giudizi visto che, con le ovvie differenze date dall'annata, sono oggi ancora abbastanza enigmatici e in evoluzione. L'unica cosa certa riguarda la piacevolezza del vino che anno dopo anno Cristoph e il suo staff riescono a migliorare regalandoci Boca sempre più misurati ed eleganti. Il Cerri ha lasciato la sua eredità in buone mani.


Come al solito si è fatto tardi e dobbiamo rientrare alla "base" anche perchè nel primo pomeriggio ho l'aereo per Roma. Giampi, però, un'ultima chicca me l'ha lasciata e prende le forme liquide del Plinius 2007.


Il nome, anzitutto, deriva da Plinio il Vecchio, scrittore romano, che già nella sua Naturalis Historia (23 – 79 d.C.) aveva parlato dei vini di questa bellissima terra piemontese. La storia del Plinius è invece più recente e ha una sceneggiatura che solo dopo molte peripezie ha raggiunto il lieto fine. Giampi, infatti, mi spiega che il Plinius è il risultato di un mosto "impazzito" di nebbiolo da Boca che, per chi sa quali motivi, durante la fermentazione in una specifica vasca di acciaio aperta ha raggiunto temperature proibitive che hanno toccato anche i 38°. "Ovviamente - mi spiega - i lieviti hanno cessato di lavorare prima che tutto lo zucchero residuo, ce ne erano ancora 12 g/l, fosse trasformato in alcol.

Tutto sembrava perso ma, colpo di scena, il vino ricomincia a fermentare anche se in maniera lentissima. E pur si muove, deve aver esclamato Cristoph che a gennaio 2008, segue il suo istinto e, dopo aver svinato, travasa il vino all'interno di una grande botte di rovere di Slavonia. Il nebbiolo ripaga il suo coraggio, lentamente si "muove" e, anno dopo anno, evolve, migliora, perde ogni sentore di ossidazione. Il baco sta prendendo le sembianze della farfalla e finalmente, dopo cinque anni,  Cristoph riesce a domare questo vino che, dopo essere stato tagliato con  un saldo di vespolina, è stato imbottigliato ed affinato per altri 18 mesi".



Degustando il vino, curioso come una scimmia, ho potuto notare che, in effetti, questo Boca ha una marcia in più. Probabilmente questa (inattesa) modalità di vinificazione, e il successivo affinamento, hanno conferito a questo vino una tridimensionalità che altri stentano a raggiungere. E' profondo e di grande struttura ma, al tempo stesso, di grandissima bevibilità. E' fresco e verticale ma, contemporaneamente, si fa spazio in bocca allargandosi prepotentemente e puntellando il cavo orale di insospettabili rotondità. Memorabile se dovessi dare un giudizio per quanto riguarda la persistenza. Territoriale fino al midollo che mi si chiedesse di descriverlo in poche parole.

Di Plinius 2007 sono disponibili solo 1998 bottiglie e 600 magnum e, al dettaglio, costa più o meno 85 euro. Molto? Beh, Cristoph ha lanciato la sfida: il grande Boca, anche sui mercati internazionali, non è secondo a nessuno!

Al TWIGA di Briatore i russi festeggiano spendendo 250 mila euro in Champagne!

Scandalo in Russia perchè i due calciatori Aleksandr Kokorin e Pavel Mamaev, dove essere usciti malamente da Euro 2016 con la propria nazionale, sono stati ripresi al Twiga di Montecarlo mentre ordinavano 500 bottiglie di champagne “Armand de Brignac” spendendo 250 mila euro.

I festeggiamenti, come vedete, sono stati sobri....



La difesa dei due calciatori? Beh, hanno detto che la festa non è stata organizzata da loro e anche Flavio Briatore, proprietario del locale, ha confermato su Istagram che, in effetti, durante una festa privata i due calciatori sono stati riconosciuti dagli ospiti che per rendergli omaggio gli hanno inviato tutti i tipi di bottiglie di champagne. I giocatori, però, hanno toccato alcolici. 

Gli crediamo? Ma sì, dai! Nel caso, caro Briatore, la prox volta fai uno squillo che ai russi ci penso io. 

Ho già sete!

Le Morette - Lugana Benedictus 2014 per il Vino della settimana di Garantito IGP

Di Angelo Peretti

Mandarino, tanto mandarino. Mi piace quando i vini sanno d’agrumi. Con la sua indole agrumata, il Benedictus 2014 delle Morette è un Lugana che ho gradito assai nel calice, e che serberò nella memoria. 


E poi ha il sale, e anche questo mi piace, e molto. Da una vendemmia tarda da vecchie vigne.