Il Timorasso Spumante Tasting Panel visto dagli amici di Percorsi Di Vino

 
E ora tocca a noi, noi che abbiamo organizzato il TSTP passiamo dall’altra parte della barricata e diventiamo per una sera giudici del “Chiaror Sul Masso”, il Timorasso Spumante di Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini.
La serata è di quelle divertenti, ci sono gli amici di Percorsi Di Vino, qualche food blogger e la mia Stefania accanto a me che sta diventando sempre più brava col vino.
Davanti al tavolo due bottiglie di spumante, una vera chicca per appassionati visto che sul mercato, stranamente, non si trova spumante analogo.
Prima delle note edonistiche vorrei descrivere questo Timorasso Spumante dal punto di vista tecnico, sapete quanto ci piace riempirci la bocca con tanti paroloni a noi sommelier, no?


Chiaror Sul Masso è un vino bianco spumante Brut da uve Timorasso della vendemmia 2008 e sviluppa un tenore alcolico del 13% Vol.
L’uva è stata vendemmiata in due tempi, la prima parte a fine agosto, la seconda a fine settembre 2008
Entrambe le masse hanno subito estrazione a Freddo ( Prefermentativa ) per circa 48 ore in vasche di acciaio a temperatura controllata
La fermentazione è partita spontaneamente a bassa temperatura ed ha proseguito per circa 3 settimane lentamente.
Ho mantenuto la permanenza sulle fecce fini fino Aprile 2009 quando poi il vino si è chiarificato per sedimentazione.
La rifermentazione ha proceduto per circa un mese in autoclave secondo il metodo Martinotti lungo al termine del quale si è proceduto a microfiltrazione in acciaio alla fine di agosto 2010.
Chiaror Sul Masso è stato imbottigliato il 28.08.2010 e ne sono state prodotte 3780 Bottiglie.

Tutto chiaro no?

Bene inizia il nostro panel. Prima cosa che abbiamo notato è il packaging della bottiglia che ci è sembrato migliorabile. In particolare non ci ha convinto molto il dorato dell’etichetta e la bottiglia l’avremmo fatta di colore più scuro e meno verde. Questione di lana caprina, lo ammetto.

Passiamo alla degustazione.

Il Chiaror Sul Masso, si può anticipare, è uno spumante dalle due anime: la prima si mostra appena versato (freddo) nel bicchiere mentre la seconda esce fuori prepotentemente col tempo.
Vediamo nel dettaglio.
Appena aperto lo spumante, dal colore paglierino scarico, si svela nel bicchiere timidamente, presentando un quadro olfattivo caratterizzato da sensazioni di fiori di campo e frutta a polpa bianca alle quali si unisce, deciso, un soffio minerale di buona intensità. Al gusto prevalgono le note dure, ci impressiona soprattutto la sapidità del vino che rende tutto il sorso di buona persistenza. 
Chiusura giustamente amarognola.


Tutto qua? Manco per sogno perché la vera anima del Timorasso, quella irrequieta e vigorosa, esce fuori solo col tempo, quando il vino si è scaldato e tutto il suo bagaglio organolettico non è più costretto nella gabbia delle basse temperature.
Tutti i presenti notano il cambiamento e rimangono ammaliati da questa nuova vita del Chiaror Sul Masso che, dopo venti minuti, muta da Clark Kent a Superman.
Soprattutto al sorso ci rendiamo conto che quello che prima era appena sussurrato ora, invece, è gridato con garbo, il “nuovo” spumante aprendosi ha acquisito maggiore personalità, struttura e progressione. Il tempo anche stavolta è stato galantuomo.


Per il futuro un solo consiglio: vorremmo che il buon Ghislandi azzardasse ancora di più aumentando il tempo di permanenza del vino sui lieviti passando, magari, dallo Charmat al più aristocratico Metodo Classico.
In tutti i casi fornire una maggiore complessità al vino sarebbe la ciliegina sulla torta. Avanti così Paolo!


7 commenti:

Acquolina ha detto...

lascio le note tecniche a mio marito e dico solo che a me è piaciuto molto! a breve arrivo con l'abbinamento.
Ciao!
Francesca

Fabrizio Giorgi ha detto...

Premetto che probabilmente la prima fase dell'assaggio è stata influenzata oltre che dalla temperatura di servizio - quando ha raggiunto e superato la soglia degli 11/12°C si è espresso al meglio, acuendo la componente acida - anche dall'aver bevuto poco prima altri prodotti.
Al di là dei riconoscimenti - a quanto già detto aggiungo solo le note citrine iniziali, nettissime- il prodotto è fine ed elegante, e credo che con un tempo più prolungato sulle fecce il vino possa giovarne sebbene quasi sicuramente si renderebbe necessario un'altro tipo di lavorazione.
Mi sarebbe piaciuto di più se quel bel finale sapido non si fosse stretto perdendo, per me troppo presto, intensità.
Secondo me, oltre all'adeguata temperatura di servizio, ha bisogno di molta ossigenazione, evolve lentamente, dopo ore l'ho trovato addirittura migliorato, quando il residuo carbonico era solo accennato.

Grazie ad Andrea Petrini che mi ha dato l'opportunità di provare il vino e naturalmente a Paolo Ghislandi della Cascina I Carpini, buon lavoro!

Davide Bonucci ha detto...

come ho già scritto, dopo 3-4 gg l'ho trovato assolutamente non cadente, molto interessante senza la carbonica. diciamo che è un prodotto double-face, Paolo potrebbe farne anche delle magnum :-)

Paolo Carlo ha detto...

Complimenti vivissimi per le vostre osservazioni !

Concordo con voi sul fatto che essendo un Timorasso si comporta esattamente da Timorasso migliorando con l'ossigenazione e prendendo via via corpo all'innalzarsi della temperatura.

Confido sul fatto che questo aspetto verrà in parte compensato dall'affinamento in bottiglia.

Il metodo classico è dove voglio arrivare, questa spumantizzazione era proprio propedeutica in tal senso ed è talmente piaciuta che può darsi che in futuro cascina i carpini avrà addirittura 2 spumanti..

Grazie, ci si vede a Roma !

Andrea Petrini ha detto...

Vai Paolone, ti prenoto per un altro tasting panel!!!

Tommaso Iori ha detto...

non ancora fuori tempo massimo, ho postato il commento sul mio piccolo blog http://labotteapedali.wordpress.com/2010/10/27/timorasso-chi-e-costui/

Kitty's Kitchen ha detto...

Pronti!
Buongiorno andre aecco anche il mio post:

http://www.kittyskitchen.it/happy-hour-chiaror-sul-masso.html