L’AIS Roma non scherza con Banfi e (non) lascia stare i Fanti


Vi giuro che non lo capisco, pur conoscendo il grande valore di molte persone che lavorano all’interno dell’associazione romana non riesco a capire. Mi sfugge sicuramente qualcosa perché, è ovvio, non voglio pensare male.


Già qualche mese fa, in occasione del Premio Internazionale del Vino 2010 mi ero sorpreso, e molto, per il premio Premio Speciale della Giuria  consegnato a Banfi con la seguente motivazione: ”Pionieri e protagonisti dell’ambizioso progetto italiano mirato al mercato internazionale del vino di qualità hanno contribuito in maniera determinante al successo del nostro paese, fino a renderlo il primo assoluto nel mercato americano. In Italia le loro sperimentazioni e ricerche, in vigna e in cantina, hanno fatto scuola alla nuova enologia nascente. Un’azienda nata con un sano rapporto con l’ambiente e sviluppata attraverso importanti investimenti nella cultura che hanno prodotto un fondamentale arricchimento del territorio”.

Già questo mi faceva venire il vomito e, tra non molto, pubblicherò un post dove dimostrerò che Castello Banfi e territorio sono legati come Osama Bin Laden e il Papa.


L’altro ieri, poi, aprendo Winenews leggo quest’altra notizia: ”Quattro patteggiamenti, un rinvio a giudizio e un proscioglimento: con questi esiti si è chiusa, questa mattina, davanti al Gup di Siena Monica Gaggelli, l’udienza preliminare, a chiusura dell’inchiesta sul Brunello di Montalcino. La Procura di Siena aveva aperto un’indagine per verificare la conformità di partite di vino al disciplinare del Brunello, che prevede che non vengano usate nella produzione uve diverse dal Sangiovese, e per stabilire se eventuali irregolarità fossero state nascoste da chi ha effettuato i controlli
Il direttore del Consorzio del Brunello e responsabile dei controlli Stefano Campatelli ha patteggiato una pena di 16 mesi e l’ex presidente del Consorzio, Baldassarre Filippo Fanti ha patteggiato una pena di 12 mesi: erano accusati di concorso in falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici. I due erano anche accusati di frode in commercio continuata e vendita di prodotti con segni mendaci in concorso con Lamberto Frescobaldi e Niccolò d’Afflitto, legale rappresentante ed enologo dell’azienda Castelgiocondo, che hanno patteggiato una pena rispettivamente di 3 mesi e 1 mese, convertiti in pena pecuniaria".

Come ha scritto il mio amico Armando, per prendere 16 e 12 mesi patteggiati (pene ridotte di  un terzo) queste personcine hanno dovuto farla veramente sporca soprattutto per il genere di carica che avevano e, purtroppo, ancora hanno.
Bene, visto che siamo in Italia, sapete come “festeggia” Fanti questa cosa? 
Ma con una bellissima degustazione all’AIS di Roma dove, scrivo testualmente, ascolteremo direttamente dalla voce di Filippo Baldassarre Fanti la storia della tenuta di famiglia (dai primi dell’Ottocento a Castelnuovo dell’Abate), della sua avventura come interprete del Brunello di Montalcino, delle scelte operate in vigna e in cantina per la sua produzione.


Questa persona mi dovrebbe insegnare qualcosa? Dovrei stare a sentirla mentre parla di sangiovese e scelte coraggiose? Ma va****!

Franco Maria Ricci, stavolta, ancora di più, sono deluso.

Posta un commento