Slow Wine 2017: i migliori Metodo Classico italiani

Come da tradizione apriamo con i migliori Metodo Classico d’Italia, incontrati e segnalati in varie regioni: l’aperitivo più adatto in vista della lunga scorpacciata di vini che faremo nelle prossime settimane.

Come in passato, dopo il lavoro di selezione su base locale – che per quanto riguarda i Metodo Classico vuol dire lunghe degustazioni a Trento, in Franciacorta e nell’Oltrepò Pavese, oltre all’assaggio di alcune etichette che si producono anche in altre parti d’Italia – abbiamo testato i vini selezionati per le degustazioni finali non per provenienza o denominazione ma per tipologia, o se volete per dosaggio (Non Dosati, Brut, Extra Brut, ecc.).
Una modalità che abbiamo adottato da qualche anno e che reputiamo più adatta allo scopo, perché siamo sempre più convinti – lo abbiamo scritto più volte, leggi qui e anche qui – che nel caso di vini prodotti con uve chardonnay e pinot nero (diverso è il caso di spumantizzazione di vitigni autoctoni o fortemente territoriali) il metodo, in questo caso quello della rifermentazione in bottiglia con sboccatura e dosaggio, annienta il territorio.
Alla fine i riconoscimenti – che seppure limitati testimoniano l’evidente crescita qualitativa di tutto il comparto dei Metodo Classico italiani – sono i seguenti (in ordine alfabetico):

VINO SLOW
Franciacorta Dosaggio Zero Bagnadore Ris. 2009, Barone Pizzini
Franciacorta Extra Brut Pietro Camossi Ris. 2008, Camossi
Franciacorta Satèn, Cavalleri
Franciacorta Satèn, Corte Fusia
O.P. Pinot Nero Rosé Pas Dosé Norema 2012, Calatroni
Gran Cuvée Brut XXI Secolo 2009, d’Araprì

GRANDE VINO
Franciacorta Dosage Zéro Noir Ris. 2007, Ca’ del Bosco
Franciacorta Extra Brut EBB 2011, Mosnel
Franciacorta Pas Dosé 2011, San Cristoforo
Franciacorta Pas Dosé Girolamo Bosio Ris. 2009, Bosio
Lambrusco di Modena M. Cl. Rosé 2012, Cantina della Volta
M. Cl. Nature, Monsupello
O.P. Pinot Nero Extra Brut Nature Ècru 2010, Anteo
O.P. Pinot Nero Extra Brut Vergomberra 2011, Bruno Verdi

Alcune considerazioni generali, a margine dei riconoscimenti.
Franciacorta in grande spolvero: continuiamo a registrare la già avvertita crescita qualitativa dei vini Millesimati, sempre più buoni e definiti, in particolare nelle tipologie Non Dosato e/o Extra Brut; segnale di un’evidente raggiunta maturità di alcuni vigneti, capaci di produrre uve complesse adatte per questi prodotti. Oltre ai vini già segnalati con un riconoscimento, in Franciacorta sono emerse altre etichette di grande pregio che completano questo quadro positivo; sono (in ordine alfabetico) il Franciacorta Brut Naturae 2012 di Barone Pizzini, il Franciacorta Brut Teatro della Scala 2012 di Bellavista, il Franciacorta Brut Secolo Novo 2009 di Le Marchesine, il Franciacorta Dosaggio Zero 2011 di Ca’ del Bosco, il Franciacorta Dosaggio Zero 2011 di Corte Fusia, il Franciacorta Dosaggio Zero 2011 di Faccoli, il Franciacorta Dosaggio Zero Eretiq 2011 di Quadra, il Franciacorta Pas Dosé 2011 di Cavalleri e il Franciacorta Pas Dosé 33 Ris. 2009 di Ferghettina.
Nessun vino di Trento nella lista dei riconoscimenti, ma questo non va letto negativamente: non è spiccata sulle altre nessuna etichetta, ma in generale abbiamo riscontrato un buon aumento qualitativo generale, con le aziende più affermate che garantiscono buona continuità. Segnaliamo come particolarmente interessanti sia il Trento Brut Ris. 2009 che il Trento Brut Madama Martis Ris. 2006 di Maso Martis, Trento Brut di Balter, Trento Brut Perlé 2010 di Ferrari, il Trento Brut Ris. 2010 di Letrari e il Trento Dosaggio Zero Tridentum 2012 di Cesarini Sforza. Discorso a parte per il Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2009, i cui ripetuti assaggi non ci hanno convinto come in passato: probabilmente si è trattato di una “chiusura” temporanea del vino, che pertanto aspettiamo di risentire nei prossimi mesi, per poter riaffermare che si tratta di una delle più grandi espressioni del Metodo Classico in Italia.
Ottima performance, infine, per alcuni vini dell’Oltrepò Pavese, zona di grande tradizione e di ottima vocazione che finalmente – nonostante le tante scriteriate politiche vitivinicole che vengono adottate nel comprensorio della denominazione – riesce ad imporre il lavoro di pochi ma rigorosi e validi vignaioli, i soli che riescono a dare lustro a questa meraviglioso territorio.
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