I Superwhites 2011 ancora non sono finiti su Percorsi Di Vino!


Superwhites 2011 non mi ha, ovviamente, fatto scoprire solo il genio e la sregolatezza di Fulvio L. Bressan visto che, girando e selezionando, molto di buono i bianchi friulani hanno saputo donarmi. 

Damijan Podversic è un produttore biodinamico del Collio Goriziano che ha un protocollo di vinificazione molto semplice e in linea con la sua filosofia: fermentazione sulle bucce in tini di rovere per 60-90 giorni senza aggiunta né di lieviti selezionati né controllo delle temperature. Invecchiamento  in botti da 20 e 30 HL per 23 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia. Durante il Superwhites mi ha colpito il suo Kaplja 2007, uvaggio di chardonnay (40%) friulano (30%) e malvasia istriana (30%) che tra sentori di mimosa, pesca, albicocca e pietra bianca, si conferma un vino di grande complessità. Sorso ampio, avvolgente, fresco e persistente. Davvero ben fatto. Da provare anche la sua Malvasia, un vino di grande carica aromatica che reputo ancora troppo giovane.


Edi Kante è una bandiera delle viticoltura del Carso e la sua Vitovska 2008 è una sorta di manifesto territoriale per quanta mineralità ci ho sentito. Come scrive la mia amica Rossella, forse a Roma dovremmo imparare più da questo vitigno.

Edi Kante
Marco Cecchini, promettente vignaiolo di Faedis (UD) ha stupito un po’ tutti col suo Riesling 2007 dalle note agrumate e minerali che, pur non raggiungendo le vette della Mosella, ha fatto capire che in Italia ci sono zone vocate per questo tipo di vitigno.

La sfida del picolit per me è stata vinta da La Sclusa che rispetto ai suoi “rivali” di Ermacora ha proposto un vino più aperto, emozionante, dove gli agrumi uscivano a profusione dal bicchiere insieme a pappa reale, pesche sciroppate e iodio. Bocca tenuta in grande equilibrio grazie ad una acidità sferzante. Finale dolce, interminabile.


Altre note sulla giornata le trovate su Ma che ti sei mangiato.
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