A Creta si beve bene!


Creta è un’isola fantastica, unica, girandola in lungo e largo questa estate, soprattutto per le belle spiagge, mi è sembrato di rivivere in parte il film Jurassik Park, non tanto perché ho visto i dinosauri ma quanto per il paesaggio a tratti incontaminato che caratterizza soprattutto il sud dell’isola dove, tra strade sterrate e paesini abbandonati, l’uomo è ancora sottomesso alla Natura.


Paesaggi prevalentemente collinari e montuosi, tanto sole, una terra ricca e feconda, fanno di Creta un territorio che ben si può adattare alla viticoltura soprattutto se, come ho visto, i vignaioli seri utilizzano la coltivazione ad alberello basso.
Oltre a tanto vino commerciale adatto per il turista più bieco, sull’isola ho trovato qualche produttore degno di questo nome e il primo che vi propongono ha qualcosa di sacro, di mistico. Forse perché si tratta dei monaci del monastero di Agia Triada?

Agia Triada

La struttura, fondata nel XVII secolo, attualmente ospita una scuola di teologia ed una piccola comunità di monaci, la stessa che ogni anno, in maniera maniacale, coltivano un piccolissimo appezzamento di vigna dove possiamo trovare Remeiko (uva locale), merlot, cabernet sauvignon e trebbiano, viti vecchie che poggiano le loro radici in un terreno di un color ruggine davvero magnifico, la macchinetta fotografica non riesce a dare l’idea, credetemi.
All’interno del monastero ho acquistato una bottiglia da 0.500 del loro vino di punta, un cabernet sauvignon del 2008 che ti aspetti semplicemente vegetale e invece è tutt’altro.


I monaci ci sanno fare, che sia nostro Signore o nostra Natura a dar loro una mano non lo so ma parliamo di un gran bel vino, complesso, austero, aprire la bottiglia è come varcare la soglia della chiesa del monastero; tutto è in penombra e i tuoi sensi si lasciano guidare solo dall’odore dell’incenso, dalla fragranza dei fiori rossi che adornano l’altare, dal profumo di ebanisteria dei vecchi mobili. Solo dopo, col tempo, riconosco la frutta rossa e il “classico” tono vegetale.
In bocca è acido, minerale, il terreno rosso, ferroso, si fa sentire al palato e questo non fa che aumentare la complessità e la bevibilità del vino.
Se un giorno verrete a Creta passate ad Agia Triada, vi sembrerà tutto un altro mondo.
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