Sulla moralità del vino in Italia


Durante la presentazione a Roma delle Guide Ais (Vino, Olio, Ristoranti), Franco Maria Ricci, patron di Ais-Bibenda, ha parlato di moralità all’interno di un “j’accuse” sul mondo del vino. Le frasi più importanti sono state riprese da Winenews.it:

Non è morale presentare sul mercato la bugia dei vini di qualità offerti a 2 euro

Non è morale - continua - che, in questo 2010, non ci sia stata alcuna dimostrazione concreta di un serio investimento culturale ad opera di chi è preposto istituzionalmente a questo impegno. Né è morale partorire da anni un programma scolastico di 5 anni per la Scuola Alberghiera nel quale vengono concesse alla cultura del vino 5 ore in tutto”.

"Non è morale presentare al pubblico televisivo etichette di vino con pecette colorate per coprire l’autore di un capolavoro".

"Non è morale che non sia mai nata una “squadra Italia” del vino di qualità per invidie e gelosie acerrime tra i produttori".

E "non è morale per il vino l’ottusità culturale del chilometro zero a beneficio del fiasco e del boccione. Non è morale operare dei ricarichi assurdi del vino, i più prepotenti e significativi sottolineati dalla ristorazione”.


Ricci è un oratore affabile, convincente, ha fatto davvero tanto in questi anni per il vino in Italia, però sentire parlare di valori etici da lui mi ha provocato un senso di sdegno. Avete presente Berlusconi che parla di valori cristiani e di famiglia? Ecco, lo stesso ripulso.

Non mi scordo infatti quanto letto negli ultimi anni sulle principali riviste on line di vino. Riviste libere. Se date uno sguardo qua leggerete che l'ormai ex presidente dell'Associazione Italiana Sommeliers e dell'associazione internazionale Worldwide Sommelier Association, Terenzio Medri, e il presidente della sezione regionale del Lazio dell'Ais ed editore di Bibenda, Franco Ricci, sono stati condannati per violenza privata (art.610 cp) nei confronti del giornalista Paolo Morelli.


La vicenda risale al settembre 2005, quando Paolo Morelli, sommelier onorario, faceva parte del collegio dei probiviri dell'Ais cui fu sottoposta una denuncia per attività in concorrenza con l'Ais da parte di Ricci. Secondo quanto riportato nel decreto penale di condanna emesso dal Gip del Tribunale di Forlì Rita Chierici, Medri e Ricci misero in atto atteggiamenti intimidatori nei confronti di Morelli per "costringerlo ad acconsentire all'archiviazione della denuncia" avanzata da un socio nei confronti di Ricci. Morelli fu poi privato della qualifica di sommelier onorario, espulso dall'Ais e la denuncia contro Ricci fu archiviata.  

Medri e Ricci, sono stati condannati a 570 euro di multa ciascuno (coperta da indulto), quale sostituzione di 15 giorni di reclusione.

Già una cosa del genere avrebbe dovuto portare Ricci, eticamente e moralmente, alle dimissioni.

Metto altra carne al fuoco. Vorrei ricordare a tutti il caso della rivista Il Mio Vino Professional” che, nel 2006, ha duramente attaccato Ricci in un articolo chiamato "Bibenda Pigliatutto". In particolare, nel lungo articolo comparso sul mensile, che in parte riprende alcuni stralci di una denuncia inviata dal sommelier Salvatore Enna all'Associazione, si può leggere :

“...a chi non fosse superficiale e distratto fruitore delle attività della sede romana dell’Ais, non sarà passato inosservato che si sono sempre più frequentemente presentate, negli ultimi tempi, situazioni ambigue e confuse. Ambiguità e confusione che riguardano sia i corsi tenuti presso la sede che altre manifestazioni, senza escludere tutto quello che ruota attorno al nome Bibenda. In verità, sembra quasi di assistere ad una progressiva perdita di visibilità da parte dell’Ais nazionale o regionale a favore di una società privata con fini di lucro che si chiama Bibenda Editore srl”.

Secondo quanto pubblicato sempre da “Il Mio Vino Professional”, quindi :

“approfittando della sua posizione all’interno dell’Ais, Franco Ricci, manovrerebbe in modo da usare le risorse e la credibilità dell’associazione per portare visibilità e guadagni alla sua società” essendo egli “l’unico legame tra Ais Roma e Bibenda srl”, di cui è “proprietario praticamente assoluto, il 94,5% delle quote sono in mano sua...”.

In risposta a simili accuse il Consiglio direttivo dell'A.I.S. di Roma, in accordo con Bibenda Editore, ha inviato nel mese di maggio 2006 una mail ad un cospicuo numero di produttori vinicoli, dichiarando quanto segue: 

"Vi comunichiamo che il Consiglio Direttivo di Associazione Italiana Sommelier Roma, d'accordo con Bibenda Editore, ha deciso di non pubblicare sulle Edizioni DUEMILAVINI e BIBENDA, notizie e/o recensioni di Aziende Vinicole che si avvalgono di messaggi pubblicitari a mezzo di testate che la scrivente Associazione non riconduce a degna professionalità (richiesta/pubblicazione di articoli a pagamento) e che rivolgono attacchi provocatori e infamanti nei confronti di terzi, come anche recentemente accaduto. Questa decisione è stata presa soprattutto al fine di proteggere le Aziende presenti nelle nostre Edizioni e per evitare pericolose confusioni, nel rispetto dei nostri lettori. Associazione Italiana Sommelier Roma Il Consiglio Direttivo".

Da che pulpito viene la predica?

 

Fonti: Tigullio Vino - Esalazioni Etiliche - Enopress
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