Roma, appello delle Città del vino: salvate vigneto Trinità dei Monti


Roma è la mia città per cui mi sembra quanto mai scontato riprendere la notizia comparsa tempo fa sui principali giornali che riguarda il vigneto di Trinità dei Monti. 

Simbolo del legame storico tra l’Italia e la Francia, voluto dalla città francese di Narbonne per celebrare la sua origine romana, il vigneto ornamentale nei giardini della Scuola Francese del Sacro Cuore a Trinità dei Monti in pieno centro a Roma, da cui ha origine la produzione limitata e preziosa del “Vino Gallico”, rischia di scomparire a causa della mancanza di cure e della necessità di una ristrutturazione.


A lanciare l’allarme sul grave stato di abbandono in cui versano le sue viti sono le Città del Vino, che denunciano come, ad oggi, manchi ancora l’accordo di collaborazione previsto fra Comune di Roma, Comune di Narbonne, ambasciata Francese presso la Santa Sede, Istituto Agrario “Emilio Sereni” di Roma e le stesse Città del Vino, per la sua gestione, rivolgendo il loro appello al sindaco di Roma Gianni Alemanno e all’ambasciatore francese presso la Santa Sede Stanislas de Laboulaye. 


Un accordo che - spiega il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli - avrebbe previsto di affidare le operazioni di impianto e la lavorazione del vigneto ornamentale all’Istituto Agrario Statale “Emilio Sereni” di Roma, così come lo sviluppo di ulteriori scambi di esperienza tra giovani e cittadini delle due città, di Roma e Narbonne, per far sì che il vigneto diventasse un mezzo concreto per consolidare le relazioni ed i rapporti istituzionali fra comuni francesi e stranieri a sostegno della loro storia, delle produzioni di qualità e la loro valorizzazione e promozione”. 
Dall’anno di fondazione, nel 2004, ad oggi, infatti, ad occuparsi della gestione agronomica sono stati proprio gli studenti e gli insegnanti dell’Istituto, con la produzione delle prime bottiglie del “Vino Gallico” nel 2008, fino a non essere più autorizzati ad occuparsi del vigneto.

Chi può faccia qualcosa di concreto.

Fonte: Il velino
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