Vignaioli di Langa 2011: piccoli appunti di degustazione


Vignaioli di Langa 2011 sta diventando ormai un classico appuntamento romano e come tutti gli anni Tiziana Gallo fa un grande lavoro per portare nella mia città una bella selezione di produttori langaroli di grande classicità e prestigio.
All'interno delle belle sale dell'hotel Columbus ho degustato tanti vini di grande spessore tra cui mi piace segnalare:

Mascarello Giuseppe e Figlio - Barolo Monprivato 2006: non c'è verso, questo Barolo si distingue sempre per intensità e nitidezza di profumi che vanno dall'arancia amara alla cannella fino ad arrivare al timo e alla viola. La classe non è acqua nemmeno in bocca la salda struttura del nebbiolo fa da cornice ad un'anima fresca e ad una persistenza da lacrime che gioca su toni di liquirizia, radici e scorza di agrume. Un classico!


Giuseppe Cortese - Barbaresco Rabaja Riserva 2004: prodotto solo nella annate eccezionali, questo nebbiolo prima di venire a noi fa 4 anni di botte grande e 3 di bottiglia. Il risultato? un Barbaresco di rara eleganza e profondità minerale con una bocca caratterizzata da tannini setosi e struttura nobile.
Giuseppe Cortese - Barbaresco Rabaja 2008: delizioso, di grande bevibilità, sembra un piccolo grande Gattinara..e ho detto tutto!


Giacomo Fenocchio - Barolo Villero 2007: da uve nebbiolo nelle sottovarietà Michet, Lampia e Rosè nasce questo vino di grande tradizione caratterizzato da sensazioni di mora, tabacco, eucalipto e ruggine. Bocca avvolgente anche se ancora dura e nervosa. 
Giacomo Fenocchio - Barolo Bussia 2007: da terreni di carattere elveziano con sedimenti argillosi e calcarei, ricchi  di ferro nasce questo Barolo di corrispondente stampo minerale a cui si aggiungono col tempo sbuffi mentolati ed e floreali di rosa. Bocca ematica, nobile, ricca di materia che si farà col tempo.
Giacomo Fenocchio - Barolo Cannubi 2007: da terreno tortoniano, marnoso, ricco di tufo e sabbia nasce questo Barolo ancora in fasce che si caratterizza per una bella carica di frutta rossa e note di sottobosco. L'architettura degustativa è rigida ma espressiva. Buon equilibrio.

G.D. Vajra - Langhe DOC Freisa Kyè 2008: mi scuseranno gli amanti del sempre grande Barolo Bricco delle Viole 2007 ma questa Freisa, per me, rappresenta un vero "coup de coeur". Sembro cone l'orso nella marmellata quando mi perdo tra le sensazioni di viola, giacinto, anguria, amarena e spezie di questo vino che, goccia dopo goccia, unisce piacevolezza di beva e complessità da grande vino da invecchiamento. La mia Freisa.

Milena Vaira
Ada Nada - Barbaresco Valeirano 2008: un giro di passaparola tra appassionati mi porta da questo produttore che, mia colpa, non conoscevo. La sua batteria di tre Barbaresco è strabiliante. Il Valeirano, cru da vigne di oltre 40 anni, è austero e si apre su un bagaglio olfattivo fatto di radici, liquirizia, goudron. Bocca tesa, fresca, minerale, a tratti epica. Bono bono...
Ada Nada - Barbaresco Elisa 2008: questo è davvero un nebbiolo che incanta, da vigne di oltre 70 anni, caratterizzato da sbuffi di ferro, di sangue, di terra, di erbe aromatiche. Struttura tosta senza essere massiccia con un tannino duro che evolverà. Una delle sorprese della giornata anche per il prezzo che non supera le venti euro.
Ada Nada - Barbaresco Cichin 2008: è il più scontroso tra i tre, forse ancora più chiuso e compresso ma le potenzialità sono del grande vino da invecchiamento.

Cascina della Rose - Barbera d'Alba Superiore "Donna Elena" 2008: il Barbera di questa piccola azienda per me è sempre un punto di riferimento nonostante l'annata non proprio di grazia. Succoso, tradizionale, fresco, materico. Provatelo.

Adriano Marco e Vittorio - Barbaresco Basarin Riserva 2005: complesso, intenso, compatto, profondo. Non ai livelli di Cortese però, con 25 euro, vi comprate un campioncino.

F.lli Cavallotto - Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2005: un claassico per chi ama i grandi Barolo. Ogni parola in più potrebbe essere superlflua.

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