Slow Food Roma e Gabriele Bonci celebrano i presidi della Campania


Non avevo dubbi che la serata sarebbe stata un successo, il richiamo al cibo buono, pulito e giusto è sempre garanzia di ottimo riscontro da parte del pubblico romano che, per questo ciclo di degustazioni, può contare sulla partecipazione di quel grande uomo che prende il nome di Gabriele Bonci.
Il 28 settembre sono andati in scena i Presidi Slow Food della Campania che lo chef Marco Moroni del Bio Bistrot ha saputo inserire all'interno di un menù davvero pregevole. 

Ma che sono i Presidi? l termine Presidio Slow Food è applicato a prodotti rari ed eccellenti a rischio di estinzione che sono il risultato di una serie di disciplinari e regole di produzione ben definiti posti in essere da gruppi di contadini, allevatori o pescatori che, in questo caso, sono tutelati da Slow Food. Attualmente in Italia abbiamo 201 presidi certificati. 

Per la cena sulla Campania abbiamo portato a Roma i seguenti prodotti di presidio (ah la data sulla foto ovviamente è errata):
Royale calda servita in tazzina moka con spuma di bufala, chips di patata viola e colatura di alici di Cetara
Bonbon di baccalà mantecato con pomodoro San Marzano dell'agro Sarnese (Presidio Slow Food) confit e vellutata di peperone
Polpettina di triglia alla picchiapò di pomodorino del Piennolo (Presidio Slow Food) con crostone di pane nero e cacio ricotta del Salento (Presidio Slow Food).
Pasta, cozze, fagiolo controne (Presidio Slow Food) e Conciato Romano (Presidio Slow Food)
Alexia Capolino Perlingieri è stata invece l'anima enologica della serata. Donna forte del Sannio e brava produttrice di vino, Alexia ha deliziato la platea con il "Vento" Greco Sannio DOC 2010, "Vignarosa" Sannio Rosato DOC 2010 e con lo "Sciascì" Sannio Rosso DOC 2009.  

Il "Vento" è un greco di razza che sa di mandorla, pesca bianca ed erbe officinali mentre il "Vignarosa" rappresenta uno dei tanti rosati di classe italiani che, se fosse più celebre, farebbe cambiare idea a chi pensa che questa tipologia di vino sia per palati deboli.
Discorso a parte merita lo "Sciascì", blend di sangiovese, aglianico e sciascinoso che, rispetto alla mia prima volta a Castelvenere, ho trovato ancora più complesso, con interessanti spunti fruttati e minerali, e beverino. Davvero un bel prodotto.

Alexia Capolino Perlingieri
Appuntamento il prossimo 26 Ottobre, sempre al Bio Bistrot, per la cena con i Presidi Slow Food della Toscana. Da non perdere anche perchè stavolta da bere ci sarà, tra gli altri, un Vin Santo vecchio di oltre 30 anni....

I protagonisti della serata
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