Ciro Picariello ci manda a...lavorare!


Avere un appuntamento con Ciro Picariello e sua moglie Rita, nella cantina di Summonte (AV), significa immergersi nella loro realtà di piccoli produttori artigianali e farsi un bagno di umiltà che troppo poco spesso fanno i critici del vino i quali, troppo spesso, parlano di cose che conoscono appena. 
Arrivi che vorresti spaccare il mondo, aprire tutta la verticale del loro Fiano ed invece, sorridendo, ci dicono che hanno bisogno di una mano per imbottigliare.

A questo punto lasci da parte tutti gli strumenti fighettini del wine blogger d'assalto e ti immergi nel mondo reale del vignaiolo che è fatto di poca frivolezza e molta concretezza.
L'artigianalità e la conduzione familiare le respiri a pieni polmoni perchè accanto a te c'è tutta la famiglia Picariello che si danna l'anima per imbottigliare in tempo tremila bottiglie da mandare in Norvegia.



Solidarietà tra produttori...
Tre persone, una piccola imbottigliatrice semimanuale e quattro mani, che dopo diventeranno dieci, che prendono e stivano le fredde bottiglie sporcandosi di un rosso sublime.
Il resto della mattinata è fatto di piccole grandi emozioni: una breve passeggiata per la vigna storica di Fiano, la mega pizza margherita in famiglia per rifoccilarci dalla "fatica" quotidiana, la conoscenza di Mauro Erro che ringrazio,  oltre per la competenza, anche per aver fatto aprire a Rita un Fiano 2004 da lacrime.


Il suolo del Fiano
Immergersi solo per poche ore nella dura giornata del vignaiolo, tra speranze e paure, è la vera sfida per chi vuole parlare di vino. Tutto il resto è fuffa!

Di spalle col capello marines

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