Trentino: tutti i premi Slow Wine 2018

In passato abbiamo insistito spesso sulle notevoli potenzialità, fino ad ora non pienamente espresse, del mondo del vino trentino: con questa edizione invece ci sembra di percepire una svolta decisa sia in termini qualitativi che quantitativi (è cresciuto il numero delle cantine recensite in guida).
Le ragioni di questo “rinascimento” della vitivinicoltura trentina sono parecchie e arrivano da lontano; potremmo riassumerle con tre parole: educazione, consapevolezza e immaginazione.

L’educazione riguarda il positivo ricambio generazionale che sta avvenendo in molte cantine storiche della provincia. Vistando parecchie aziende familiari abbiamo avuto il piacere di incontrare volti giovani, nuove generazioni che, dopo importanti studi tecnici in Italia e all’estero, hanno deciso di “ritornare a casa”. Questa nuova linfa non porta solo al miglioramento delle competenze tecniche ma introduce anche una visione più moderna del vino, con una virtuosa voglia di scambiare e condividere idee ed esperienze.
La consapevolezza si riferisce invece alle conoscenze maturate sulle reali potenzialità dei vigneti trentini. Gli investimenti in fiumi di vino economico fatti in passato si stanno rivelando spesso azzardati, comportando un generalizzato calo dei prezzi delle uve – seppure ancora a livelli molto alti – che sta giocoforza imponendo a molte aziende agricole di fermarsi a ripensare la propria strategia produttiva. E questo “momento di ripensamento” per fortuna investe anche qualche realtà produttiva di dimensioni rilevanti, segno che “un’idea differente di vino” si sta lentamente ma progressivamente diffondendo anche in Trentino. Speriamo che questo “movimento” comporti anche la considerazione e la riscoperta di territori inconsueti alla moderna viticoltura – tante piccole valli laterali dove in passato fiorivano vigne di grande qualità – ora fin troppo concentrata nella valle dell’Adige.
L’immaginazione è quella di molti piccoli o piccolissimi produttori – in massima parte associati al Consorzio dei Vignaioli Trentini – che hanno saputo investire in produzioni enologiche di personalità assoluta: nosiola, incrocio Manzoni, riesling, teroldego e marzemino – solo per citare i vitigni maggiormente premiati in questa edizione della guida, senza dimenticare alcuni eccezionali uvaggi bordolesi – ci consegnano oggi un’immagine del Trentino fatta di vini autenticamente territoriali, impeccabili dal punto di vista tecnico ma soprattutto curiosi e divertenti da bere.

VINO SLOW
Anisos 2014, Eugenio Rosi
Isidor 2014, Vignaiolo Fanti
Manzoni Bianco 2014, Maso Furli
Nosiola 2015, Salvetta
Riesling 2016, Pojer & Sandri
Teroldego Foradori 2015, Foradori
Trentino Riesling Renano 2016, Maso Bergamini
Trentino Vino Santo 2004, Francesco Poli

GRANDE VINO
San Leonardo 2013, Tenuta San Leonardo
Teroldego Rotaliano Riserva Luigi 2012, Fratelli Dorigati
Trentino Cabernet Sauvignon Equinotium 2013, Mattia Filippi
Trentino Müller Thurgau Vigna delle Forche 2016, Cembra – Cantina di Montagna
Trentino Rosso Trilogia Ris. 2010, Bruno Grigolli
Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006, Ferrari

VINO QUOTIDIANO
Nosiola 2016, Pisoni
Teroldego Rosato Assolto 2016, Redondel
Trentino Chardonnay 2016, La Vis
Trentino Lagrein Kretzer 2016, Fratelli Dorigati
Trentino Müller Thurgau San Lorenz 2016, Bellaveder
Trentino Nosiola 2016, Cantina Toblino
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