La Campania secondo Slow Wine 2018

Ormai non ci sono più dubbi, è la Falanghina la locomotiva del vino campano: 3000 ettari, di cui 2700 nel solo Sannio, hanno permesso di toccare e superare quota sei milioni di bottiglie che recano il riconoscimento della Doc. Un allungo confortato dai dati che danno ragione al “sistema Sannio”, l’unica zona che oltre a riorganizzare in maniera razionale le denominazioni è riuscita a dotarsi di un Consorzio in grado di incidere sui controlli e nelle scelte promozionali. Motivi politici, dunque, ma anche strutturali rispetto allo stile scelto dalla quasi totalità dei produttori campani, che hanno eliminato dolcezze e note esotiche concentrandosi su mineralità e la freschezza . E poi la Falanghina di oggi si beve perché è ben abbinabile alla cucina della regione. Un controtendenza marcata anche dal forte calo produttivo generale, che segna un meno 20% nell’annata 2016. In cinque anni la produzione è scesa da 1,8 a 1,3 milioni di ettolitri, e a soffrire sono soprattutto i rossi strutturati delle zone interne.
Al di là delle considerazioni economiche, il quadro è comunque decisamente confortante perché il Fiano di Avellino si presenta sempre in grande spolvero nelle degustazioni, toccando spesso le corde dell’emozione. Un patrimonio olfattivo che deve essere rafforzato da una saggia politica sui tempi di uscita e sui cru, anche perché ormai anche altre zone, il Cilento in particolare, hanno dimostrato di voler puntare su questo vitigno. Più definito e rappresentativo dell’Irpinia invece il Greco di Tufo, un grande bianco capace di mettere in riga molti rossi e che ha fornito un’ottima prova anche in questa annata..
Tra le tendenze in atto questa edizione sottolinea la continua crescita del Piedirosso dei Campi Flegrei e del Vesuvio, un vino antico e al tempo stesso moderno, anch’esso identitario, grazie all’impegno di una piccola pattuglia di produttori che hanno superato con precisione e pignoleria le difficoltà che pone la lavorazione di questo vitigno.

E, per restare alle tendenze ormai decisamente consolidate, non possiamo non sottolineare la grande crescita qualitativa della Costiera Amalfitana: anche in questo caso grazie al protagonismo spontaneo di un orgoglioso gruppo di aziende che non si accontenta di vendere sul facile mercato locale, puntando invece su una qualità figlia innanzitutto di un’agricoltura vera, eroica e, per quanto possa sembrare paradossale, figlia del freddo proprio come quella irpina.
Le caratteristiche della Campania sono al tempo stesso la forza e la debolezza di una viticoltura tutto sommato di nicchia, appollaiata sulla dorsale appenninica: frammentazione e piccole dimensioni aziendali, anche per le cantine considerate “grandi”, ampio patrimonio ampelografico e difesa ostinata della biodiversità in vigna. La viticoltura campana resta insomma un viaggio nel tempo, con espressioni uniche in grado di emozionare.


VINO SLOW
Campi Flegrei Falanghina 2016, Agnanum – Raffaele Moccia
Greco di Tufo 2016, Cantine di Marzo
Fiano di Avellino Ciro 906 2013, Ciro Picariello
Campi Flegrei Falanghina 2015, Contrada Salandra
Fiano di Avellino 2014, Guido Marsella
Phos 2015, I Cacciagalli
Taurasi Poliphemo 2013, Luigi Tecce
Cilento Fiano Kratos 2016, Maffini
Sabbie di Sopra il Bosco 2015, Nanni Copè
Fiano di Avellino 2015, Rocca del Principe
Tresinus Aureus 2015, San Giovanni
Costa d´Amalfi Tramonti Rosso 2015, Tenuta San Francesco

GRANDE VINO
Fiano di Avellino Pietracalda 2016, Feudi di San Gregorio
Costa d´Amalfi Furore Bianco 2016, Marisa Cuomo
Taurasi Radici Ris. 2011, Mastroberardino
Fiano di Avellino 2016, Pietracupa
Greco di Tufo Giallo D´Arles 2016, Quintodecimo

VINO QUOTIDIANO
Irpinia Aglianico Magis 2014, Antico Castello
Falanghina del Sannio Taburno 2016, Cantine Tora
Falanghina del Sannio Fois 2016, Cautiero
Sannio Coda di Volpe Jenn’èmois 2016, Fattoria Ciabrelli
Falanghina del Sannio Taburno 2016, Fontanavecchia
Costa d´Amalfi Tramonti Bianco 2016, Giuseppe Apicella
Greco di Tufo 2016, Petilia
Falanghina del Sannio Taburno 2016, Torre del Pagus
Falanghina del Sannio Taburno 2016, Torre Varano
Bacioilcielo Rosso 2016, Viticoltori De Conciliis



Posta un commento