Il Lazio secondo la guida Slow Wine


Registriamo con grande piacere dei buoni risultati che arrivano da una regione per troppo tempo un po' sonnacchiosa. A partire dal conferimento di una nuova Chiocciola al Casale della Ioria, che contribuisce a nobilitare la denominazione in rapida crescita del Cesanese del Piglio.

Il Lazio, se analizzato in un contesto più ampio delle pur buone considerazioni sull'annata appena trascorsa, non può non essere oggetto di doverose e approfondite riflessioni. Un totale di 1.205.117 ettolitri prodotti, per 26.549 ettari a regime, implica una diminuzione del 4,4%, rispetto all'anno precedente: ma ciò sarebbe nulla, se non ci si ponesse dinanzi alla realtà enologica regionale dopo i risultati del Censimento Agricoltura Istat 2011, che ha fatto il punto sulle differenze fra l'inizio del terzo millennio e il 2010. Analizzando nel dettaglio tutte le aziende viticole laziali, la fine del decennio preso in esame vede queste diminuite addirittura del 70,5% rispetto al 2000, con gli ettari di superficie ridimensionati del 45,7%: un calo - sarebbe meglio dire "crollo" - non riscontrato in nessun'altra regione. Anche il 2011, come già ricordato, non ha di certo contribuito al risanamento della questione. Staremo allora a vedere in futuro, dopo che l'anno passato ci ha dato, come altrove, dei bianchi statici, un po' "fermi sulle gambe", non molto articolati, e dei rossi 2010 in cui l'equilibrio fra polpa e dinamismo non sempre è risultato del tutto a fuoco. I Cesanese (Piglio, Affile e Olevano Romano) comunque, pur nelle loro differenze, si sono mossi bene, mentre i Frascati hanno in molti casi risentito di un andamento climatico caldo e vincolante. Una denominazione storica come Marino, poi, vedrà addirittura l'unico esponente di livello uscirne dall'anno prossimo per conflitti mai sanati. Fortunatamente ci si è rinfrancati degustando quanto di buono ottenuto nell'ambito di Cori, denominazione ormai affidabile. Annata interlocutoria per il Moscato di Terracina, mentre nel nord della regione sono state soprattutto le tante Igt da aleatico o da grechetto a dare soddisfazione, più che i classici Est!Est!!Est!!!, Coste di Tarquinia o Cerveteri. Complessivamente piuttosto bene, quindi. Ma con tanto lavoro ancora da fare.
Segnaliamo oltre ai tanti vini che vedete sotto anche l'ottima prestazione di insieme della batteria della cantina l'Olivella, che per questo ha raggiunto il riconoscimento della Bottiglia.

Vini Slow

Cesanese del Piglio Sup. Tenuta della Ioria 2010 - Casale della Ioria
Cesanese di Olevano Romano Cirsium 2009 - Damiano Ciolli
Gocce di Castiglionero 2009 - Trebotti
Moro 2010 - Marco Carpineti
Poggio della Costa 2011 - Sergio Mottura

Come potete vedere una batteria davvero nutrita con due Cesanese di altissimo livello e dal rapporto tra la qualità e il prezzo davvero convincente. Il Gocce di Castiglionero è frutto della vinificazione dell'autoctono violone ed è figlio di unagricoltura attenta e sensibile all'ambiente. Che dire, poi, del Moro di Carpineti (che ha anche la Chiocciola): ampio, fine, sapido e cremoso, il tutto a poco più di 10 € in enoteca! Infine, il grande Sergio Mottura che ci regala una versione del Poggio della Costa a dir poco strepitosa.

Grandi Vini
Latour a Civitella 2010 - Sergio Mottura

Sergio Mottura (Chiocciola) è un gigante, uno dei migliori produttori del Centro Italia e questo suo Latour ha un equilibrio nella gestione del legno invidiabile. eccezionale.

Vini Quotidiani

Cenereto 2011 - Trappolini
Cesanese di Olevano Romano Consilium 2009 - Migrante
Marino Coste Rotonde 2011 - Colle Picchioni
Pantaleo 2011 - Cincinnato
Pecorino 2011 - Tenuta Santa Lucia

La regione si conferma un'ottima fucina di Vini Quotidiani, realizzati tutti con grande cura ed esprimono aderenza territoriale e complessità organolettiche non indifferenti se rapportato al prezzo assai contenuto. Trappolini oltre al Vino Quotidiano con l'ottimo rosso Cenereto raggiunge anche il riconoscimento della Moneta. Stesso discorso anche per Migrante, piccola azienda di grandissimo valore. Colle Picchioni da sempre è uno dei fari della denominazione Frascati. La Cooperativa Cincinnato si fregia della Moneta, grazie a una batteria di alto livello. Infine il fresco e accattivante bianco di Tenuta Santa Lucia ci ha convinto appieno.
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