Il mio Vinitaly 2011 in dieci punti


Punto primo: Dio salvi l’anima della persona che ha deciso che il prossimo anno il Vinitaly si terrà dalla domenica al mercoledì. Forse, ma non ci metto la mano sul fuoco, eviteremo le solite scene di persone che pensano che la Fiera sia una sorta di festa open bar dove tutto è lecito, soprattutto vomitare sulla scarpe altrui per il troppo alcol ingerito.


Punto secondo: non fatevi mai un programma o, meglio, fatelo molto flessibile perché quello che io ho postato qualche giorno fa l’ho rispettato pochissimo. Eventi soprannaturali ed eccessi di ospitalità mi hanno fatto perdere tempo, troppo tempo. Mi scuso fin da ora con quelli ai quali avevo promesso una visita ma non sono riuscito. Magari non gliene frega nulla ma tanto dovevo.

Punto terzo: Armin Kobler fa dei vini intriganti e taglienti come la lama della spada di Uma Thurman in Kill Bill. L’Ogeaner 2009, chardonnay da vecchie viti di 50 anni di media, è teso, nervoso e fresco quanta basta da voler chiedere ad Armin di riuscire a farsi dare una sorta di monopolio sul vitigno. Ottimo anche il suo Feld, gewürztraminer agli antipodi da alcuni mangia e bevi che trovo troppo spesso in giro..

Armin Kobler
Punto quarto: il Fiano di Avellino 2009 di Ciro Picariello è un altro grande bianco italiano. Un vino, come dice Pignataro, già pronto che si caratterizza per un elegante equilibrio giocato tra la “morbidezze” fornite dalla complessità fruttata e floreale e la durezze del peculiare carattere fumè. Un Fiano di grande personalità che in bocca è largo, sapido e persistente. Un vero portento della Natura. 


Punto quinto: il Greco Musc' 2007 di Contrade di Taurasi è un cavallo pazzo di grandissimo fascino che ti riporta in pochi secondi al carattere primitivo e underground dell’areale di Taurasi. E’ un bianco che riporta il naso alla pietra focaia, al caffè, alle erbe aromatiche, alle sterpaglie di campo, alla frutta solare. Bocca freschissima, cazzuta, minerale. Grande annata!

Punto sesto: Podere Il Saliceto è diventato realtà e, dopo esserci rincorsi per giorni su internet (ricordatevi il contest), finalmente la stretta di mano di Gian Paolo e Marcello è diventata realtà. I terribili ragazzi emiliani mi hanno fatto provare due anteprime interessanti: Falistra e Malbo
Il primo è un Lambrusco di Sorbara rifermentato in bottiglia che, anche dal colore, sa molto di estate e di fresche e corroboranti bevute. Attenzione: è tutt’altro che banale. 
Il Malbo (100% Malbo Gentile) è una vera bomba racchiusa nel bicchiere, non so come possa evolvere ma, se tanto mi da tanto, anche Gian Paolo vuole buttarsi nell’hard rock più spinto. Succi docet!

Il Falistra
Punto settimo: l’ES 2009 di Gianfranco Fino è la quadratura del cerchio in fatto di vini del Sud. E’ materico, solare, ponderato, raffinato e, dopo averlo bevuto, totalmente indimenticabile. Gianfranco e Simona Fino sono delle belle persone e i loro vini rispecchiano la loro personalità.

Simona Fino
Punto ottavo: le temperature africane dei padiglioni, soprattutto nel pomeriggio, non mi hanno impedito di provare le interpretazioni del Vulture di Elena Fucci e Sara Carbone. Elena ormai è una grande conferma e l’annata 2007 del suo Titolo, dal carattere sempre più speziato e balsamico, rappresenta ad oggi il capolavoro supremo di una piccola grande donna di Barile. 
Sara Carbone, conosciuta per la prima volta a Verona, mi ha presentato uno Stupor Mondi 2007 dal carattere quasi gotico, scuro e profondo negli aromi di china e frutta di rovo, primordiale e lavico quando, con l’ossigeno, arriva al naso e in bocca tutta la cenere vulcanica da cui trae origine. 

Vini Carbone
Punto nono: basta pseudo “Ruby” all’interno della Fiera che pensano che presenziare ad uno stand Franciacorta equivalga a passare una notte ad Arcore.

Punto diecimo: cari organizzatori quando metterete il Wi Fi gratis all’interno? E quando capirete che i blogger sono una categoria da tutelare? Domande a cui credo non ci sarà risposta, almeno per quest’anno…




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