Rocca di Montemassi 2008: la Maremma by Zonin


Il Rocca di Montemassi 2008, assieme al Symposio, è l’altro vino facente parte della tasting list di Francesco Zonin. Cercando un po’ di informazioni in giro scopro che questo “figlio della Maremma” è il risultato di una collaborazione che da oltre dieci anni va avanti tra Franco Giacosa, enologo dell’azienda, Stefano Ferrante, direttore, e Denis Dubourdieu
Quest’ultimo è un importante wine maker internazionale e professore di Enologia all’Università di Bordeaux, famoso per le sue ricerche su aromi, lieviti e colloidi e specialista nel processo di produzione del vino e nell’invecchiamento dei vini bianchi.

Denis Dubourdieu
Il Rocca di Montemassi, composto da 40% Merlot, 35% Cabernet Sauvignon, 20% Petit Verdot e 5% Syrah, è pertanto un vino fatto a sei mani che, dopo averlo degustato, mi ha lasciato più di  una perplessità soprattutto per quando riguarda la sua armonia. Mi spiego meglio.
La presenza di Dubourdieu non mi lasciava dubbi circa lo stampo internazionale del vino, impronta che si fa ben sentire al naso dove, a fronte di un colore vivido e quasi violaceo, troviamo un ampio corredo aromatico di ciliegia matura, visciole in confettura, tabacco dolce e ogni altra sensazione che renda il vino facile e “piacione”. Lo immaginavo e non ne faccio un dramma.


Come accaduto col Symposio e la bocca quella che un po’ “tradisce” il mio film mentale: la ricchezza e l’opulenza del naso si scontrano con un vino di medio corpo, che stenta ad avvolgere il palato e se ne va troppo presto. Mi sento tradito. Da un certo punto di vista è come se una donna, a fronte di un bel vestito sartoriale, si limiti ad indossare un intimo prêt-à-porter

Denis Dubourdieu si accontenta di un vino così? 

Sicuramente il Rocca di Montemassi è un vino giovanissimo, in attesa di crescere ed equilibrarsi, però in futuro, anche da questo vino, mi aspetto di più.

P.S: concordo con Stefano il Nero che lo definisce un vino medio.
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