Le donne forti del vino: Alessia Capolino Perlingieri


Forti, dinamiche, risolute, le donne del vino dell’ultima generazione sono davvero una forza. Marina Cvetic, Cinzia Merli Campolmi, Maria Pia Berlucchi, Elena Fucci, Silvia Maestrellli, Elena Martusciello, Donatella Cinelli Colombini sono le punte di diamante di una squadra tutta al femminile che da qualche tempo può vantare anche la presenza della meridionale Alessia Capolino Perlingieri che, dopo una brillante carriera nel mondo della finanza milanese, ha deciso di far ripartire da zero l’azienda di famiglia costretta a chiudere nel 1992, quando si chiamava Volla, nonostante i tanti riconoscimenti avuti.

La Masseria sede dell'azienda
Ci troviamo nel Sannio beneventano, a Castelvenere, e Alessia ci aspetta nel cortile della sua splendida masseria fortificata, oggi finemente restaurata, che un tempo fungeva da ex stazione di posta per i cavalli.
La grande volontà di riportare le cose ai fasti del passato e l’aiuto di Stefano Chioccioli in cantina hanno dato nuova linfa all’azienda che, negli ultimi 15 anni, ha acquisito via via nuovi terreni e costruito una moderna cantina, raggiungendo attualmente l’estensioni di circa 40 ettari di cui circa 22 a grano, 13 a vigneto e 5 a ulivo.
I vigneti si trovano a Solopaca, ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 300 metri, e su terreni prettamente argillosi Alessia coltiva solo uve autoctone che comprendono varietà a bacca bianca (Greco, Falanghina e Fiano) e varietà a bacca rossa (Aglianico, Piedirosso, Sangiovese e Sciascinoso).

La delegazione campana delle donne del vino. La prima a sx é Alessia. Foto tratta dal blog di Pignataro.
Durante il nostro mini tour abbiamo potuto apprezzare sia la cantina, completamente interrata e dotata, di tini troncoconici di legno di Allier, per la fermentazione dei rossi,  e dei classici fermentino di acciaio per i bianchi, sia la vecchia bottaia che è stata abilmente ristrutturata e che si trova appena sotto il pavimento della casa di Alexia.
Alessia Capolino Perlingieri ha una gamma di vini davvero interessanti e territoriali ma, se dovessi consigliarvene uno, la scelta almeno per me pare scontata: bevete lo Sciascì.


Due vitigni, sangiovese (60%) e sciascinoso (40%) che creano un’alchimia enologica di grande impatto, struttura e carica aromatica che si fondono dando vita ad un vino fatto di guizzi floreali e vinosi che al gusto rimane più fruttato e gradevolmente rustico, un mix che a me piace da impazzire e che rende la bevuta sincera e senza troppi fronzoli.


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