I "New Latitude Wines". Il caso della Thailandia


Si chiamano “New Latitude Winesi vini prodotti da vigne comprese tra il 14° e il 18° parallelo, viti impiante per soddisfare le nuove esigenze dell’Asia che, col suo PIL galoppante, sta accrescendo anche la domanda di vino.
La Thailandia, in questo contesto, rappresenta un paese estremamente dinamico dove la vite, tra l’altro, non è cosa recente. La storia narra che le prime barbatelle furono regalate al Re Narai da Luigi XIV assieme a cinque bottiglie di Claret che, da quel momento in poi, divenne la bevanda più apprezzata di tutta la corte.
Torniamo ai giorni nostri e, più precisamente, al progetto enologico più intraprendente di tutta la Thailandia: la Siam Winery.


Situata a circa 50 Km da Bangkok, nella zona del Chao Praya Delta, l’azienda ha cominciato a produrre vino dal 1999 ed oggi è la più grande esportatrice di vino del suo paese. Fin qua nulla di eccezionale vero? Ma che ne dite se vi dico che la Siam Winery utilizza uva proveniente dai c.d. “vigneti galleggianti”? 


Localizzate nella provincia di Samut Sakhorn, delta del fiume Chao Phraya, le viti sono piantate su lunghe isole di forma rettangolare separate da canali che, alla fine, formano un  bellissimo arcipelago vitato.
Il vitigno bianco più diffuso nei “vigneti galleggianti” è l’uva Malaga Blanc (proprio quella regalata al Re Narai da Luigi XIV di Francia) mentre il Pokdum o Black Queen rappresenta il vitigno a bacca nera più coltivato in zona.


La vendemmia, in questo contesto, rappresenta il momento più arduo ed affascinante. Da queste parti, infatti, le condizioni climatiche permetterebbero al vignaiolo di raccogliere l’uva due volte l’anno: la prima a Febbraio e la seconda a Settembre, durante la stagione delle piogge. Così facendo, però, significherebbe avere un raccolto di scarsa qualità per cui la Siam Winery si è inventata una sorta di “potatura delle piogge” che evitava di raccogliere l’uva a Settembre per averla di grande qualità a Febbraio.
Il bello, poi, è vedere come da queste parti si vendemmia, altro che macchine, qua è tutta questione manuale e….d’equilibrio!!


Vabbè tutto bello ma, alla fine, come sono questi vini? La risposta è..non lo so, a Roma ancora non li ho trovati, oggi vi volevo solo raccontare una storia diversa, esotica, fatta di possibili duplici vendemmie annuali che avvengono in equilibrio sull’acqua dei canali che solcano i vigneti galleggianti. Di questi tempi un po’ di romanticismo enologico non guasta.



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