Al MOMA di San Francisco il vino diventa arte moderna


Sabato 20 Novembre si è inaugurata al MOMA di San Francisco - il celeberrimo museo d’arte moderna -  l’esposizione How Wine Became Modern: Design + Wine 1976 to Now, un affascinante viaggio che esplora le trasformazioni del vino nella cultura visiva e materiale delle ultime tre decadi, dando modo di comprendere appieno la cultura contemporanea del vino e il ruolo svolto dal design nell’economia di questa metamorfosi.


La mostra, organizzata da Henry Urbach e Helen Hilton, può essere considerata la prima esposizione della storia che prende in esame la cultura globale del vino come facente parte di una più ampia rete di fenomeni culturali, nonostante abbia una sua forte connotazione individuale.

L'esposizione dispone di manufatti storici, modelli di architettura, installazioni multimediali, opere d'arte e anche di una "smell wall", parete aromatizzata per fornire al visitatore una vivida esperienza sensoriale nelle singole gallerie.

Ecco alcune delle opere che potrete vedere se passate da quelle parti:

Etienne Meneau, Carafe No. 5, 2009
Nella sua vasta opera murale dal titolo "In [ ] Veritas", Peter Wegner illustra più di 200 colori legati al vino e dimostra in modo vivace quanto il vino e il linguaggio da esso generato sia diffuso nella vita di ogni giorno. Questo è un dettaglio dell'installazione.

Peter Wegner, In [ ] Veritas, 2010; 216 in. x 1000 in.; paint (mural), graphic tape, vinyl lettering; installation detail; © Peter Wegner
La direzione del MoMa di San Francisco ha invitato anche due designer italiani di talento, Laura Fiaschi,1977, e Gabriele Pardi,1966, insieme Gumdesign. I due parteciperanno con due collezioni di calici da degustazione. La prima è la serie "Calici" prodotta da Seguso dedicata ai degustatori: c'è il calice per l'astemio, quello per l'equilibrato e infine il calice per lo smodato. Un divertente foro posizionato a diverse altezze smaschererà fin da subito le intenzioni di chi chiede il bicchiere! "Calici" è stato selezionato anche per il Museo del Design della Triennale di Milano.

Gumdesign, Calici, prodotto da Seguso
 
Libri, televisione, Youtube ma anche fumetti: il vino viene traghettato verso la popolarità da molti mezzi. Nella sezione Popular Culture anche un' esposizione degli Anima di Kami no Shizuku, di cui riportiamo alcuni esempi. Meraviglioso il montaggio dei cin cin più celebri del cinema, nella stessa area dell'esposizione.

Kami no Shizuku (Drops of God / Les Gouttes du Dieu); 2004-ongoing; book; © Tadashi Agi/Shu Okimoto/Kodansha Ltd.
Terroir, ovvero quel mix speciale di condizioni chimiche, fisiche e climatiche che definiscono l'identità di un vino. Con la globalizzazione dell'enologia, ogni produttore reclama un terroir unico, quasi come un Santo Graal. L'installazione, dal titolo "Terroir", mostra le diverse caratteristiche, tra cui il tasso di umidità, di 17 località produttive di tutto il mondo.

Terroir Gallery, image courtesy Diller Scofidio + Renfro
Una vetrina che contiene una profonda vasca di liquido rosso scuro fa da sostegno luminoso a un'esposizione di 30 calici sospesi.

Glassware Gallery, image courtesy Diller Scofidio + Renfro
Al termine dell'esposizione, dopo aver imparato tutto del vino e del terroir, una parete offre ai visitatori un'esperienza olfattiva diretta: è la Smell Wall. Sette vini diversi, sospesi a una parete, sono accompagnati da alcuni termini tecnici che danno corpo, voce e senso all'esperienza.

Smell Wall, image courtesy Diller Scofidio + Renfro
Nel cuore della Napa Valley, la Clos Pegase Winery è stata costruita sul progetto vincitore del concorso indetto dal MoMa di San Francisco nel 1984. Tre anni dopo, il centro Pompidou di Parigi organizzò un concorso simile. Era iniziata l'era dell'architettura delle vinerie.

Michael Graves, Clos Pegase Winery, 1987; image courtesy Michael Graves
Dennis Adams, SPILL, 2009; production still; single channel video
Courtesy the artist, Kent Gallery New York and Galerie Gabrielle Maubrie Paris

Fonte: Lei Web
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