A Suvereto da Tua Rita in compagnia di Stefano Frascolla

Suvereto, nel cuore della Val Cornia, rappresenta il centro del mondo per Rita Tua e Virgilio Bisti che, nel 1984, acquisirono pochi ettari di terreno con l’obiettivo di creare, anzitutto, un buon vino per se stessi. La passione, la consapevolezza di produrre da subito un gran vino hanno portato i proprietari a guardare avanti, oltre il Trebbiano e il Sangiovese, impiantando nel 1988 le prime barbatelle di Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Riesling e Traminer, che vanno a «popolare» impianti fitti (8-9.000 ceppi per ettaro) e bassi, dove le potature corte e i diradamenti diverranno prassi consolidate pressoché sconosciute fino ad allora in zona.
Attualmente l’azienda conta un’estensione di circa 22 ettari totali di proprietà di cui 18 a vigneto che oggi può contare, oltre alle uve citate in precedenze, anche Syrah e Cabernet Franc.
Stefano Frascolla, genero di Rita e Virgilio e vero deus ex machina dell’azienda, ci accoglie in cantina con i suoi grandi occhi chiari, l’ambiente è subito familiare, rurale, nulla a che vedere con le mie fantasie che pensavano a Tua Rita come ad un’azienda fredda, manageriale, dove tutto è marketing e pubbliche relazioni. Scordatevi tutto questo, da queste parti, malgrado i tanti punti Parker e il via vai di giornalisti internazionali, si sono mantenuti ben saldi i piedi per terra perché il contatto umano e il rispetto per il territorio sono valori da difendere a prescindere da ogni politica commerciale.
Tua Rita, un mix tra tradizione ed innovazione, soprattutto in vigna dove gli impianti a cordone speronato vanno tra i 5000 ceppi per le vigne più vecchie, fino ad arrivare agli oltre 8000 per quelli di nuova realizzazione, con produzioni però bassissime specie per i vini più importanti che si aggirano appena intorno ai 30 – 35 quintali per ettaro. I terreni sono un misto di argilla e limo con presenza di scheletro piccolo. Stefano Frascolla dopo averci fatto fare breve giro in cantina di vinificazione, molto semplice e con la presenza di tini di legno troncoconici, ci fa accomodare presso la cantina di maturazione, 700 mq interrati di grande fascino dove riposano ed evolvono tutti i vini aziendali, un vero patrimonio dell’umanità mi verrebbe da dire. E’ ora di bere, valuteremo le annate 2007 e 2008 (principalmente da botte), due millesimi che, lo anticipo subito, hanno caratteristiche molto diverse le cui differenze saranno facilmente leggibili durante la degustazione. Arriva il “semplice” Rosso dei Notri 2008 (sangiovese 50%, merlot 10%, syrah 15%, cabernet sauvignon 20%, petit verdot 5%), prodotto base che amo sempre valutare in quanto penso che proprio questi vini, diretti e senza fronzoli, diano spesso un’idea abbastanza netta della filosofia produttiva fornendo anche importanti segnali su cosa mi aspetterà a breve nel bicchiere. Un rosso molto interessante, tanta frutta rossa, balsamicità, un tocco vegetale per un vino decisamente equilibrato e dalla grande beva. Ottimo inizio.
Perlato del Bosco 2007 (sangiovese 60%, cabernet sauvignon 40%): si sale di intensità, complessità, l’orchestra comincia a formarsi, rispetto al Rosso dei Notri, entrano in gioco le spezie nere, la grafite, vino più scuro, profondo e di bella persistenza.
Giusto dei Notri 2007 (cabernet sauvignon 60%, merlot 30%, cabernet franc 10%): entriamo in punta di piedi nell’olimpo, ormai Tua Rita non è solo Redigaffi, questo taglio bordolese rappresenta una validissima alternativa al vino più amato (una volta) da Parker. L’annata 2007 è si caratterizza per la sua freschezza ed eleganza, i vini sono tutt’altro che concentrati e ciò lo possiamo notare subito dal naso dove le note di rosa, sottobosco, ginepro, piccoli fruttini rossi non vanno ad appesantire un quadro aromatico che rimane molto vellutato. Possente l’apparato gustativo dove troviamo solo freschezza, integrità ed equilibrio.
Giusto dei Notri 2008 (da botte): annata completamente diversa rispetto alla 2007, all’eleganza, che rimane sempre, si aggiunge la potenza, la verticalità, il frutto è nero come nere ed intense sono le sensazioni di terra, china, grafite, cassis, peperone. Ricchissimo il palato, regala rotondità a 360°. Da seguire attentamente nel tempo.
Syrah 2007: l’equilibrio dell’annata regala un vino di classe, le note floreali, fruttate e speziate regalano solo pennellate aromatiche vellutate mentre in bocca il vino stupisce per la sua espansione al palato e per la sua bella spina acida. Lunga persistenza su note leggermente boisè.
Syrah 2008 (da botte): un mostro, nel senso buono della parola. Appena Stefano ci porta il vino la carica aromatica del syrah ci fa compiere un salto spaziale catapultandoci nel bel mezzo della macchia mediterranea. Siamo inebriati completamente dalle note di ginepro, alloro, rosmarino, menta, rabarbaro, china. Bocca intensa, succosa, un vino che non ti lascia mai. Superbo.
Redigaffi 2007 (merlot 100%): altro piccolo mostro di goduria, eleganza e freschezza si sommano esaltando gli aromi di bacche selvatiche, prugna, ferro, viola, goudron e fresche note balsamiche. Bocca guidata dalla freschezza, avvolgente, voluttuosa, con un tannino ben presente a bilanciare la morbidezza del vino. Finale interminabile come la nostra goduria.
Redigaffi 2008 (da botte): il vino è ancora abbastanza chiuso, in fasce, anche se la lettura è quella di un vino ancora più complesso, muscolare, dirompente ora nella sua carica di frutta nera e ricordi di sottobosco. Al gusto percepiamo che il vino è ancora in assestamento ma, quando ogni pezzetto andrà al suo posto, saremo di fronte all’ennesimo capolavoro firmato Tua Rita.

Prossimo appuntamento con Tua Rita? L’8 maggio con gli amici del forum del Gambero Rosso, ne vedremo delle belle..
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