Il grande Verdicchio di Garofoli

Garofoli vuol dire Verdicchio dei Castelli di Jesi, il vino Doc piu' famoso e storicamente conosciuto delle Marche (la denominazione quest’anno compie 40 anni).
Le grandi virtù del Verdicchio erano conosciute fin dall’antichità: attorno al 200 d.C. a Cupramontana, città nata attorno ad un tempio eretto in onore della dea Cupra, i romani tenevano riti propiziatori con sacre bevute di vino, probabile antenato del Verdicchio, in onore, appunto, di Cupra, dea della ricchezza e dell'opulenza. Qualche secolo dopo Pietro Aretino, noto poeta toscano del '500, nonostante la fama di denigratore di tutto e tutti, per il Verdicchio spese parole soavi per esaltarne le virtù dietetiche e gustative. Oggi, il Verdicchio rappresenta uno dei grandi vini bianchi del panorama mondiale per il fatto che riesce a coniugare allo stesso tempo una assoluta complessità strutturale con una grande finezza ed eleganza. Il Verdicchio viene anche definito “un vino rosso vestito di bianco”, proprio per questo le migliori etichette reggono bene il medio/lungo invecchiamento e sono molto frequenti le vendemmie che esprimono notevoli qualità soltanto oltre il biennio. La Garofoli, così come altri produttori marchigiani, da sempre ha creduto nelle potenzialità di questo vitigno autoctono tanto che negli anni '50 Franco e Dante Garofoli non vendono più il loro vino sfuso nelle osterie ma lo imbottigliano per essere venduto anche nei negozi di generi alimentari sprovvisti di licenza per la mescita. Il successo per l’iniziativa è talmente tale che, alla fine degli anni '50, viene realizzata la cantina di Serra de' Conti, attualmente ancora in uso, per effettuare in zona di produzione la vinificazione delle uve di Verdicchio. Durante la mia incursione al Vinitaly 2009 allo stand Garofoli ho potuto apprezzare tre grandi vini prodotti da questo vitigno autoctono: il Brut Riserva 2004, il Podium 2006 e il Serra Fiorese 2005. Il primo vino rappresenta una delle tante sfide di casa Garofoli perché spumantizzare un Verdicchio non è certo cosa semplice, bisogna essere molto bravi per creare un vino base dalla buona acidità a partire da un’uva che offre il meglio di sé se vendemmiata leggermente surmatura. Una maturazione sui lieviti di circa 48 mesi danno vita ad uno spumante dal colore paglierino carico, quasi dorato, e dal perlage abbastanza fine e persistente. Al naso è soprattutto floreale, biancospino e tiglio accarezzano i nostri sensi, poi esce un delicato aroma di pesca e mela verde. Bocca di bella intensità, cremosa, è un vino che stupisce per freschezza e sapidità. Chiude abbastanza persistente. Lo abbinerei a tutto pasto senza problemi! Il Podium 2006 è un vino potente, complesso ed elegante allo stesso tempo, caratteristiche tutte che derivano dalle basse rese per ettaro, dalla raccolta posticipata delle uve e dall’affinamento in bottiglia di almeno un anno. Questo millesimo si caratterizza per un bouquet aromatico di tutto rispetto, il naso è tutto di fiori bianchi, pesca, pompelmo rosa, mandarino, litchi, a cui si sommano, man mano che il vino si apre, intensi sbuffi minerali e intriganti effluvi di erbe di campo. La bocca è polposa ed ampia, per fortuna i 14 gradi alcolici sono ben supportati dalla grande acidità e sapidità del vino. Buona la persistenza finale. Servitelo fresco in una notte d’estate! Il Serra Fiorese 2005 è un Verdicchio caratterizzato dalla grande struttura e longevità visto che fermenta e matura in piccoli fusti di rovere per almeno un anno ed affina in bottiglia per almeno 15 mesi. Al bicchiere rivela subito le sue grandi potenzialità, è molto più complesso e maturo del Podium aprendosi fin da subito a sentori di ginestra, fiori di tiglio, agrumi canditi, fieno, pesca matura, mela golden, erbe officinali e una leggera nota tostata che tradisce il passaggio in legno. E’ ancora giovane e questa sua caratteristica la rivela soprattutto al palato dove è ancora “troppo” grasso, cremoso, con le note burrose e vanigliate che forse coprono un po’ il resto. Buona la persistenza per un vino che deve essere solo lasciato in cantina, tra qualche anno riapritelo e vedrete che meraviglia…..
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