UNA NUOVA VITA PER L'EST!EST!!EST!!! ? AL VIA LA REVISIONE DEL DISCIPLINARE

E' passato tanto, tantissimo tempo da quando il vescovo Johannens Defuk, intenditore di vini, mandò il suo coppiere Martino come avanscoperta lungo la via per Roma per assaggiare e scegliere i vini migliori, scrivendo "est", ovvero "c'è", vicino alla porta della locanda che lo dava in degustazione. E' circa il 1111 quando il fidato Martino, arrivato a Montefiascone, fu talmente "folgorato" dalla piacevolezza del locale che per comunicare al suo padrone la qualità eccezionale di quel vino, decise di ripetere per tre volte il segnale convenuto e di rafforzare il messaggio con ben sei punti esclamativi: Est! Est!! Est!!! E oggi? E' ancora il grande vino di una volta? La risposta, purtroppo è negativa, l'est! est!! est!!! è forse uno di quei vini, insieme al Frascati, che a livello di immagine più sconta le errate decisioni della maggior parte dei produttori del luogo che hanno fatto della quantità la loro filisofia di produzione. Di questa pessima immagine di vino dalla facile beva (per non dire da osteria) fortunatamente se ne sono resi conto un pò tutti, a cominciare dall'Arsial che, attraverso il progetto 'Agricoltura Qualita'' e in stretta sinergia con i soggetti della filiera, ha garantito l'assistenza tecnica nella stesura dell'intero dossier tecnico-scientifico-storico necessario per la presentazione delle richiesta di revisione del disciplinare al Mipaaf.
Come è oggi l'attuale disciplinare? Oltre a Montefiascone , tradizionale luogo d’origine di questa famosa “denominazione” viterbese, l’Est Est Est può essere prodotto a Bolsena , San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro , Capodimonte, Marta e Gradoli. Viene vinificato con le uve attraverso l'ausilio di trebbiano toscano (65%), malvasia bianca toscana (20%) e rossetto, detto anche trebbiano giallo (15%). La resa massima generosamente permessa dal disciplinare della Doc è di 130 quintali per ettaro, mentre la resa di uva in vino non deve superare il 70% . Gradazione alcolica minima consentita 10,5°. Può essere Secco, Abboccato o Amabile.
Serve altro per capire di cosa stiamo parlando? Ci vorrebbe oggi un moderno Martino che sappia capire che la quantità non paga e che scelte più razionali di produzione potrebbero rilanciare finalmente questo vino che potrebbe fare da concorrenza al Frascati in una costruttiva lotta fratricida che permetta finalmente al Lazio, la mia Regione, di non essere più il fanalino di coda dell'Italia del vino.
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