Grosjean - Vallée D'Aoste DOC Petite Arvine "Vigne Rovettaz" 2013

La mia serata a Porthos, uno dei templi della cultura del vino a Roma, ha avuto vari momenti emozionanti a partire da saluto caloroso e dalle belle parole nei miei confronti da parte di Sandro Sangiorgi, un maestro per tutti noi che vogliamo comunicare il vino.
Il tema della degustazione è stata la Valle d'Aosta, una regione sottovalutata dal punto di vista vitivinicolo che, grazie anche al libro di Fabrizio Gallino, durante il primo week end di ottobre ho voluto girare in lungo ed in largo al fine di condividere con i presenti le mie esperienze sul campo.
Il primo dei vini degustati durante l'evento, organizzato e cocondotto con la solita cura da Matteo Gallello, è stata la Petite Arvine di Grosjean, azienda familiare, situata nei comuni di Quart e Saint Christophe (media valle), avviata da papà Dauphin, oggi coadiuvato dai suoi cinque figli, che nel 1969 decise finalmente di imbottigliare il suo primo vino che venne presentato, con successo, alla “II Exposition des Vins du Val d‘Aoste“.

La famiglia Grosjean
Attualmente i dieci ettari di vigneti, coltivati a petit rouge, gamay, pinot nero, petite arvine, fumin, cornalin, prëmetta e vuillermin, sono gestiti dal 1975 in maniera totalmente organica al fine di ricercare, così mi disse Vincent, uno dei fratelli Grosjean, un vino di territorio che faccia bene oltre che alla salute della Terra anche a quella dell'uomo.

Vigneti

La ricerca di questa purezza la ritroviamo nella loro Petite Arvine "Vigne Rovettaz" 2013 proveniente da un piccolo appezzamento di circa un ettaro situato nel comune di Quart con esposizione sud, sud-ovest con pendenze di oltre il 70%. 

Quando si dice viticoltura eroica.


Questa petite arvine in purezza fermenta in parte in acciaio, circa 80%, a bassa temperatura e con lunga permanenza sulle fecce fini. In parte, circa 20%, in barriques dall'inizio fermentazione. L'affinamento avvienesur lie con batonage a partire dalla Luna Nuova di Aprile, sia per la parte in acciaio che per la parte in barriques. Imbottigliamento a giugno dopo l'assemblaggio.

L'impianto olfattivo del vino ha il respiro della montagna che prende la forma del gelso bianco, del sambuco, della mela acerba, della pietra su cui scorre l'acqua gelida della Dora Baltea. Il sorso è ascensionale, nervoso, freschissimo e non può, se chiudi gli occhi, non scortarti in questo angolo di mondo alpestre che è la Valle d'Aosta. La petite arvine è questa, non bisogna cercare altro.
Posta un commento