Il Susucaru di Frank Cornelissen

Cornelissen è uno dei tanti personaggi del mondo del vino che un appassionato dovrebbe incontrare almeno per una volta.
Belga, con la passione del vino, ha trovato l'habitat ideale per coronare il suo sogno di vignaiolo a Solicchiata, pendice nord della vallata dell'Etna.

Frank Cornelissen ama la viticoltura naturale e il Nerello Mascalese che, a suo modo di vedere, possiede il frutto e l'eleganza del Pinot Nero di Borgogna e i tannini asciutti del grande Nebbiolo Piemontese.

Diventato quasi un maestro Zen nel suo campo, fonda la sua filosofia produttiva sul principio che l’uomo è incapace di capire la Natura nella sua totalità, la sua complessità e le sue interazioni e, per tale motivo, osservando i vari cambiamenti energetici e cosmici, ha scelto di assecondare Madre Natura anziché fare di testa propria. 
Tutto questo per dire che il nostro vignaiolo lascia la sua terra completamente libera, non solo dalla chimica, ma anche da tutte le altre lavorazioni, anche di tipo biodinamico, perché dimostrerebbero l'incapacità dell'uomo di assecondare la Natura.

Capito perché parlavo di maestro Zen del vino?

Cornellissen attualmente possiede circa nove ettari di vigneto tutto allevato ad alberello mentre la parte restante della superficie aziendale è destinata ad olivi, alberi da frutta (piantati in mezzo alle vigne come una volta), mandorli ed ortaggi.

I vigneti, alcuni dei quali franco di piede, sono caratterizzati da un mix di uve tradizionali dove, oltre al già citato Nerello Mascalese, abbiamo anche Carricante, Grecanico dorato, Coda di Volpe, Malvasia, Moscato nero, Insolia e chissà che altro ancora.

Vigneti a contrada Porcaria

La vinificazione, in linea generale, prevede una fermentazione in contenitori di terracotta (giare) di varie dimensioni (150 - 400 litri) interrati nella pietra lavica macinata. Si lascia insieme tutta la massa (vino e bucce) fino a dopo la fermentazione malolattica al fine, così scrive Cornelissen sul suo sito web, di permettere un maggior contatto con tutti gli elementi cosmici e per estrarre tutti gli aromi territoriali dell’uva. Questa macerazione dura da 4 a 7 mesi secondo il vino e l’annata. Dopo la torchiatura, il vino ritorna nelle giare per concludere il suo ciclo di riposo ed evolutivo per circa altri 18 mesi prima di essere imbottigliato.

pied de cuve per il rosato

Tra i vari vini che amo di casa Cornelissen uno è sicuramente il Susucaru, che il mio amico Alfonso Scarpato mi ha fatto degustare in varie occasioni questa estate. Prodotto a partire da uve Malvasia, Moscato nero, Insolia e Nerello Mascalese, di varie contrade dell’Etna, è il rosato che non ti aspetti perché la sua mineralità è viscerale ed austera come A’ Muntagna da cui deriva. Non bevetelo se cercate l’ordinario e attenzione, può creare dipendenza e di bottiglie in giro ce ne sono poche…

Fonte: Twitter.com

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