A me il Vino Nobile di Montepulciano.....

...proprio non riesce ad entusiasmarmi. Complice una serata all'AIS di Roma ho potuto degustare gran parte della nuova produzione di Nobile di Montepulciano presentata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Tanti i banchi di assaggio, tanti i nomi presenti, da Avignonesi a Tenuta Valdipiatta, da Poliziano a Dei, tantissimi i vini in degustazione così come le annate ma, a parte qualche rara eccezione, pochissimo entusiasmo nei confronti di ciò che si poteva bere. Motivo? Vini troppo spesso marcati dal legno (soprattutto quelli appena usciti in commercio) oppure vini che, nonostante qualche anno sulle spalle, erano ancora squilibrati e caratterizzati da un tannino tutt'altro che elegante. Questo, tra l'altro, non è stato solo un mio giudizio che, chiaramente, potrebbe avere il tempo che trova, ma è stata l'espressione di molte persone presenti in sala (tra cui qualche sommelier di servizio) le quali giudicavano in maniera tutt'altro che entusiasta il Nobile di Montepulciano che avevano appena bevuto e...giudicato.
Tra molte ombre, comunque, qualcosa di buono c'era: Tenuta Valdipiatta ha presentato un vino molto interessante, il Vino Nobile di Montepulciano Vigna d'Alfiero 2005. Dal più importante "cru" aziendale, che prende il nome da Alfiero Carpini, primo cantiniere della tenuta, che nel 1968 piantò in questa vigna il Sangiovese Grosso, nasce questo vino che, durante la serata all'AIS di Roma, è sicuramente quello che mi ha impressionato di più con il suo quadro olfattivo composto da ciliegia, lampone, fragolina, cassis, spezie dolci e un delicatissimo floreale. Finalmente non si sente il legno o, meglio, non è così "terribile" il suo impatto col naso. Bocca molto carnosa, intensa, equilbrata con un finale molto vellutato e persistente.
Non c'è da strapparsi i capelli però è una bottiglia che comprerei. Salute!
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