Gli anni '80 e gli anni '90 di Josko Gravner

Sabato 21 Febbraio in occasione dell’Anteprima del Brunello, con qualche amico abbiamo stappato delle vecchie annate di Gravner, bottiglie quasi introvabili visto che parliamo del Riesling Italico 1988, del Pinot Grigio 1989, della Ribolla 1990, del Sauvignon 1992 e dello Chardonnay 1994.Cinque grandi vini e cinque sorprese nel bicchiere, positive o negative non importa, quello che conta è l'emozione che offrono perchè siamo tutti coscienti di trovarci di fronte ad un pezzo distoria del vino italiano.
Iniziamo col Riesling Italico 1988. Colore dorato intenso, al naso esprime una bella evoluzione con sentori di cera d’api, erbe alpine e funghi secchi che dopo qualche tempo virano su note di leggero idrocarburo e miele di castagno. Bocca meno espressiva del naso, si sente che il vino ha tanti anni sulle spalle e non riesce ad allungarsi come vorrebbe nonostante una bella vena acida. Ad averne, comunque, di vini bianchi d’annata così!
Il Pinot Grigio 1989, con tutte le distinzioni del caso, sembra un vino alsaziano, sia per l’integrità dimostrata, sia per le note aromatiche e gustative. Il Pinot di Gravner è un vino da camino, uno di quelli che ti berresti di inverno in uno chalet di montagna tante sono le analogie con la stagione: sentori di legno di pino, resine nobili, frutta secca, tartufo e un leggero affumicato fanno da cornice ad un prodotto che, a differenza del Riesling precedente, in bocca è vivo, polposo, dotato di uno stupendo equilibrio e di grande PAI. Mi innamoro sempre più di questo vitigno.
La Ribolla Gialla
1990 è sicuramente il vino più delicato ed elegante della batteria, a partire dal naso che presenta un quadro aromatico composto da frutta gialla e fiori di campo essiccati più qualche pennellata di pietra bianca ed erbe aromatiche. In bocca il vino è molto intenso, con una acidità ed una sapidità che ben equilibrano la vena alcolica ancora presente del vino. Finale persistente anche se non da numero uno. Vino femminile.
Con il Sauvignon 1992 siamo davanti ad un vero e proprio capolavoro. Ha sedici anni mapotresti tranquillamente dargliene uno o due tanto è giovane e fervido, a partire dal naso, intensissimo e molto tipico nei suoi profumi di frutta gialla matura, sambuco, scorza di agrumi, erbe aromatiche, foglia di pomodoro. Qualcuno accenna anche alla “benedetta” pipì di gatto…. In bocca il vino è un vero spettacolo: grasso, quasi masticabile, è equilibratissimo e per nulla stucchevole nella sua possanza. Persistenza da brividi. Da bere a litri, è un vino che ha davanti ancora tanto tanto tempo. Se qualcuno ne ha una bottiglia in cantina….pago bene!!
Le note dolenti iniziano e finiscono con lo Chardonnay 1994, un vino che sicuramente è stato conservato male visto che non posso pensare che un vitigno del genere non possa reggere il tempo (vedi alla voce Chardonnay di Borgogna). Magari anche Gravner ci avrà messo del suo, non so, ma questo vino è totalmente ossidato, a cominciare dal colore ambra scuro, per proseguire col naso, i cui aromi sembrano quelli del passito di Pantelleria, per finire con la bocca, totalmente “andata” e priva ormai della sua spina dorsale. Mi piacerebbe sentire un'altra bottiglia per fare il confronto.
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