Al Vinitaly verrà presentata l'etichetta parlante: voce d'oltretomba o vera novità?

Forse i tradizionalisti preferiranno continuare a farselo descrivere da forbiti sommelier, ma da oggi basta avvicinare una semplice penna elettronica all’etichetta della bottiglia per ascoltare la voce del produttore e scoprire ogni notizia e curiosità sul vino che avete davanti, nonché sulla casa vinicola che lo ha prodotto. L’Ecocoder, a dispetto del nome un po’ astruso, è un’etichetta all’apparenza identica a tutte le altre che grazie ad un semplice lettore a forma di penna – in grado di contenere fino a cento ore di registrazione di dati – decodifica la carta e il particolare inchiostro. Il debutto avverrà al Vinitaly, il Salone internazionale dedicato al mondo dell’enologia, in programma a Verona dal 2 al 6 aprile.A creare la nuova etichetta un’azienda di Castelfranco di Sotto (Pisa) in collaborazione con l’ingegnere svizzero Florentin Doering, mentre la prima bottiglia a sperimentarne in anteprima mondiale le potenzialità sarà “Palazzo della Torre”, un vino ottenuto da un particolare procedimento di vinificazione. La cosa curiosa è che la nuova etichetta “parlante” non è tanto diversa da una normale etichetta standard, in quanto l’applicazione del sistema è mirato esclusivamente ad una particolare spalmatura dell’inchiostro. Il lettore ha la forma di una penna poco ingombrante, viene fornito insieme al vino ed è in grado di interagire e decodificare la carta e l’inchiostro tramite un sofisticato scanner rifrattometro, per poi accedere alla sua memory card.«Questo progetto nasce non solo come uno strumento di marketing – spiega Daniele Barontini, titolare dell’azienda che ha lanciato la nuova tecnologia – ma anche come sofisticato sistema di antifalsificazione, in quanto in esso è contenuto una sorta di “codice genetico”, assolutamente invisibile ad occhio nudo, che può essere applicato non solo al vino bensì a qualsiasi prodotto che necessita di pubblicità innovativa e sicurezza».Di certo, la nuova etichetta permetterà anche ai profani di conoscere qualcosa in più del vino scelto, interagendo in maniera “emozionale” con la bottiglia e ascoltando la voce stessa del produttore, che potrà spiegare tutte quelle cose che non potrebbe mai fare un’etichetta tradizionale, ma potrebbe anche essere l’invenzione decisiva per difendere i prodotti del Made in Italy dalle falsificazioni sempre più frequenti sui mercati esteri (fonte: ifgonline)

Questo dice il comunicato stampa. Non vorrei dare giudizi affrettati però mi viene da pensare una cosa: non è che alla fine l'etichetta parlante ci darà la preziosissima informazione che il vino rosso va con la carne e il bianco col pesce?
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