Un Morellino di Scansano da ricordare quello de I Botri di Giaccioforte!

Grazie ad un'altra bellissima serata dell'Enoclub Roma al wine bar "Il Pentagrappolo", due giorni fa ho potuto scoprire un Morellino di Scansano Riserva molto interessante prodotto dall'azienda agricola biologica I Botri di Ghiaccioforte che ha presentato le annate 2000, 2004 e 2005 in una imperdibile mini verticale.
L'odierna azienda agraria nasce nel maggio del 1989 quando Giancarlo Lanza, dottore in agraria ed enologo, e Giulia Andreozzi, sua moglie e sommelier, acquistano un vigneto in Toscana, nelle colline maremmane, e ne fanno un complesso agrario chiamato “I Botri”. I precedenti proprietari, forti di antiche tradizioni vitivinicole, avevano impiantato il vigneto nel 1970 servendosi delle migliori qualità di vitigni selezionate dalle loro vigne ubicate nel comune di Scansano.
Giulia e Giancarlo si mettono subito all’opera. Ammodernano l’azienda originaria, innovano i sistemi di produzione del vino mantenendone inalterati la tipicità e il gusto: in altre parole, le peculiarità del prodotto locale (Morellino di Scansano e Bianco di Pitigliano). Si orientano verso “Il biologico” come sintesi della loro attività, dimostrando in tale scelta notevole lungimiranza. Nel 1994 ottengono la certificazione di “Azienda Biologica” (reg. CEE legge 2092/91), primi a produrre in maremma Morellino di Scansano Biologico.
Il Morellino di Scansano Riserva da me degustato, e che nasce dalla vigna "I Botri", di circa sette ettari, che si estende su due poggi di fronte all'abitato Etrusco del Ghiaccio Forte, è un vino molto diverso da quelli che fino ad ora ho bevuto. In particolare, il 2005 mi è sembrato un vino estremamente fine, elegante ed soprattutto equilibrato, con una bella vena acida che rinfranca la beva e sostiene l' impalcatura contrapponendosi all'alcol pari a ben 14 gradi. Bella la persistenza per un vino che si lascia bere molto volentieri e che gli invitati hanno gradito moltissimo visto che le nostre scorte son finite in un baleno. Il 2004, rispetto al suo fratellino minore, al naso presenta sensazioni meno fruttate e più tendenti al terziario, la frutta croccante lascia spazio alla confettura e le note di cuoio e sottobosco iniziano lievemente a fare capolino. In bocca rimane la stessa eleganza e lo stesso equilibrio del 2005. Menzione a parte merita il 2000, vino per il quale è stata usata pochissima anidride solforosa e che, nonostante oggi abbia molti capelli bianchi, risulta di una bellissima complessità: nel bicchiere le sensazioni olfattive cambiavano di continuo, si sentiva il cuoio, il pomodoro secco, la salamoia, la confettura di prugne, il caffè, il cioccolato, la viola appassita. Peccato per qualche sentore di maderizzazione che ci fa pensare ad una vita residua abbastanza limitata.

Termino il post ricordando ai lettori che questi vini hanno uno strepitoso rapporto qualità/prezzo visto che il più caro, che è il Morellino Riserva 2000, viene venduto a circa 10 euro.

Grazie ad Andrea Andreozzi per la sua disponibilità e a presto con I Botri di Ghiaccioforte!
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