Resoconto del pranzo in onore di Gianni Masciarelli

Sono tornato da pochissimo tempo ma devo buttare giù qualche riga perchè le emozioni che ho provato oggi sono state fantastiche, uniche, e vanno trascritte immediatamente. Giornata fantastica a Roma dopo l'acquazzone di ieri. Al ristorante Antica Osteria l'Incannucciata lo chef Dino De Bellis mi aspetta con tutto il suo staff che già prepara la tavolata da trenta persone. Insieme agli altri ragazzi del forum del Gambero Rosso iniziamo a stappare le tante bottiglie (tre per ogni annata per dieci annate) incontrando qualche problemino con l'estrazione dei tappi soprattutto dei millesimi 1998 e 1999. No problem, scaraffiamo il tutto e risolviamo.
Arrivano pian piano gli invitati e, quando alle 13.30 arriva anche Marina Cvetic con la figlia e il direttore commerciale dell'azienda Masciarelli, possiamo iniziare il pranzo che si apre con un bellissimo discorso della nostra ospite d'onore che ricorda il marito e la sua passione per il Montepulciano d'Abruzzo. Brividi.
Iniziamo il luculliano banchetto con una zuppeta d'orzo squisita che abbiniamo ad un Villa Gemma bianco 2007 che rappresente un degno "aperitivo" con la sua bella freschezza e sapidità. Passiamo poi ad uno spledido piatto di affettati di abruzzo (salame e prosciutto di pecora, mortadella di camposto, formaggio Gregoriano primosale ai frutti di bosco) che abbiniamo al Villa Gemma 2003, giovanissimo ma dalla grande personalità e con un naso esplosivo di frutti rossi, cacao in polvere, peonia e vaniglia. In bocca già abbastanza equilibrato con un tannino ben integrato e con un lungo finale fruttato. Di grande prospettiva. A seguire si è bevuto il Villa Gemma 2001, vino di grande spessore ed eleganza che presenta un naso su toni di frutta nera, grafite, chiodi di garofano, mentolo e vaniglia. Bocca ampia, possente, giustamente tannica, dove c'è ancora tanto frutto che accarezza un finale è lungo e setoso.
I tortelloni al pecorino con pomodorini e guanciale, strepitosi, fanno da preludio alla degustazione del Villa Gemma 2000, che presenta la stessa spina dorsale del 2001 con l'unica differenza caratterizzata da una maggiore alcolicità che lo fa rendere forse un pò più rustico in linea con il vero spirito del Montepulciano d'Abruzzo.
Proseguiamo con gli gnocchi al ragù di castrato abbinati, secondo me, splendidamente col Villa Gemma 1999, vino di grande finezza che presenta un bouquet di frutta nera matura, cioccolato al latte, caffè, cuoio e liquirizia. In bocca ancora frutto e note di tostatura, ottimi tannini, lungo il finale. Preseguiamo col Villa Gemma 1998 che presenta un naso di bella personalità ed eleganza dove giocano le sensazioni di prugna secca, sottobosco, fungo porcino e una bella balsamicità. La bocca è complessa, strutturata e corrispondente al naso. Finale lungo su ritorni di mirtillo e humus. Grande vino, forse quello che presenta per primo netti sentori terziari.
Lo splendido maialino all'uva accompagna un bellissimo Villa Gemma 1997, vino che regala potenza e finezza grazie alle sue intriganti note speziate e fruttate che regalano un'esperienza organolettica di grande impatto emotivo. Come tutti gli altri, anche questo vino regale un finale lunghissimo, immenso.
La stuzzicante variazione d'agnello preparata dallo chef è un'ottima spalla al Villa Gemma 1995. Grande struttura, consistenza per un vino monumentale che presenta un bellissimo naso di bacche mature, chiodi di garofano, grafite, cuoio, viola macerata in alcol. In bocca si apprezza lo splendido equilibri del vino che è perfettamente bilanciato in ogni sua parte. Grandioso e per molti vino della serata.
Passiamo poi alla selezione di formaggi di Rotolo Gregorio che viene abbinata al Villa Gemma 1994, dal naso intrigantissimo di bosco, goudron, radice di liquirizia, caffè, scatola di sigari. Bocca superba e di grande freschezza ed equilibrio per un vino che a me è piaciuto tantissimo e che berrei anche come vino da meditazione.
Segue il Villa Gemma 1993, che come è stato detto da uno degli invitati, rispetto al millesimo e alla storia dell'enologia abruzzese di quei tempi, è un vino sorprendente dove le sensazioni di frutta nera, china e tamarino sono ben fuse con una fase gustativa dove l'equlibrio e la finezza rappresentano il filo conduttore per un finale piacevolmente lungo e armonioso.Una splendida ricotta mantecata con arance e zafferano ci accompagna alla degustazione dell'ultimo vino della batteria, il Villa Gemma 1992 che, forse, complice una bottiglia non perfettamente a posto non riesco ad apprezzare in quanto caratterizzate da note evolute, quasi marsalate in bocca. Un vero peccato per un vino che molti, in precedenza, davano sul podio della giornata.
E ora i doverosi ringraziamenti: anzitutto a Marina Cvetic, persona di squisita gentilezza e competenza, per aver partecipato a questo splendido incontro e per averci invitato a visitare in Abruzzo l'azienda. Verremo tutti! Ringrazio poi Dino De Bellis e tutto lo staff del ristorante Antica Osteria l'Incannucciata per il grande lavoro che hanno svolto, grazie a tutti voi di cuore. Un sentito ringraziamento lo vorrei fare poi ai ragazzi del forum del Gambero Rosso che sono venuti da tutta Italia per onorare la memoria di Gianni Masciarelli.
L'ultimo ringraziamento, importantissimo, a Stefania, mia compagna, che mi ha dato la carica per organizzare tutto questo. Grazie....

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