Tre bicchieri, cinque grappoli? No il Lazio è la patria dello stereotipo

Prosegue, insieme ad altri blogger del Lazio (in questo caso Veronica dell'azienda Donnardea), la mia battaglia per la valorizzazione dei vini della mia Regione. Purtroppo mi hanno segnalato questo orribile articolo del sito winecountry.it (http://winecountry.it/regions/lazio/index.html) dove gli stereotipi la fanno da padrone: Lazio = rovine romane, monumenti e una bella caraffa di buon vini dei Castelli Romani. Evviva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ecco in particolare cosa è scritto:


"Notwithstanding the sexy pleasure derived by sitting at a Roman trattoria on some narrow Trastevere lane or one of the many evocative Roman squares twirling spaghetti alla puttanesca or toying with ossobuco alla romana, washing it down with white Castelli Romani (Roman Castles) wine typically served in caraffa (carafe), we must say that there’s more to the scenery than the wine itself. Unlike most wines in Italy, the quality of wine in Latium appears to have somewhat declined, the reason being that Rome itself represents a huge market that require low-cost wine. That said, we still advise our readers to sit down at any of those trattorie, soak in the sun while drinking chilled Frascati or whatever the house wine will be. In this case, the scene abundantly complements the food and wine and your memory of it will be a pleasant and long-lasting one."

Tradotto:
"...annaffiandolo con un vino Castelli Romani , tipicamente servito in caraffa, dobbiamo dire che molto meglio lo scenario (di Roma) che il vino in se stesso. A differenza di molte regioni italiane, la qualità dei vini del Lazio appare in declino , la ragione è che Roma in se stessa rappresenta un mercato immenso che richiede vini a basso costo."

Alla grande, viva l'Italia pizza, mandolino e spaghetti.

Sia ben chiaro, come ho anche scritto sul forum del Gambero Rosso, non sto dicendo che il Lazio è la patria della nuova rivoluzione enologica italiana, o che il nostro frascati bianco sia paragonabile ad un Batard Montrachet borgognone. Sto soltando cercando, insieme a tante altre persone, produttori e blogger vari, di far comprendere a chi redige le guide oppure a chi fa siti come questo, che nel Lazio ci trovano dei vini di grande piacevolezza e complessità il tutto, e ciò non guasta, ad un rapporto q/p eccezionale. Perchè si premiano sempre i soliti e non si guarda avanti? Siamo sicuri che il redattore di questo sito abbia mai bevuto un vino laziale? Prima di scrivere delle stronzate certa gente dovrebbe documentarsi perchè così rischia di mandare in fumo anni di lavoro di tanti produttori volenterosi che credono nella ricerca della qualità. La strada è lunga, c'è un gap storico da colmare, ma la fine del tunnel non è così vicina.
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