Visita al Domaine Lafran-Veyrolles

L’ultimo Domaine che visito a Bandol prende il nome di Lafran-Veyrolles, una piccola azienda incastonata sulle pendici del Côtes de Veyrolles, a pochi passi dal mare la cui brezza, di grande protezione in inverno e sufficientemente fresca durante le calde estati, viene costantemente mitigata dalla cresta del Gros Cerveau e dalle colline d'Antrechaus.
Il Domaine Lafran-Veyrolles si estende per 10 ettari piantati prevalentemente a Mourvèdre mentre Granache, Cinsault, Clairette, Ugnis Blanc e Carignan rappresentano piccole parcelle di circa un ettaro ciascuna.
L’azienda, che produce essenzialmente vini rossi e rosè, persegue una filosofia di produzione estremamente tradizionale e caratterizzata dall’uso di concimi naturali (è ammesso solo zolfo e rame), potature verdi e vendemmia rigorosamente manuale.
In cantina, il mio palato si è soffermato esclusivamente sui loro vini rossi, due perle chiamate Cuvée Tradition e Cuvée Spéciale.
La prima, frutto di un assemblaggio di Mourvèdre (70-80%), Granache, Cinsault e Carignan da vecchie viti, prevede una fermentazione a temperatura controllata (25°-31°) per 25 giorni, una maturazione in botti di rovere per 18-24 mesi e un imbottigliamento senza filtrazione.
La Cuvée Tradition 2005 si presenta di un colore rubino molto intenso, al naso le sensazioni di frutti neri di bosco lasciano pian piano spazio a sentori di cioccolato fondente, liquirizia e spezie scure. Bella bocca, intensa, piena, tutta polpa, con un tannino abbastanza setoso anche se tutt’altro che domato. Finale decisamente lungo con con piena rispondenza gusto/olfattiva.
La Cuvée Spéciale, 95% Mourvèdre e 5% Granache, prevede una vinificazione e un affinamento simile alla Cuvée Tradition con la sola differenza che il passaggio in legno dura qualche mese di più al fine di permettere all’uva Mourvèdre di attenuare le sue asperità.
L’annata 2005 porta in dote un vino estremamente complesso dove i sentori di mirtillo, prugna e ribes nero si accompagnano a nitide note di alloro, eucalipto, cuoio, tabacco e china (non ho trovato in questo vino le tipiche note animali delAl palato è ricco, ampio, di grande struttura e persistenza aromatica. Tannino ancora da amalgamare ma che promette, tra una decina di anni, di dare un godimento assoluto a chi sarà capace di aspettare. Persistenza infinita per un vino che, pagato circa 20 euro, comprerei a bancali.
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