Emidio Pepe e Sandro Sangiorgi a La Gatta Mangiona presentano "Manteniamoci giovani"

Emidio Pepe è un pezzo di storia del vino italiano e, senza ombra di dubbio, è uno degli ultimi grandi vignaioli ancora viventi. Alla veneranda età di 82 anni, portati come un ragazzino, era anche ora che qualcuno ne scrivesse la biografia e, in tal senso, probabilmente Sandro Sangiorgi non poteva essere autore migliore visto che conosce la famiglia Pepe da tantissimi anni. 
Il libro, intitolato "Manteniamoci giovani" (vita e vino di Emidio Pepe), è stato presentato tempo fa a La Gatta Mangiona con la presenza di tutta la famiglia Pepe che durante la serata ha ricevuto il giusto tributo per i cinquanta anni di attività dello storico fondatore che, per tutto il tempo, ci ha osservato divertito dalla sua postazione regalandoci, quando è stato chiamato in causa, veri e proprie perle di saggezza contadina (mitico il concetto di racia del vino che non si adatterebbe bene ai contenitori in acciaio inox).


Ovviamente sia il libro sia il compleanno dell'azienda sono stati festeggiati bevendo anche alcuni storici millesimi di Montepulciano d'Abruzzo arrivato direttamente a Roma dalla cantina di Pepe che, per l'occasione, non è stato avido di sorprese.

In degustazione abbiamo avuto:

Montepulciano d'Abruzzo 2010 Emidio Pepe: non c'è nulla da fare, questa annata rappresenta probabilmente una delle migliori mai avute in Italia negli ultimi dieci anni (e mi tengo stretto) grazie ad una qualità media dei vini bevuti, da nord a sud, davvero elevata. Non fa eccezione questo montepulciano di casa Pepe che, tra i vari degustati nel corso del tempo, è fin da subito pronto e godibilissimo pur mantenendo grandi promesse per il futuro. Attenzione: la bottiglia finisce in un amen!


Montepulciano d'Abruzzo Riserva 2010 Emidio Pepe: è un'anteprima visto che il vino non uscirà in commercio prima di 10 anni. Figlio delle vigne più vecchie, questo vino conserva tutte le caratteristiche del precedente aggiungendo, come lecito aspettarsi, una marcia in più che in questo caso si chiama profondità e complessità. E' un Montepulciano celebrale che farà bene al cuore e allo spirito. Basta aspettare e noi abbiamo tutto il tempo.  O no?


Montepulciano d'Abruzzo Riserva 2003 Emidio Pepe: parte inizialmente sporco poi, col tempo, ripulisce tutti i suoi difetti e mette le scarpe da ballerina classica che danza leggiadra su un palcoscenico aromatico di grande fascino dove il calore del millesimo è messo da parte. E' un vino che propone al naso erbe aromatiche, cola, polvere da sparo, fruttini rossi croccanti e al sorso stupisce per una struttura dove tutte le sue componenti sembrano essere perfettamente fuse. E' un 2003 non 2003 che stupirebbe anche i più scettici!


Montepulciano d'Abruzzo Riserva 2001 Emidio Pepe: coeso, terribilmente chiuso con spunti anarchici è un vino che, come una supernova, è pronto per esplodere. Nemmeno i Pepe sanno quando avverrà l'evento visto che stanno trattenendo l'annata in cantina ma, quando accadrà, avremo di fronte un grandissimo Montepulciano. Probabilmente la sua parabola discendente andrà oltre la mia sopravvivenza in questo mondo :-)

Montepulciano d'Abruzzo Riserva 2000 Emidio Pepe: cupo, scontroso, carnale, non riesce mai ad esprimersi al massimo nel bicchiere nonostante due ore e oltre di ossigenazione. Sembra non gradire la platea e lo si chiude in sè stesso fornendo un quadro organolettico austero e poco dinamico. Probabilmente era la mia bottiglia ad essere piuttosto schiva visto che pochi tavoli più in là si lodava un Montepulciano molto diverso dal mio. E' il prezzo dell'artigianalità baby!


Montepulciano d'Abruzzo Riserva 1994 Emidio Pepe: il vino che non ti aspetti, il coup de théâtre di Emidio Pepe che, come un novello Silvan, tira fuori dal cilindro un Montepulciano vivissimo il cui corredo aromatico spazia dalle note di fiori rossi secchi alla ruggine per poi virare sulle sensazioni di iodio, profumi esotici e arancia amara. Al palato è suggellato da un tannino paradigmatico, vivo e setoso allo stesso tempo e da una lunga scia acida che rende invidiabile la sua progressione. Che bello sapere che a casa ne ho altre due bottiglie...


Montepulciano d'Abruzzo Riserva 1983 Emidio Pepe: Cosa resterà di questi anni '80? Sicuramente un vino che, ci confida la stessa Sofia Pepe, è rimasto in cantina oltre 10 anni prima di essere messo sul mercato. Sicuramente un Montepulciano con profumi d'antan che non rinuncia a metterci i brividi quando lo beviamo dato che, probabilmente, ha conservate (quasi) immacolati i suoi originari punti di forza come sapidità ed equilibrio certosino. Manteniamoci giovani, lo dice Emidio in questo vino.

Chiudo questo omaggio alla famiglia Pepe con le parole di Sandro Sangiorgi: "Non riusciremmo a immaginare Emidio alle prese col Barolo o col Brunello, che mostrano presto l’inclinazione a un’aristocratica maturità – pensiamo, per esempio, nel colore. Lui ha bisogno di “vedere” il sangue del Montepulciano, non importa che il vino sia in bottiglia da quarant’anni: se è a posto, il nostro pretende una complessità dalla fragranza giovanile".




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