Il Greco di Tufo di Cantine dell'Angelo: percezioni sulfuree allo stato puro

Pietre intarsiate di giallo e di bianco che affiorano dal terreno, ovunque le calpesti all'interno di questo vigneto che gira dietro la collina. Tutto attorno solo il silenzio squarciato a tratti dal rumore dei trattori agricoli.

A Tufo, da questo parti, l'aria sapida ti entra nei polmoni, il respiro sulfureo non esce dalla bocca del drago ma direttamente dalla terra che fa da tetto alle vecchie miniere di zolfo che Francesco Di Marzo scoprì nel lontano 1866 e che per molto tempo furono il fulcro dell'attività economica non solo locale ma di tutta la Campania visto che, in pieno regime, davano lavoro ad oltre 900 persone provenienti da tutta la Regione.




Angelo Muto, terza generazione di una famiglia vignaioli, è orgoglioso della sua Terra, del suo Territorio e dei suoi Vigneti di Greco di Tufo situati in zona Campanaro, cinque ettari le cui altitudini variano dai 350 metri ai 500 metri s.l.m.


Il vigneto sopra la miniera


Una parcella di Greco di Angelo Muto. Viticoltura eroica!
Dopo aver visitato i suoi vigneti, Angelo ci porta a scoprire un pò tutta la zona vinicola di Tufo che, a mia sorpresa, è composta quasi esclusivamente da piccolissime parcelle di vigneto, a volte suddivise tra più proprietari, il cui aspetto mi richiama, più che la Campania, i paesaggi della Mosella.
Passiamo di fianco al Vigneto Cicogna di Benito Ferrara, ai vari appezzamenti di proprietà Di Marzo (bellissima la loro storica cantina) fino a giungere al "mitico" Vigneto Cutizzi, quello dei Feudi di San Gregorio. Il loro vino non è più nelle mie corde ma la bellezza del paesaggio merita la foto!


Cutizzi
Dopo un giro per il centro di Tufo arriviamo nella casa/cantina/sala di degustazione di Angelo per una mini verticale del suo Greco magistralmente vinificato e maturato in acciaio grazie anche all'ausilio di Luigi Sarno, giovane enologo e produttore di Cantina del Barone. Prima, però, piccola visita nella cantina!


Angelo Muto in cantina
Greco di Tufo 2010: il terreno che entra dentro l'uva che restituisce tutto al vino. E' questo quello che ho pensato dove aver odorato il vino che sbuffa zolfo e gesso da ogni atomo. E' un vino duro, tosto, al cui corredo aromatico vanno aggiunte anche incalzanti note di idrocarburi e frutta tostata. Al sorso è come mordere e succhiare quei sassi visti all'inizio, ha un'acidità sferzante e tagliente che crea dinamicità e beva compulsiva. Se ti innamori di Tufo non puoi non apprezzare questo vino che nasce dalle sue viscere.



Greco di Tufo 2011: rispetto alla precedente annata c'è un maggiore bilanciamento tra la parte fruttata e la parte minerale. Col tempo, infatti, le durezze tipiche di questo Greco vengono smussate dal vigore del frutto che prende le sembianze dell'agrume, sopratutto cedro e pompelmo, e della mela quasi verde. Echi di erbe aromatiche e fiori bianchi. In bocca il vino è perfettamente bilanciato e dotato di suprema sapidità che ben si armonizza con una certa avvolgenza del Greco di questa annata.



Angelo produce mediamente 20.000 bottiglie. Non perdete occasioni di portare un piccolo pezzo del terroir Tufo a casa vostra!

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