Sangiovese Purosangue: il Brunello di Montalcino a Roma. Live!

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Preparativi


Iniziamo il seminario con Gianpaolo Gravina

Brunello di Montalcino Podere Sante Marie 2007 Marino Colleoni: naso inizialmente ritroso, poi esce la terra di Montalcino, le bacche, il mediterraneo. Non nasconde l'annata calda, non troppo complesso ma succoso, diretto, piacevole, con tannino molto piacevole. Marino non è convintissimo della 2007, noi gli diciamo che, forse, sbaglia. Promette un buon futuro,

Brunello di Montalcino 2007 Tenuta di Sesta: dalla terra del precedente vino passiamo, con questo Brunello, alla dolcezza e la rmaturità del frutto, c'è più lirismo, quello del sangiovese del Sud. Vino affatto seduto, ma elegante, setoso. Bocca scorrevole, speziata di cannella, poi agrume nel finale lungo che gioca con tannino ben domato. Ci piace.

Brunello di Montalcino 2006 Pietroso: vino tonico, vitale, brillante, c'è progressione sia olfattiva che degustativa dove c'è voglia di tornare al sorso successivo. Avvolgente, sapido, fruttato, balsamico. Un'orchestra ben guidata dove tutto sembra funzionare all'unisono. Promettente l'evoluzione.

Brunello di Montalcino 2006 Le Chiuse: naso minerale, austero, di erbe aromatiche. cosa che ritroviamo anche in bocca dove il sangiovese è quasi salato. Un vino di grande espressività,  equilibratissimo, tridimensionale, l'annata è di quello "azzeccate" per il Brunello, almeno per Le Chiuse.

Brunello di Montalcino 2006 Le Ragnaie: ultimo vino in assemblaggio prima della suddivisione dell'azienda per Cru. E' un sangiovese nervoso, elegante, quasi borgognone. La bocca è scattante, animata da tensione gustativa molto interessante, sapida nel finale, lunghissimo.

Brunello 2005 Le Potazzine: ci propone note ferrose, ematiche, scure, che convivono e preludono a bocche più nervose e che, invece, in questo sangiovese risulta più rotonda. Finale non proprio super, manca il plus che l'annate non può dare. 

Brunello di Montalcino 2005 "Ugolaia" Lisini: abbastanza complesso, sapido, fiori secchi, minerale. Bocca dritta, fresca, l'acidità gioca ancora la parte del leone così come le durezze che sono ancora evidenti anche se ben amalgamate nella struttura. Chiusura ferrosa, eterea. Non un grandissimo Ugolaia ma, per l'annata, un grande vino.


Secondo seminario con l'enologo Maurizio Castelli: come i cambiamenti climatici hanno influenzato il sangiovese a Montalcino


Brunello di Montalcino Mastrojanni 1980: azienda della zona Sud dell'areale. Annata media. Naso di orzo, caffè, ematico, foglie di autunno. Bocca di grande freschezza, l'acidità è il filo conduttore di questo vino dritto, puntuto, verticale, preciso.

Brunello di Montalcino Mastrojanni 2007: naso elegante, rotondo, frutta matura, rotondo. In tema di freschezza si nota una peggiore sottigliezza rispetto al 1980, a prescindere dalla componente aromatica che ovviamente è diversa. Sicuramente tra 30 anni questo vino avrà uno sviluppo più orizzontale che verticale.

Brunello di Montalcino Barbi 1983: rispetto al 2007 è stato vendemmiato un mese prima. Naso di frutta disidratata, c'è una dolcezza che sa di terza età davvero commovente così come lo è la freschezza. Vino ancora saldo anche in bocca che è ancora viva e di buona persistenza.

Brunello di Montalcino Barbi 2007: anche in questo caso ci sento la dolcezza del frutto nel sangiovese ma tutto è più opulento e anche il ph del vino, maggiormente più elevato, dona rotondità ed eleganza vellutata. 

Brunello di Montalcino Col d'Orcia 1985: bottiglia non performante. 

Brunello di Montalcino Col d'Orcia 2007: naso di frutti di bosco, erbe, fiori, molto intenso, pieno. Bocca sapida, lunga, progressiva. Castelli parla di diverso approccio rispetto ai Brunelli degli anni '80 dove mancava un pò di corsa da parte del sangiovese di Montalcino.

Brunello di Montalcino Piancornello 1990: inizio degli anni caldi, prima di allora spesso si faceva fatica a portare uva a casa. Vigneti a sud con terreni argillo-calcarei. Vino già pieno, profondo, con frutta rossa matura, buona acidità ma niente estremi.

Brunello di Montalcino Quattroventi 2007: rispetto al precedente le differenze non sono moltissime, ok ci sono quasi venti anni di differenza ma le temperature, dal '90 sempre abbastanza elevate, hanno livellato il fondo gustativo. In questo vino c'è una punta di legno in eccesso che esalta troppo la gioventù del Brunello.

Terzo seminario. Sei Brunello alla cieca

Naso minerale, arancia rossa, grafite, poi frutta rossa abbastanza matura. Bocca austera, rigida, sferzante di acidità che arriva a centro bocca e poi sembra scemare. Anche qua l'annata fa mancare il guizzo del campione. E' un  Brunello Soldera Riserva 2005

Naso più ampio, gentile, rotondo, c'è tanta frutta, fiori, si sente il caldo della zona. Anche la bocca è più strutturata, soprattutto il tannino è più grezzo, meno fine. Rimane un vino più rotondo rispetto a Soldera con un guizzo in più nel finale dove l'estrazione gioca un ruolo fondamentale. E' un Brunello Cerbaiona Diego Molinari 2005.

Colore più rosso cristallino, meno concentrazione, al naso è poco aperto, c'è mineralità, quasi sasso, durezza. il frutto è solo una cornice. Bocca di grande eleganza, equilibrata, intensa, finissima e di grande lunghezza. E' un Brunello Poggio di Sotto 2006.

Naso diverso dagli altri, c'è tanta materia, un carattere diverso, c'è irruenza, ma tutto è mediato, non c'è disordine. Rivela tanta frutta e spezie nere. Sangiovese di grande profondità sia olfattiva che gustativa, tannino ancora graffiante, è un vino che evolverà nel tempo. E' un Brunello Il Marroneto 2006.

Quinto vino con problemi. Doveva essere Biondi Santi 2007.

Il sesto vino entra in punta di piedi e sembra giocare a nascondino poi, una volta fatto tana, ti trascina via attraverso vortici sapido-balsamici. E' un vino dalla beva compulsiva. Ottimo. E' un Brunello Paradisi di Manfredi 2007.



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