La Slovenia in un sorso

Andreja Lajh anche quest'anno ha organizzato a Roma una interessante degustazione sui vini della Slovenia
All'interno della sala Ailanto del rooftop del Marriott Grand Hotel, sui tetti di via Veneto per intenderci, erano presenti nove produttori selezionati dalla stessa Andreja che, in questo modo, ha voluto creare per gli ospiti una sorta di introduzione al mondo dei vini sloveni, troppo spesso sottovalutati all'interno di un mercato italiano, parlo della massa di consumatori, dove ciò che non si conosce deve essere per forza di serie B.

Di seguito, per ogni produttore, il migliore assaggio con qualche eccezione:

Hisa Joannes Protner - Renski Rizling: qusto piccolo produttore sloveno ha portato a Roma tre annate del suo riesling. La 2011 era giovane, dura e chiusa come un cancello del 1800. Il 2009 già meglio con una nota fruttata appenna accennata mentre la 2007 mi è davvero piaciuta visto che tutti i classici profumi del grande riesling erano svolti e al palato il vino giocava su intensità, freschezza e persistenza. Prezzi al pubblico davvero ottimi.


Steyer Mark - Cuvee 2010: questo produttore che ha vigneti nella zona di Maribor mi ha conquistato con questo blend di uve bianche che creano una miscela vinosa di grande impatto dove le durezze sono ben bilanciate dall'aromaticità e dalla morbidezza del gewurztraminer. 


Pullus - Sauvignon 2011: questa grande cantina con oltre 40 vini in listino era rappresentata da un omone grande e grosso che ho ridefinito il Bonci della Slovenia. La linea presentata non era di grande fascino, sono vini abbastanza basilari e, tra un pinot grigio, una cuvee e un sauvignon, ho scelto quest'ultimo per essere abbastanza didattico e lineare. Niente di più.

Ecco, ve lo dicevo che era grosso!

Marjan Simčič - Ribolla Opoka 2008: da uno dei più bravi vignaioli sloveni nasce una ribolla davvero ottima, per nulla scontata con suo corredo aromatico minerale e agrumato. Bocca piena, progressiva, persistente. Ce ne fossero.

Marjan Simčič - Teodor Bianco Selekcija 2008: la prima eccezione alla scelta di un vino per produttore riguarda questo blend (ribolla 60%, sauvignonasse 20%, pinot grigio 20%) che per il produttore rappresenta uno dei vini più famosi. Buona struttura, eleganza e bilanciamento sono le caratteristiche di questo vino che non smetteresti mai di bere. Da tutti i giorni? Magari!

Marjan Simčič

Edi Simčič - Malvazija 2009: da un Simčič all'altro! Questa volta ci troviamo nel Collio Sloveno e questo importante produttore ci offre una bellissima malvasia che si contraddistingue per il suo carattere aromatico di erbe, tra lel quale spicca il timo, e la sua anima freddamente minerale. Bocca importante, acida, viva, persistente.


Miha Batič - Sauvignon 2009: questo giovane vignaiolo della Valle di Vipava è sicuramente quello che, tra i vari, mi ha colpito di più. Ottimo il suo sauvignon, per niente scontato e giocato su toni quasi francesi, ma quello che vorrei sottolineare stavolta è l'anima di questo ragazzo che per molto tempo, con entusiasmo, mi ha parlato di cicli naturali, biodiversità e tradizioni famigliari. 

Miha Batič - Zaria 2009: prendi un mucchio di uve sconosciute a molti umani (55% di Pinela, 20% di Zelen, 10% di Rebula, 8% di Vitovska, 4% di Klarnica, 2% di Chardonnay, 1% di Rumeni Muškat), mischia tutto, agita bene e fai uscire un grande vino. Solo un alchimista naturale come Miha ci poteva riuscire. 

Miha Batič
 

Rodica - Malvazija 2010: questa piccola cantina biologica come unico bianco aveva questa malvasia istriana dal corredo aromatico maturo di frutta gialla (nespola, pera, mela), fiori di acacia e camomilla. Bocca ricca, fresca, fruttata. Mancava forse lo slancio finale per essere un vino da ricordare.


Movia Lunar 2008: già il nome di questo vino, che fa riferimento alle fasi lunari che si seguono durante la vinificazione, la dice lunga sull'approccio di questo importante produttore sloveno. E' un "classico" bianco macerato sulle bucce (otto mesi) che a me piace molto per il suo essere leggiadro pur con i piedi di piombo. Mi ricorda la figura di un astronauta sulla Luna...appunto. Come dice lo stesso produttore è un vino dal carattere forte che avrà tanto tempo davanti a sè. A  me, però, piace ora!

Movia Veliko Rosso 2004: nasce da un blend di merlot, pinot nero e cabernet sauvignon e, seppure non sia il rosso della mia vita per qualche note "rustica" di troppo, devo dire che l'ho bevuto con grande piacevolezza alla fine del tour tra i banchi di assaggio. Tra un saluto e l'altro il vino si è smaterializzato dal bicchiere in un attimo. Tutto ciò vorrà dire qualcosa?

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