L'Aglianico del Vulture è donna!

Mi scuseranno Marina Alaimo, Luciano Pignataro, Lello Tornatore e tutte le belle e brave produttrici presenti a Tenuta Montelaura lo scorso 29 settembre ma, si sa, i miei appunti sono sparsi in tutta casa in un caos ordinato che spesso mi fa ritrovare ciò che cerco anche dopo mesi. Come in questo caso....
L'Aglianico del Vulture e le sue potenzialità ormai sono di dominio pubblico ma, forse, molti non sanno che in quella zona della Basilicata c'è un movimento nuovo attorno a questo vitigno e questa Doc, un fermento tutto rosa che prende il nome e le sembianze di queste produttrici: Eugenia Sasso, Sara Carbone, Emanuela Mastrodomenico, Elisabetta Musto Carmelitano, Viviana Malafarina, Elena Fucci.

Queste donne attualmente sono a brace ardente del Vulture e, grazie a loro, ho scoperto la bellezza dei loro Aglianico.

Aglianico del Vulture "Covo dei Briganti" 2008 Eubea: questa azienda famigliare può contare 15 ettari di vigneto, di 40 e 60 anni, nella zone di Barile e Ripacandida. I terreni sono vulcanici, magmosi, equilibratamente calcarei, dall'alta capacità drenante. Il Covo dei Briganti, che nasce da uno specifico vigneto posto a 600 metri con densità di 3500 ceppi/ettaro, è un vino ricco, esuberante, e il suo estratto, che arriva anche a 40 g/l, difficilmente può mentire. Al naso sa di frutto nero polposo, mineralità nera, pepe, un tocco di selvatico. Bocca austera ma al tempo stesso agile, c'è tanta acidità a sostenere la struttura del vino caratterizzata da trama tannica imponente e vellutata. Finale lungo di liquirizia. 

Eugenia Sasso. Fonte: Pignataro

Aglianico del Vulture "400 Some" 2008 Carbone: questa dinamica azienda possiede la maggior parte dei vigneti, impiantati negli anni’70, nella zona di Melfi, in località Piani dell’Incoronata e Montelapis, ad oltre 500 mt s.l.m. anche se, ultimamente, si sono aggiunti altri 8 ettari di aglianico e moscato in località Braide, sempre a 500 metri s.l.m.. I terreni sono di matrice vulcanica ed argillosa e non vengono usati diserbanti. Il "400 Some" rispetto al precedente ha un naso meno vigoroso, è più gentile, se lo annusi è tutto un rincorrersi di frutta croccante e fiori, cenere e macchia mediterranea. In bocca è fresco nonostante l'annata decisamente calda, il tannino è ben disposto e scivola via nel palato lasciando una lunga scia di frutta e spezie. 

Sara Carbone. Fonte: Pignataro

Aglianico del Vulture "Likos" 2008 Mastrodomenico: questa piccola azienda famigliare, dopo aver fornito uve alle maggiori cantine del territorio, ha deciso nel 2004 di produrre il proprio vino. I vigneti, circa 10 ettari in zona Barile, sono piantati su terreni tufaceo-vulcanici. Il loro Likos 2008 pur non avendo i tratti tipici della tradizionalità, vanta una profilo olfattivo interessante con cenni balsamici e mediterranei. In bocca è teso, elegante, ha un gradevole retrogusto di arancia sanguinella e spezie. Se vogliamo trovare il capello, forse il tannino è troppo verde per i miei gusti per cui vorrei risentirlo tra qualche anno per capire se può evolveree migliorare. Curioso di sentire il Likos in annate più fresche.

Emanuela Mastrodomenico. Fonte: Pignataro

Aglianico del Vulture "Serra del Prete" 2009 Musto Carmelitano: azienda biologica di circa tre ettari con sede a Maschito (PZ), vinifica separatamente le uve dei diversi vigneti aziendali: vigna di Pian del Moro (la parcella piantata 80 anni fa), vigna Vernavà (di 25 anni) e vigna di Serra del Prete (di 45 anni di età) da cui prende il nome l'omonimo vino. Al naso questo aglianico spara territorio come un fucile la cui polvere da sparo la puoi odorare appena il vino viene versato nel bicchiere. Oltre alla spiccata mineralità il profilo aromatico rimanda anche al catrame, alla viola appassita e alla frutta di rovo. L'incipit gustativo è ispirato alla freschezza e alla compattezza. Chiusura lineare e gradevole.

Elisabetta Musto Carmelitano. Fonte: Pignataro

Aglianico del Vulture "Teodosio" 2008 Basilisco: Viviana Malafarina è il volto femminile di questa storica cantina lucana che ultimamente è entrata a far parte dell'universo Feudi di San Gregorio. Il Teodosio, il loro aglianico "base", è vinificato in acciaio e matura circa un anno in barrique di secondo e terzo passaggio. Quello che ci è stato presentato vanta un profilo aromatico ferroso, quasi ematico, con un frutto un pò sottotono che, a cercarlo, prende la forma di una bella amarena succosa e matura. Bocca molto moderna, con tannino addomesticato e levigato. Ottima bevibilità e sapidità. 

Viviana Malafarina. Fonte: Pignataro

Aglianico del Vulture "Titolo" 2009 Elena Fucci: difficile trovare parole per Elena Fucci, non solo enologa di se stessa ma vero motore della sua piccola impresa familiare che vanta ancora la collaborazione in vigna di suo nonno Generoso che pianto per primo i vigneti nel 1971. Il Titolo è l'unico vino prodotto, un grande e premiatissimo aglianico del Vulture che in questa annata presenta un'impressione olfattiva cesellata che rimanda ai frutti di bosco, al sottobosco, al timo, alla mineralità tipica di Barile, alla viola essiccata. In bocca è già gustoso ed equilibrato con tannino ben integrato nella struttura abbastanza dinamica ed agile. Finale lungo segnato da sapori di prugna e mirtillo. Persistenza vulcanica!

Elena Fucci. Fonte: Pignataro

Termino questo post ringraziando ancora Lello Tornatore per la grande ospitalità, Angela Boccella per la "Maccaronara", Rita Pizza per la pancetta d'agnello "mbuttunata" e Rita Picariello per la crostata al Fiano di Avellino.

A presto, ragazzi! 

Vini in degustazione

Allegra compagnia



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ehilà Andrea è un po che non ci sentiamo..noi tutto ok voi?
Tornando in topic o topac :) visto la quantità e qualità delle produttrici,non è tanto che bevo aglianico.Lo bevo dopo aver provato quello di Sara Carbone ,veramnte buono -bouna "lè", boun al sò vein-.è un vino con un ottimo corpo primo di sbavature dolciastre .e devo dire che mi piacciono più questi Aglianico che quelli campani..gusto personale .
Ciao Gian Paolo-Podere il Saliceto-

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Ciao GP, questi aglianico sono davvero "cazzuti" come si suol dire, non sembrano affatto prodotti da giovani donzelle indifese :))
Se mi sentono....

Qua a Roma cmq tutto bene, quand'è che ci vediamo per una bevuta di quelle gagliarde?