Dominio de Pingus, l'esclusiva di Percorsi di Vino. Parte II.


Per chi si è perso la prima parte cliccare qua.

Patricia ci versa con cura nel bicchiere l'annata 2010 e la 2009 che andrà in bottiglia in questi giorni.

Barrique di Pingus 2009
Due annate decisamente diverse che soddisferanno i palati dei vari degustatori: il primo millesimo, le cui uve sono state vendemmiate il 18 e 19 ottobre (due settimane dopo quanto accaduto nel 2009), ha un'anima decisamente soave, elegante, rispetta l'annata fresca e al naso si caratterizza per una grande complessità dove puoi cogliere ogni frutto rosso e nero che sta su questa Terra accanto ad una vena decisamente balsamica. 
In bocca capisci perchè molti in questo mondo si sono innamorati del Pingus: il vino è di un’avvolgenza incredibile, ha tannini maturi, sensuali, ha un equilibrio circense frutto di una sferzante acidità e una progressione inaspettata. Ok, per certi tratti può essere un vino anche "piacione" però posso assicurarvi che non è un prodotto da segheria arricchito da zuccheri. Tutt'altro, ha le sue spigolature che lo rendono molto attraente per i palati europei. 


Pingus 2010
L'annata 2009, altro grande millesimo, è stata più calda per cui il Pingus che mi ritrovo nel bicchiere è un piccolo mostro di materia che tridimensionalmente attacca i tuoi sensi lasciandoti basito, sorpreso, perché pensi di coglierlo in fallo ma invece sta là, in equilibrio sopra la follia come scriverebbe Vasco Rossi. Patricia ci dice che per lei questa annata presenta un Pingus da meditazione, da bere in silenzio accanto al fruscio del fiume Duero che, aggiungo io, ancora una volta ha tenuto a battesimo l’ennesima opera d’arte spagnola plasmata ad immagine e somiglianza di chi crede nella biodinamica e nell’eleganza innata delle vecchie vigne.  

Al nostro palato manca solo "Amelia", la cuvée speciale creata da 500 vigne centenarie che ogni anno riempie una sola barrique. Vorremmo chiedere dov'è ma non siamo troppo ingordi.

Pingus 2009
La nostra visita è finita, salutiamo con un forte abbraccio Patricia e Paula con la promessa di rivederci presto, chissà, forse a Roma. 
Usciamo e prima di entrare in mancchina, per l'ultima volta, giriamo lo sguardo verso quel luogo sospeso tra realtà ed immaginazione e cominciamo a cantare...

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te


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