Vini del Mondo a Spoleto: piccoli appunti di degustazione - prima parte

E' la terza volta ormai che partecipo a questa bella rassegna enogastronomica. Passeggiando con la mia ragazza (ormai prossima sommelier) ed i nostri fidi calici appesi al collo, ho potuto scoprire e, in alcuni casi, riscoprire, alcune piccole chicche enologiche. Quali? Anzitutto l'azienda vitivinicola Ciù Ciù (strano nome vero?), di proprietà della famiglia Bartolemei che, con i suoi cento ettari di vigneto situtato nella zona di Offida, produce dei vini molto interessanti al centro dell'area di produzione del Rosso Piceno Superiore. Il primo vino degustato di questa azienda si chiama LE MERLETTAIE, uva pecorino 100%, che presenta al naso note di erbe di campo e fiori di biancospino con un lieve accenno vanigliato dato dal passaggio in rovere del vino. Al palato e fresco, rotondo e avvolgente, dotato di una grande sapidità. L'altro vino degustato di questa azienda è stato l'OPPIDUM 2002, un montepulciano in purezza, dai bei profumi di visciola, mora, viola passita, caffè e spezie dolci e dotato di una bocca molto morbida ed elegante e dotata di una bella corrispondenza all'olfatto. Vini, certo, da non strapparsi (per ora) i capelli, ma provenienti comunque da un'azienda che sta puntando decisa per la qualità lasciandosi alle spalle un passato da vini sfusi.
Altra cantina degna di menzione è la marchigiana Conti di Buscareto, che ha come obiettivo riscoprire e mettere a dimora i vecchi vitigni marchigiani per poi vinificarli in una chiave nuova, moderna, seguendo processi produttivi e qualitativi all’avanguardia della tecnica enologica attuale. Di questa azienda agricola ho degustato l'AMMAZZACONTE, da uve verdicchio accuratamente selezionate e vendemmiate tardivamente, che presenta un naso fine e delicato giocato sulla frutta gialla matura e note floreali. In bocca è fresco,intenso, dotato di buona persistenza e sapidità. Altro vino degno di nota è la LACRIMA DI MORRO D'ALBA, vino non certo complesso, ma di un bellissimo naso dove spiccano i sentori di petalo di rosa appassita, frutti di sottobosco e pepe rosa. Bocca calda, morbida, con tannini ben equilibrati ed una buona persistenza aromatica finale.
Altra bella scoperta è stata la Cantine Leonardo di Taurasi, che da anni concentra ogni sforzo nella coltura specializzata della vite e nella sperimentazione di cantina. Come è facile pensare, la famiglia Leonardo, attravero il marchio Contrade di Taurasi, pone particolare attenzione all'aglianico da cui esco un bellissimo vino, il Taurasi, che ho degustato nella splendida versione base dell'annata 2001. Al naso intensi profumi di prugna appassita, marasca, viola passita e spezie nere. In bocca è potente, intenso, aristocratico, con un tannino giustamente vigoroso ma vellutato. Bella versione di taurasi e sono molto curioso di bere la riserva che, a quanto mi dice il produttore, è difficile trovare. Sempre della stessa cantina, ho degustato un bianco da uva autoctona, il gresco moscio o Grecomusc', un 2006 dagli aromi olfattivi molto decisi che vanno dalla frutta gialla non troppo matura, alla mandorla e al fieno selvatico. Bello il palato dove equilibrio e armonia si sposano in maniera eccelente con un finale molto lungo e persistente. Bottiglia molto rara e, a quanto mi dice il produttore, da lungo invecchiamento.
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