Vini del Mondo a Spoleto: piccoli appunti di degustazione - seconda parte

Torniamo ora nella regione Marche per degustare un vino che fa sempre un pò discutere, lo si odia o lo si ama alla follia: il Kurni. Da uve Montepulciano, il Kurni trascorre un periodo di affinamento di 18/20 mesi in barriques sempre nuove di diversi legni (Vosges, Tronçais, Allogny, Allier, Never e Missuri). Vino di straordinaria potenza e dalla grande concentrazione antocianica, l'annata 2005 presenta al naso note di frutta di bosco matura, moka e sottobosco. In bocca il vino è potente, carnoso, quasi masticabile e presenta un discreto residuo zuccherino che può spiazzare il bevitore che si aspetta un normale montepulciano. Un vino estremo che può dividire.
Cambiamo regione e andiamo verso le Cantine Ceci di Torrile, che presentano vari prodotti tra i quali spicca ormai il noto Otello Nero di Lambrusco, un vino di grande eleganza, sia a livello di packaging, con la bellissima bottiglia nera e l'etichetta dorata, sia a livello gustativo, dove la cremosa spuma color viola dà il benvenuto a intriganti note olfattive di fragolina, lampone e iris. Al palato il vino è corposo ed equilibrato, dotato di buona frescezza e di un tannino presente ma non ruvido. Bella persistenza finale in cui tornano le note fruttate. Altro vino presente allo stand delle Cantine Ceci era il Desdemona brut (charmat da uve Malvasia, Riesling ed una piccola percentuale di Pinot Nero con etichetta in pelle) dalle belle note fruttato/floreali e che, dal mio punto di vista, andrà bene come aperitivo dentro qualche locale di Milano Marittima. Preferisco la strada qualitativamente intrapresa per il lambrusco, il Desdmona mi sembra più che altro una efficace operazione di marketing stile glamour.
Grande scoperta è stata Vittorio Graziano, libero vignaiolo (praticante) come si ama definire, che ha nella sua filosofia scoprire e realizzare il potenziale del territorio, includendo in esso lo studio e l’osservazione del clima,del terreno,i vitigni e la cultura storica della tradizione enologica locale. Il suo Lambrusco Fontana dei Boschi, da uve grasparossa, è un vino senza compromessi, con una spuma cremosa e presenta al naso note di piccoli frutti rossi, viola e spezie, avvolte da un carattere di rusticità che lo rendono molto legato al territorio. Al palato, grazie al suo estratto e agli oltre dodici gradi, il vino si presenta caldo e di buona struttura, con un finale di grande persistenza e sapidità. Un vino che finisce all'istante nel bicchiere se abbinato ad un bel piatto di salumi.
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