Vega Sicilia Unico: emozioni di Spagna

La storia di Vega Sicilia comincia nel 1864 quando Don Eloy Lacanda y Chaves, di ritorno da Bordeaux dove aveva studiato enologia, acquisì alcuni terreni a Castiglia, nella rinomata zona vinicola di Ribera del Duero, e decise di piantarci Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec (pari al 40% del totale del vigneto) insieme all'uva rossa più tipica della zona: il Tinto Fino o Tinta del Pais, meglio conosciuto come Tempranillo.
I duecentocinquanta ettari di vigneti (anche centenari) di proprietà sono piantati su suoli di composizione siliceo-calcarea ed in parte alluvionali e crescono ad un’altezza di settecentocinquanta metri sul livello del mare, a poco distanza dal fiume Duero, che tempera i rigori invernali e la calura estiva. Tali vitigni, concimati in maniera totalmente organica, hanno una bassissima resa per ettaro (circa 22 hl/h) grazie all’utilizzo intensivo della “potatura verde” che riduce la produzione di uva a meno di due chilogrammi per ceppo. Dopo aver effettuato la fermentazione alcolica che dura circa 15 giorni, il vino svolge la malolattica in legno e rimarrà all’interno dei tini riposando e chiarificandosi per al massimo un anno. Il processo di affinamento dell’ ”Unico” è particolarmente lungo e meticoloso e prevede due peculiarità: il vino, infatti, dopo il processo di fermentazione viene dapprima passato in barrique nuove assemblate sul posto nel laboratorio del bottaio, poi nelle vecchie botti della Maison Radoux e infine, prima di essere imbottigliato, in grandi botti di legno. Il vino imbottigliato rimarrà in affinamento per almeno altri tre anni.
Altra peculiarità è che non esiste, comunque, nessuna regola commerciale o periodica che impone il rilascio dei vini: la scelta si basa unicamente sulle decisioni dell'enologo che lascia maturare il vino nella botte per tutto il tempo che ritiene necessario a rendere unico il celebre vino di Vega Sicilia. È sufficiente pensare che nel 1991 fu immesso nel mercato l'annata 1982 insieme all'annata 1968. Mentre nel primo caso nove anni di maturazione si sono ritenuti sufficienti per considerare il vino pronto, nel secondo caso si è atteso per ben 23 anni. Il rigore produttivo di Vega Sicilia impone inoltre che nelle annate considerate di qualità non sufficiente - in genere due o tre volte in dieci anni - il vino Unico non viene prodotto.

Vega Sicilia, Unico, 1985: Di un bellissimo rosso rubino che non sembrerebbe denotare un vino vecchio di oltre venti anni, al naso parte un po’ chiuso ma, dopo una decina di minuti e qualche rotazione del bicchiere, si apre magnificamente su note di ribes nero, prugne, frutti di bosco, rovere, tabacco e spezie. In bocca è corposo, potente, quasi masticabile, con un finale interminabile giocato su note di frutta nera e spezie orientali. Bellissimo e giovanissimo.

Vega Sicilia, Unico, 1986: Anche qua di un rosso rubino che denota una grande gioventù, questo vino si presenta con sapori e aromi di prugne, confettura di frutti di bosco, cioccolato, anice e tabacco. Qualche note ferrosa e vegetale che va via man mano che il vino si ossigena. Al palato dimostra di avere classe da vendere con tannini bel equilibrati e supportati da una acidità ancora ben viva. Lunghissimo il finale che ritorna su note cioccolatose e floreali. Da bere subito dopo averlo stappato ma ancora meglio dopo 24 ore dall’apertura dell bottiglia. Un grande Unico!

Vega Sicilia, Unico, 1990: Rosso rubino concentrato, al naso è un caleidoscopio di profumi: si passa dalla note di confettura di prugna al caffè, dai sentori di scatola di sigari all’humus, dalle erbe aromatiche alla viola passita. Sono entusiasta di questi sentori così netti, marcati, avvolgenti. Alla gustativa il vino risulta essere ampio, possente, masticabile ma piacevolmente vellutato. Grande struttura per un grande vino che può essere tranquillamente lasciato in cantina e degustato di nuovo dai vostri nipoti. Mitico!

Vega Sicilia, Unico, 1995: Rosso rubino intenso, al naso è intenso con aromi di mora, mirtillo, ciliegia sotto spirito, sandalo, scatola di sigari, caffè, cuoio,liquirizia, viola passita e cioccolato fondente. In bocca è molto intenso, ricco, con un tannino ancora giovane che solo il tempo potrà smussare. Finale intenso giocato su ritorni di tabacco, caffè e ciliegia. Manca forse della struttura del 1990 ma è sempre un grande vino. Da aspettare con calma.
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