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Saba gastronomic contest, pronti a partire?

 
Siamo arrivati a 20 Food Blogger, a breve un aggiornamento

Si è da poco concluso l'anniversario del 150° dell'Unità d'Italia: una ricorrenza storica importante, che è stata spunto di tante iniziative, ma se dovessimo dire quali sono i prodotti gastronomici che da nord a sud dello stivale possono unire le varie cucine regionali, voi quali individuereste?
Nella mia esperienza sul "campo" a stretto contatto con i consumatori, un'idea in tal senso me la sono fatta...

Uno degli scopi della gastronomia è quello di poter conservare prodotti stagionali altrimenti deperibili; fra questi c'è sicuramente il mosto dell'uva che se in passato non veniva trasformato in vino, non aveva alcuna possibilità di conservazione.
Fin dall'epoca rinascimentale è testimoniata la produzione di "mosto cotto", una sorta di sciroppo di colore bruno, a causa della percentuale di caramello che si forma durante la cottura, che di solito avveniva in paioli di rame e a fuoco diretto.
La produzione di "mosto cotto" è legata indissolubilmente alla tradizione popolare, dalla quale ha addirittura tratto storie e romanzi, come nel caso de "La neve nel bicchiere" di Nerino Rossi, reso celebre dall'omonimo film di Florestano Vancini. 

Chiamatelo "mosto cotto", "saba", "sapa", "vin cotto", ma sempre dello stesso prodotto stiamo parlando, e la sua produzione è ancora attiva in quasi tutte le regioni italiane, sebbene contestualizzata nell'ambito domestico e nel periodo invernale.
Per tradizione con questo sciroppo si producono dolci molto ghiotti, dai "sabadoni" emiliani, alle "cartellate" pugliesi, ai “mustaccioli” siciliani, ma ci siamo sempre chiesti se questo prodotto antico potesse essere utilizzato nella cucina di oggi in chiave moderna.
Essendo la nostra Azienda molto vicina ai prodotti della nostra terra, abbiamo quindi pensato di istituire il:

1° "Saba gastronomic contest"

Il concorso, riservato ai food blogger, è organizzato dall’Azienda Vitivinicola Mariotti in collaborazione con il Consorzio "Il Gusto di Ferrara"
Ecco il regolamento:
- Il concorso è riservato a 20 food blogger che riceveranno un campione di 100 ml di "La Saba", il mosto cotto dell'Azienda Vitivinicola Mariotti
- La partecipazione è gratuita; ai concorrenti si richiede di realizzare una ricetta che abbia fra gli ingredienti principali "La Saba". 

I partecipanti, che devono avere un blog aggiornato almeno settimanalmente, dovranno seguire la tempistica sotto elencata che prevede la realizzazione di un primo post in cui si testimonierà la propria partecipazione al concorso con esplicito riferimento al presente articolo (link a Percorsi Di Vino e Ma che ti sei Mangiato) e agli organizzatori (Azienda Vitivinicola Mariotti in collaborazione con il Consorzio "Il Gusto di Ferrara"). Successivamente è prevista la redazione di un post nel quale verrà presentata la ricetta, mediante tutti i contenuti multimediali che i concorrenti vorranno utilizzare. 

Lo svolgimento prevede la seguente tempistica:

Dal 6 al 19 febbraio: ricevimento iscrizioni e realizzazione del post di lancio da parte dei concorrenti. Per iscriversi mandare una mail a: info@percorsidivino.com con nome, cognome e Blog.

Dal 20 al 29 febbraio: invio dei campioni

Dal 1 al 31 marzo: realizzazione della ricetta e redazione del post di presentazione della stessa

Dal 1 al 15 aprile: valutazione dei post e riunione della Giuria la cui composizione verrà comunicata entro il 19 febbraio

Dal 16 al 30 aprile: comunicazione del vincitore e invio dei premi:
- Premi: è previsto un unico premio per il vincitore consistente in una cesta di prodotti tipici ferraresi offerta dal Consorzio "Il Gusto di Ferrara", partner dell'iniziativa, e materiale promozionale e turistico della Provincia di Ferrara.

Ai partecipanti, inoltre, verrà inviato un banner che testimonierà la loro partecipazione (di cui uno finale personalizzato per il vincitore) e che, a discrezione degli stessi, potrà essere pubblicato sul proprio blog.

Il materiale prodotto sarà a completa disposizione degli Organizzatori, che si riservano di poterlo utilizzare per altre iniziative future.

Il giudizio della Giuria è insindacabile.

I concorrenti, all'atto dell'iscrizione, accettano nella sua totalità il presente regolamento.

Anja Voldenhoff e' l’ambasciatrice europea dello Champagne 2011


E' l’olandese Anja Vondenhoff, docente di una scuola alberghiera, ad aggiudicarsi la finale europea del concorso “Ambasciatori dello Champagne” che si è svolto a Epernay il 14 ottobre.

Anja Vondenhof
Giunto alla settima edizione, il concorso indetto dal Comité Champagne è rivolto a tutti coloro che operano nel mondo della formazione, dai sommelier agli enologi, dai docenti degli istituti alberghieri agli enotecari, ma anche ai semplici appassionati che abbiano maturato un’esperienza di formazione. Il tema di quest’anno era dedicato all’assemblaggio dei vini di Champagne.

Gli otto finalisti, primi classificati negli otto concorsi nazionali che si sono svolti in Italia, Germania, Belgio, Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Svizzera sono stati ospitati a Epernay (sede del Comité Champagne) per una settimana di formazione. La prova finale ha poi testato la capacità di ogni candidato di dimostrare la propria conoscenza dei vini di Champagne attraverso due prove: “La mia degustazione dello Champagne” in cui i finalisti hanno affrontato una prova di assaggio e “La mia lezione sullo Champagne” in cui ciascuno ha presentato la propria lezione su un tema a sorpresa.

La giuria, presieduta da Jean Baptiste Lecaillon, chef de cave di Louis Roederer, e nella quale era presente per l’Italia il giornalista enogastronomico Enzo Vizzari, ha assegnato il suo premio speciale all’inglese Edwin Dublin, che lavora come enotecario a Londra. Il premio speciale del CIVC è andato alla sommelier tedesca Lidwina Weh. L’Italia era rappresentata dal sommelier fiorentino Andrea Gori, Ambasciatore Italiano 2011.

Gli italiani vantano da sempre un’ottima tradizione in questo concorso, con una vittoria assoluta, ottenuta lo scorso anno dal milanese Marco Chiesa, e due terzi posti, conquistati nel 2007 da Nicola Roni di Lanciano e nel 2009 dal senese Marco Anichini.

Reason Wine ovvero un video per bere vino responsabilmente


Il Concorso Video "Reason Wine: idee per bere con gusto!" fa parte del progetto "Vino e Giovani", realizzato dall'Ente Mostra Vini - Enoteca italiana con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ed ha l'obiettivo di promuovere un sano e corretto rapporto tra le nuove generazioni e il vino, bevanda dalle origini millenarie e uno dei simboli indiscussi del "Made in Italy", un prodotto che è espressione di un territorio, di identità, di storia e cultura.


Ai creativi che partecipano al concorso video è richiesto di realizzare cortometraggi ispirati al Vino della durata compresa tra i 30 e i 120 secondi con i quali comunicare, in maniera emozionale, accattivante, coinvolgente le caratteristiche del “buon bere”: socializzazione, cultura, gusto, piacere.

I premi in palio per il Concorso Video "Reason Wine: idee per bere con gusto!" sono molto interessanti: un Primo Premio di € 4.000 attribuito da una Giuria, un premio di € 2.000 e uno di € 1.000 rispettivamente al primo e al secondo video più votati online, una Menzione Speciale di € 1.000 assegnata da 242 MovieTv.
Il cortometraggio vincitore sarà proiettato nell'ambito del Festival del Cinema di Venezia 2011!
Inoltre, il migliore tra tutti i video partecipanti al Concorso Video potrebbe essere acquistato, in esclusiva, da Enoteca Italiana per la somma di Euro 15.000!

Se volete vedere i video basta cliccare qua e se trovate qualcosa di veramente interessante non esitate a votare. Magari scopriremo il Jonathan Nossiter del futuro...

A me è piaciuto molto questo 

I vini piceni si promuovono eleggendo mister pecorino e miss passerina....


Ho un'altra idea di come promuovere i vini italiani o, meglio, se fossi il responsabile del marketing del Consorzio Vini Picenos cercherei di creare eventi di maggior buon gusto. Già, perchè dopo aver partecipato ad eventi come 'Fritto Misto all'italiana' e 'Notte del Toro Bianco' l'associazione comprendente 38 cantine marchigiane ne ha escogitata un altra per fare pubblicità al territorio: creare il grande concorso Mister Pecorino e Miss Passerina 2011.


Si legge sul sito internet quanto segue: Il Pecorino è un vino sorprendente, coinvolgente, che sa stupire per la sua eleganza e per la capacità di far fronte alle più diverse situazioni (culinarie si intende!). Il Passerina invece è un vino più delicato, femminile,  fiorito e fruttato, giovane e piacevole. Se ti sei riconosciuto o riconosciuta in una di queste due descrizioni, iscriviti al concorso indetto dal consorzio Picenos per diventare anche tu Mister Pecorino o Miss Passerina. Sono ammessi al concorso candidati di sesso maschile e femminile di età compresa tra i 18 e i 31 anni, con cittadinanza italiana. Tra quanti invieranno la loro richiesta di partecipazione, la giuria del consorzio sceglierà a giudizio insindacabile quanti verranno ammessi alla semifinale, che si terrà il 27 luglio prossimo al ristorante Cobà di Porto San Giorgio, mentre la finalissima avrà luogo il 23 agosto allo chalet Bagni Andrea di San Benedetto del Tronto. I vincitori del concorso verranno ammessi di diritto alla partecipazione per il titolo di Miss Gran Prix e di Mister Italia e riceveranno in premio in premio una fornitura di vini Pecorino e Passerina pari al loro peso (1kg=1 bottiglia)


Ogni coppia di ragazzi in gara, che indosseranno abiti realizzati dai ''Sarti Piceni', rappresenterà una Passerina e un Pecorino abbinati a una delle aziende aderenti al Consorzio e sfileranno portando in mano una bottiglia di vino Passerina e Pecorino. “Il ragazzo Mister Pecorino e la ragazza Miss Passerina - hanno commentato il presidente di Picenos Massimiliano Bartolomei e Angela Velenosi titolare dell'omonima Cantina aderente al Consorzio - rappresenteranno il nostro brand nelle varie manifestazioni in cui parteciperemo come Consorzio, sia in Italia che all'estero, e saranno ambasciatori della nostra cultura e del nostro senso di ospitalità. Saper accogliere il turista facendogli assaporare i valori del nostro territorio. In questo modo, dunque, si coniuga l'aspetto estetico con quello di natura gastronomica”.

Vorrei organizzare Mister Cacchione Lazio 2012. Qualcuno è interessato?




La Nouvelle Vague del Lambrusco: i vincitori


Ce l'abbiamo fatta, con notevole ritardo (non dipeso da noi) e tante scuse da parte mia e di Daniela, possiamo oggi proclamare il vincitore del concorso.


Tante le ricette che avete mandato, basta cliccare qua e vi renderete conto del successo che questo concorso ha avuto. Difficile, pertanto, scegliere la ricetta ideale che, premetto, è stata valutata sia per la sua presentazione, sia per la sua bontà, sia per come la ritenevamo abbinabile all'Albone, il lambrusco del Podere il Saliceto che, lo ripeto, rappresenta una delle migliori espressioni di questo vitigno oggi in Italia. Un "lambro" di grande bevibilità senza eccessi e voli pindarici.

Ebbene, dopo alcune discussioni tra i giudici, possiamo dire che il concorso non ha uno ma bensì due vincitori.
Mirco Mariotti e Piero Careddu!

ll primo a Casa Fuschini ha preparato dei pierogi transpadani davvero unici andando a fondere la cucina emiliana con quella polacca. E la videoricetta è stata magnifica!


Careddu invece ci ha conquistato il cuore con una ricetta atipica dove mare e lambrusco si fondono in tutta la loro mediterraneità e calore. Davvero un abbinamento unico e inconsueto!


A loro i nostri complimenti e le bottiglie de L'Argine di  Podere il Saliceto.


GRAZIE!

La Nouvelle Vague del Lambrusco. Aggiornamento goloso!



Le prime ricette già stanno vedendo la luce anche se, per il termine, aspettiamo qualche ritardatario. Intanto metto i link dei vari blog che hanno già postato il loro abbinamento:












http://italianlinguini.blogspot.com/2011/03/mamma-figlio-in-cucina-per-un-lambrusco.html

http://www.paladar.it/2011/03/28/contest-la-nouvelle-vague-del-lambrusco-pizza-con-tosone-friarielli-napoletani-e-cotechino-di-finale-emila

http://lapanificatricefolle.blogspot.com/2011/03/lalbone-e-il-maiale.html

http://www.fiordifrolla.it/mini-hamburger-emiliani.html 


http://www.nelpaesedellestoviglie.com/archives/2011/03/29/mousse-di-mortadella-e-lalbone/

http://www.nelpaesedellestoviglie.com/archives/2011/03/30/il-signor-filetto-di-maiale-al-forno-e-lalbone-cena-parte-seconda/ 

http://blogewine.blogspot.com/2011/03/casa-fuschini-si-degusta-lalbone-di.html

http://www.papilleclandestine.it/2011/04/04/baccala-brandacujun-pastelinhos-frisceu/ 

http://www.dicotteedicrude.com/2011/04/04/quenelle-e-lambrusco/ 

In più Ilaria Gelati mi ha mandato questa ricetta:

BIGOLI AL LAMBRUSCO CON SALSICCIA

Ingredienti (x4persone)

- 500gr di bigoli
- 40gr di burro
- olio d’oliva
- mezza cipolla tritata
- 2 di salsicce sgranate grossolanamente
- mezzo bicchiere di vino rosso
- 2 cucchiai di conserva
- 2 mestoli di brodo circa
- 1,5 l di lambrusco secco
- alloro
- rosmarino
- sale
- pepe nero
- grana grattugiato a piacere

Imbiondire la cipolla in burro e olio, unire la salsiccia e rosolare per qualche minuto, bagnare con vino rosso, lasciar evaporare e unire la conserva di pomodoro.
Salare e speziare, aggiungere il brodo e lasciar cuocere per 15 minuti circa.
In una pentola mettere metà acqua salata e metà vino, portare ad ebollizione e
cuocere i bigoli. Scolare e condire con il ragù, aggiungendo il grana.

Decanter World Wine Awards 2010: vince il Soave di Fattori

 
E' un Soave il miglior vino bianco da monovitigno, vinificato in purezza, cento per cento garganega, al mondo secondo il Decanter World Wine Awards 2010, il piu' blasonato concorso enologico, organizzato dalla rivista inglese Decanter
Lo si legge in una nota della Soave, l'azienda della Fattori. "La purezza del monovitigno - dice la nota - ha quindi brillato tra le migliaia di campioni pervenuti al vaglio delle severe commissioni di assaggio: quasi 11.000 i vini giunti da tutto il mondo e tra questi il 'Soave Doc Motto Piane 2008' firmato da Antonio Fattori, che ha sbaragliato la concorrenza arrivando primo e regalando all'intera denominazione del Soave una nuova, grande occasione di prestigio". 

Etichetta
L'azienda Fattori , storica cantina nata nel 1888 a Terrossa, sulle colline ad est di Verona, di generazione in generazione trasmette l'arte di produrre vino con il giusto equilibrio tra il rispetto per la tradizione e l'innovazione. "Credo molto nelle potenzialita' della garganega - spiega Fattori - e da subito ho avuto il desiderio di creare e di sperimentare, cercando di fondere metodo scientifico ed innovazione con la tradizione delle nostre piu' antiche origini. Un impegno costante teso a ricercare vini piu' attraenti, piu' vibranti, con una soavita' di aromi e volume". 
 
Grappolo di garganega
 
Sempre a Londra ci sono stati altri produttori che hanno brillato per medaglie e menzioni. Al Decanter World Wine Award 2010 conquistano l'argento Villa Rasina Soave Classico 2009 Cantina di Soave, Rocca Sveva Soave Classico 2009 Cantina di Soave, Soave Classico 2008 Inama, Vigneti Foscarino Soave classico 2008 Inama; al medesimo concorso vincono il bronzo Monteleon Soave Classico 2009 Azienda Agricola Roncolato Antonio, Terre del monte forte - Soave Classico 2009 Cantina di Monteforte, Passo avanti - Soave Classico 2008 Cantina di Monteforte, Il Vicario - Soave Classico 2009 Cantina di Monteforte, Duca del Frassino Soave Classico 2009 Cantina di Soave, Sainsbury's Soave Colli Scaligeri 2008 Casa Vinicola Sartori, La Rocca Soave Classico 2007 Pieropan. 
"Questi numerosi riconoscimenti - spiega Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave - danno la meritata soddisfazione al costante impegno dei produttori del Soave ed evidenziano la bonta' delle scelte attuate dal Consorzio nella ricerca della qualita'. Tali esiti sottolineano come il Soave sia un vino particolarmente vocato all'export soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti dove, dopo un anno di intense attivita' promozionali, stiamo raccogliendo successi in termini commerciali e di premiazioni".
 
 

Il vino conquista anche Miss Italia. Eletta Miss Wine Writers!!


Per la serie "braccia rubate all'agricoltura" è stata eletta Miss Wine Writers durante l'ultimo concorso di Miss Italia. A dire il vero pensavo fosse una mia collega di penna, magari una miss che scrive su qualche rivista di settore, una che Cotarella ce l'ha tatuato sulla chiappa, ed invece.....no.
Sapete che scopro? Che la seconda edizione di Miss Wine Writers, voluta dalla Federazione delle Strade del Vino, dell'Olio e del Gusto della Regione Toscana, non è altro che una gara dove dieci miss si sono sfidate a colpi di spray e fantasia per decorare dieci barrique usate.
Pare abbia vinto la gara  Federica Sperlinga, lunghi capelli castani e occhi verdi, siciliana, Miss Moda 2009 a cui andrà come premio 60 bottiglie messe in palio della Regione Toscana.


Originale come un paio di Nike prese a Portaportese il discorso di ringraziamento della ragazza: "Un premio molto gradito - racconta una felice Federica - ma voglio approfittare dell'occasione per invitare tutti i giovani a bere vino di qualità, possibilmente italiano, ma di farlo con intelligenza e moderazione, in modo responsabile".
Sono commosso.


Ah, pare che al termine della gara le miss sono state festeggiate negli spazi della Cantina di Miss Italia dove le ragazze hanno eletto anche il "Vino delle Miss" per questo 2010. Il premio è andato alla versione spumantizzata Rosè del Nebbiolo di Dezzani "531 slm" che con la sua freschezza e la sua classe ha conquistato il palato delle ragazze.
Sarà contento il produttore che ha avuto questo immenso riconoscimento da questa giuria specializzata.
 

Percorsi di Vino al Premio Internazionale del Vino

Altro bellissimo articolo di Alessandro Sinibaldi che questa volta ci racconta le sue impressioni sul Premio Internazionale del Vino. Vediamo cosa ci racconta!

Domenica 31 maggio 2009 si è svolto nella splendida cornice dell’Hotel Cavalieri Hilton, alla presenza di star della televisione e con le riprese di RAI 1 il “Premio Internazionale del Vino”, organizzato da AIS Roma.
Tutto di grande effetto, con protagonisti vini e produttori decisamente interessanti. I vincitori sono stati determinati tramite la compilazione di un’apposita scheda anonima fornita con la guida Duemilavini 2009. Quando si partecipa a manifestazioni del genere, ma anche quando, tutti gli anni, escono le classifiche di Wine Spectator o simili, ci si chiede sempre che senso possa avere dichiarare cose del tipo “Il Miglior Vino Rosso” o, “Il Miglior Vino Spumante” o, peggio ancora “Il Miglior Vino del Mondo”. Come si fa a paragonare tra loro vini di vitigni e territori diversi, un Brunello con un Nero d’Avola, un Teroldego o un Syrah, e magari pure di annate diverse, quando in realtà ognuno ha la sua specificità? Ci sono ottimi vini, che per quanto fatti bene ed interessanti non potranno mai competere con la ricchezza aromatica e l’eleganza di un Barolo o di un Pinot Nero ma che, nonostante questo, hanno una loro giusta collocazione, i propri abbinamenti e anche il proprio pubblico.
Eppure è umano classificare. Si fanno i concorsi per il Mister o la Miss, si dichiara l’Auto dell’anno o l’Imprenditore del mese e, quindi, è in quest’ottica che va letta un’iniziativa del genere. E poi...non dimentichiamoci che comunque fa tanto marketing e vuoi mettere un produttore che nella sua bella brochure scrive a proposito dei premi presi dal proprio vino “Miglior vino dell’anno”? E’ con questo spirito e con quest’ottica che, comunque, ci siamo avvicinati al Premio che, a partire da quest’anno ha perso la dicitura di Oscar, da ora legalmente riservato solo all’unico e vero Oscar, quello del cinema, assegnato dall’American Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Un altro appunto che ci sentiamo di fare è che, trattandosi di un premio che si basa sull’opinione di un gran numero di votanti, sarebbe appropriato e significativo riportare il numero di schede valide pervenute e la percentuale di persone che ha votato un determinato vino. Quest’ultimo aspetto è, secondo noi, fondamentale data l’inevitabile dispersione di voto che ci può essere, stanti i motivi detti sopra.
Il fatto di dichiarare queste cose contribuisce sicuramente a una maggiore trasparenza e credibilità n
ei confronti del premio. Resta inoltre il fatto che, proprio a causa di tale dispersione di voto, rischia di vincere non il vino che ha le migliori caratteristiche ma il produttore che riesce a far votare il numero maggiore possibile di amici e parenti. E’ sufficiente, cioè, che un numero di persone appropriatamente istruito voti in modo compatto per falsare il risultato complessivo.
A nostro giudizio sarebbe addirittura preferibile, piuttosto che lasciare la scelta completamente in bianco al lettore e basata su parametri completamente arbitrari, individuare, magari attraverso un “comitato di saggi” una rosa ristretta a priori, indicando di ogni vino quali elementi valutare. Certamente questo renderebbe più complicato al lettore votare ma magari sarebbe più comprensibile capire perchè, all’interno di una certa categoria, un certo vino è stato ritenuto migliore di un altro. Tra l’altro, così messa la cosa, sarebbe anche più interessante per i produttori avere le motivazioni per la propria vittoria o sconfitta, perchè permetterebbe loro di concentrarsi nel migliorare quegli aspetti che il pubblico ha decretato come più deficitari.
Per quanto ci riguarda, la giornata, ottimamente organizzata, è stata un’occasione per degustare vini comunque interessanti, a partire dallo Champagne millesimato blanc de blancs “S” 1997 di Salon, azienda di Le Mesnil-sur-Oger. L’annata è la trentasettesima da quando questo vino ha cominciato ad essere prodotto. Profumi di zenzero, frutta esotica, miele e, in bocca, morbidezza controbilanciata da una buona acidità. Buono, per carità, ma alla fine non sappiamo proprio se possa a ragione essere considerato il “Miglior Vino Straniero”, anche relativamente ad altri Champagnes.
Personalmente abbiamo i nostri dubbi, soprattutto se tra i candidati era presente un Riesling Auslese di J. J. Prum.
Interessante anche la categoria dei vini rossi, con un ottimo Barolo Brunate Le Coste 2004 di Rinaldi. Ci ha molto favorevolmente colpito, vincitore tra i vini rosati, Il Rogito 2006 di Cantine del Notaio, di una persistenza davvero straordinaria.
Molto persistente e anche di intensa mineralità Colli Orientali del Friuli Rosazzo Terre Alte 2006 di Livio Felluga, della categoria vini bianchi.

Più combattuta, secondo noi, è stata la battaglia sul fronte del Miglior Vino dolce, vinta da Diamante d’Almerita 2007 di Tasca d’Almerita, ma contro pretendenti di tutto rispetto, quali Muffo 2006 di Mottura e Recioto di Soave Suavissimus 2005 di Nardello.
Meritatissimo il premio per Il Miglior Rapporto Qualità/Prezzo al Pian del Ciampolo 2006 di Montevertine.
La lista completa dei premiati è visibile al link http://www.bibenda.it/notizie_news.php?id=254.

Tra i primi tre blog di vino!!

Grazie a voi, all'interno del concorso indetto da Squisito!, sono risultato tra i tre migliori blog di vino. Siamo ora alla volata finale. Un solo mese per decidere chi sarà il vincitore.
Votatemi ancora e faremo una grande festa.

Grazie a tutti!!

Al Vinitaly 2009 ricchi premi e cotillons!

Castello Banfi è stato premiato recentemente col Premio Internazionale Vinitaly. Il riconoscimento, nato nel 1996, vuole premiare l'impegno di chi, imprenditore, giornalista, azienda, si è particolarmente distinto a livello internazionale in favore del settore vitivinicolo.

Massima espressione dell'imprenditorialità legata all'agricoltura, e da sempre votata all'eccellenza, cresciuta in oltre venti anni sotto l'egida dell'alta qualità, la Castello Banfi ha vinto il Premio Internazionale Vinitaly "perché rappresenta oggi uno dei principali ambasciatori del made in Italy nel mondo. Forza trainante del "modello Montalcino", indissolubilmente legata al territorio che emerge con intensità ad ogni sorso dei suoi vini, la Castello Banfi è riuscita a coltivare l'innovazione tecnologica, con un'ottica di produzione e di tutela dell'ambiente, senza dimenticare mai l'importanza della tradizione".

Se queste motivazioni fossero lette da Mr. Bean forse sarebbero più credibili. Ma come si fa a dire che Banfi rappresenta tutto ciò che è scritto in neretto??? Vi prego ditemi che non è vero e che ho letto un pesce d'Aprile!!

Il vino che vorrei con....Terre Colte

Vi piacerebbe diventare Enologi di un’azienda da semplici appassionati di vino?
Oggi è possibile grazie all’iniziativa di Terre Colte, azienda vinicola di Luogosano (Av)
www.terrecolte.com che ha lanciato l’iniziativa denominata “IL VINO CHE VORREI”. In pratica, chiunque può partecipare compilando, a partire dal primo settembre 2008, sul sito dell’azienda, un’apposita scheda con la quale esprimere le proprie preferenze circa il suo vino ideale. Le scelte verteranno sui tipi di uve da utilizzare e relative percentuali di assemblaggio, sul tipo di affinamento e invecchiamento e sulla filtrazione del vino. Non mancherà la richiesta di proporre il nome per il vino.
Naturalmente, la scheda è predisposta dall’enologo di Terre Colte, in modo da guidare le persone nella compilazione della scheda fornendo informazioni semplici sulle scelte più appropriate. Al termine dell’iniziativa, a giugno 2009, l’azienda valuterà le schede ricevuta e, attraverso il supporto dell’enologo, provvederà ad assemblare le proposte con maggiori percentuali, realizzando il vino prescelto dalla maggioranza dei partecipanti.
Per quanto riguarda il nome, verrà scelto mettendo a votazione i tre nomi ritenuti più validi.
Per finire, ogni bottiglia prodotta avrà un collarino riportante i nomi di tutti i partecipanti all’iniziativa, al fine di riconoscere ufficialmente a tutti il ruolo di “ENOLOGI” dell’azienda.