Saba gastronomic contest, pronti a partire?
Anja Voldenhoff e' l’ambasciatrice europea dello Champagne 2011
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| Anja Vondenhof |
Reason Wine ovvero un video per bere vino responsabilmente
Il cortometraggio vincitore sarà proiettato nell'ambito del Festival del Cinema di Venezia 2011!
Inoltre, il migliore tra tutti i video partecipanti al Concorso Video potrebbe essere acquistato, in esclusiva, da Enoteca Italiana per la somma di Euro 15.000!
I vini piceni si promuovono eleggendo mister pecorino e miss passerina....
La Nouvelle Vague del Lambrusco: i vincitori
La Nouvelle Vague del Lambrusco. Aggiornamento goloso!
Le prime ricette già stanno vedendo la luce anche se, per il termine, aspettiamo qualche ritardatario. Intanto metto i link dei vari blog che hanno già postato il loro abbinamento:
http://www.paladar.it/2011/03/28/contest-la-nouvelle-vague-del-lambrusco-pizza-con-tosone-friarielli-napoletani-e-cotechino-di-finale-emila
http://lapanificatricefolle.blogspot.com/2011/03/lalbone-e-il-maiale.html
http://www.fiordifrolla.it/mini-hamburger-emiliani.html
http://www.nelpaesedellestoviglie.com/archives/2011/03/29/mousse-di-mortadella-e-lalbone/
http://www.nelpaesedellestoviglie.com/archives/2011/03/30/il-signor-filetto-di-maiale-al-forno-e-lalbone-cena-parte-seconda/
http://blogewine.blogspot.com/2011/03/casa-fuschini-si-degusta-lalbone-di.html
http://www.papilleclandestine.it/2011/04/04/baccala-brandacujun-pastelinhos-frisceu/
http://www.dicotteedicrude.com/2011/04/04/quenelle-e-lambrusco/
Ingredienti (x4persone)
- 500gr di bigoli
- 40gr di burro
- olio d’oliva
- mezza cipolla tritata
- 2 di salsicce sgranate grossolanamente
- mezzo bicchiere di vino rosso
- 2 cucchiai di conserva
- 2 mestoli di brodo circa
- 1,5 l di lambrusco secco
- alloro
- rosmarino
- sale
- pepe nero
- grana grattugiato a piacere
In una pentola mettere metà acqua salata e metà vino, portare ad ebollizione e
cuocere i bigoli. Scolare e condire con il ragù, aggiungendo il grana.
Decanter World Wine Awards 2010: vince il Soave di Fattori
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| Etichetta |
| Grappolo di garganega |
Il vino conquista anche Miss Italia. Eletta Miss Wine Writers!!
Percorsi di Vino al Premio Internazionale del Vino
Domenica 31 maggio 2009 si è svolto nella splendida cornice dell’Hotel Cavalieri Hilton, alla presenza di star della televisione e con le riprese di RAI 1 il “Premio Internazionale del Vino”, organizzato da AIS Roma. Tutto di grande effetto, con protagonisti vini e produttori decisamente i
nteressanti. I vincitori sono stati determinati tramite la compilazione di un’apposita scheda anonima fornita con la guida Duemilavini 2009. Quando si partecipa a manifestazioni del genere, ma anche quando, tutti gli anni, escono le classifiche di Wine Spectator o simili, ci si chiede sempre che senso possa avere dichiarare cose del tipo “Il Miglior Vino Rosso” o, “Il Miglior Vino Spumante” o, peggio ancora “Il Miglior Vino del Mondo”. Come si fa a paragonare tra loro vini di vitigni e territori diversi, un Brunello con un Nero d’Avola, un Teroldego o un Syrah, e magari pure di annate diverse, quando in realtà ognuno ha la sua specificità? Ci sono ottimi vini, che per quanto fatti bene ed interessanti non potranno mai competere con la ricchezza aromatica e l’eleganza di un Barolo o di un Pinot Nero ma che, nonostante questo, hanno una loro giusta collocazione, i propri abbinamenti e anche il proprio pubblico.Eppure è umano classificare. Si fanno i concorsi per il Mister o la Miss, si dichiara l’Auto dell’anno o l’Imprenditore del mese e, quindi, è in quest’ottica che va letta un’iniziativa del genere. E poi...non
dimentichiamoci che comunque fa tanto marketing e vuoi mettere un produttore che nella sua bella brochure scrive a proposito dei premi presi dal proprio vino “Miglior vino dell’anno”? E’ con questo spirito e con quest’ottica che, comunque, ci siamo avvicinati al Premio che, a partire da quest’anno ha perso la dicitura di Oscar, da ora legalmente riservato solo all’unico e vero Oscar, quello del cinema, assegnato dall’American Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Un altro appunto che ci sentiamo di fare è che, trattandosi di un premio che si basa sull’opinione di un gran numero di votanti, sarebbe appropriato e significativo riportare il numero di schede valide pervenute e la percentuale di persone che ha votato un determinato vino. Quest’ultimo aspetto è, secondo noi, fondamentale data l’inevitabile dispersione di voto che ci può essere, stanti i motivi detti sopra.Il fatto di dichiarare queste cose contribuisce sicuramente a una maggiore trasparenza e credibilità nei confronti del premio. Resta inoltre il fatto che, proprio a causa di tale dispersione di voto, rischia di vincere non il vino che ha le migliori caratteristiche ma il produttore che riesce a far votare il numero maggiore possibile di amici e parenti. E’ sufficiente, cioè, che un numero di persone appropriatamente istruito voti in modo compatto per falsare il risultato complessivo.
A nostro giudizio sarebbe addirittura preferibile, piuttosto che lasciare la scelta completamente in bianco al lettore e basata su parametri completamente arbitrari, individuare, magari attraverso un “comitato di saggi” una rosa ristretta a priori, indicando di ogni vino quali elementi valutare. Certamen
te questo renderebbe più complicato al lettore votare ma magari sarebbe più comprensibile capire perchè, all’interno di una certa categoria, un certo vino è stato ritenuto migliore di un altro. Tra l’altro, così messa la cosa, sarebbe anche più interessante per i produttori avere le motivazioni per la propria vittoria o sconfitta, perchè permetterebbe loro di concentrarsi nel migliorare quegli aspetti che il pubblico ha decretato come più deficitari.Per quanto ci riguarda, la giornata, ottimamente organizzata, è stata un’occasione per degustare vini comunque interessanti, a partire dallo Champagne millesimato blanc de blancs “S” 1997 di Salon, azienda di Le Mesnil-sur-Oger. L’annata è la trentasettesima da quando questo vino ha cominciato ad essere prodotto. Profumi di zenzero, frutta esotica, miele e, in bocca, morbidezza controbilanciata da una buona acidità. Buono, per carità, ma alla fine non sappiamo proprio se possa a ragione essere considerato il “Miglior Vino Straniero”, anche relativamente ad altri Champagnes.
Personalmente abbiamo i nostri dubbi, soprattutto se tra i candidati era presente un Riesling Auslese di J. J. Prum. Interessante anche la categoria dei vini rossi, con un ottimo Barolo Brunate Le Coste 2004 di Rinaldi. Ci ha molto favorevolmente colpito, vincitore tra i vini rosati, Il Rogito 2006 di Cantine del Notaio, di una persistenza davvero straordinaria.
Molto persistente e anche di intensa mineralità Colli Orientali del Friuli Rosazzo Terre Alte 2006 di Livio Felluga, della categoria vini bianchi.
Più combattuta, secondo noi, è stata la battaglia sul fronte del Miglior Vino dolce, vinta da Diamante d’Almerita 2007 di Tasca d’Almerita, ma contro pretendenti di tutto rispetto, quali Muffo 2006 di Mottura e Recioto di Soave Suavissimus 2005 di Nardello. Meritatissimo il premio per Il Miglior Rapporto Qualità/Prezzo al Pian del Ciampolo 2006 di Montevertine.
La lista completa dei premiati è visibile al link http://www.bibenda.it/notizie_news.php?id=254.
Tra i primi tre blog di vino!!
Al Vinitaly 2009 ricchi premi e cotillons!
Massima espressione dell'imprenditorialità legata all'agricoltura, e da sempre votata
all'eccellenza, cresciuta in oltre venti anni sotto l'egida dell'alta qualità, la Castello Banfi ha vinto il Premio Internazionale Vinitaly "perché rappresenta oggi uno dei principali ambasciatori del made in Italy nel mondo. Forza trainante del "modello Montalcino", indissolubilmente legata al territorio che emerge con intensità ad ogni sorso dei suoi vini, la Castello Banfi è riuscita a coltivare l'innovazione tecnologica, con un'ottica di produzione e di tutela dell'ambiente, senza dimenticare mai l'importanza della tradizione".
Se queste motivazioni fossero lette da Mr. Bean forse sarebbero più credibili. Ma come si fa a dire che Banfi rappresenta tutto ciò che è scritto in neretto??? Vi prego ditemi che non è vero e che ho letto un pesce d'Aprile!!
Il vino che vorrei con....Terre Colte
Oggi è possibile grazie all’iniziativa di Terre Colte, azienda vinicola di Luogosano (Av) www.terrecolte.com che ha lanciato l’iniziativa denominata “IL VINO CHE VORREI”. In pratica,
chiunque può partecipare compilando, a partire dal primo settembre 2008, sul sito dell’azienda, un’apposita scheda con la quale esprimere le proprie preferenze circa il suo vino ideale. Le scelte verteranno sui tipi di uve da utilizzare e relative percentuali di assemblaggio, sul tipo di affinamento e invecchiamento e sulla filtrazione del vino. Non mancherà la richiesta di proporre il nome per il vino.Naturalmente, la scheda è predisposta dall’enologo di Terre Colte, in modo da guidare le persone nella compilazione della scheda fornendo informazioni semplici sulle scelte più appropriate. Al termine dell’iniziativa, a giugno 2009, l’azienda valuterà le schede ricevuta e, attraverso il supporto dell’enologo, provvederà ad assemblare le proposte con maggiori percentuali, realizzando il vino prescelto dalla maggioranza dei partecipanti. Per quanto riguarda il nome, verrà scelto mettendo a votazione i tre nomi ritenuti più validi.
Per finire, ogni bottiglia prodotta avrà un collarino riportante i nomi di tutti i partecipanti all’iniziativa, al fine di riconoscere ufficialmente a tutti il ruolo di “ENOLOGI” dell’azienda.











