Associazione Italiana Sommelier o Fondazione Italiana Sommelier. Facciamo chiarezza?

Ieri un pò tutti noi sommelier del Lazio ci siamo svegliati con una bella mail del Presidentissimo Ricci che così ci ha scritto:
Agli Amici Sommelier del Lazio

Carissimi,

il percorso che abbiamo compiuto in questi 23 anni qui nel Lazio come Associazione Italiana Sommelier Roma è diventato un fenomeno epocale, premiando così gli sforzi di chi ha voluto fermamente professionalità e qualità nella comunicazione efficace del Vino. Ma soprattutto il miracolo è avvenuto grazie al vostro Entusiasmo e alla vostra Passione nel sostenere ogni attività. Nulla si sarebbe realizzato senza i vostri copiosi suggerimenti. Idee, Riflessioni, Proposte sono state sempre colte per trasformarle in Progetti Iniziative Attività a favore della nostra Associazione.

Si sono così realizzati più di 200 Corsi per Sommelier con oltre 20.000 Allievi, oggi Sommelier, raggiungendo circa un milione e mezzo di presenze tra le varie attività di degustazione. Un Record!
E grazie a questo vostro grande contributo si sono da tempo accesi i riflettori sul nostro modo di divulgare la Cultura del Vino Italiano. Luci che hanno raggiunto le Istituzioni in Italia e nel mondo.
Tutto ciò ci ha fatto recepire un’implicita richiesta di continuare il nostro lavoro in una veste sempre più Istituzionale, sempre più disponibile a rappresentare questo meraviglioso Made in Italy che è il nostro Vino.
Per questo Motivo e con la consapevolezza dell’importanza del Lavoro svolto insieme in questi anni, dal 9 Dicembre 2013 Associazione Italiana Sommelier Roma aderisce alla Fondazione Italiana Sommelier, Ente appositamente costituito per elevare ancora di più lo spessore del nostro lavoro di divulgatori della Cultura del Vino e dell’Olio di qualità.
La Fondazione Italiana Sommelier avrà il Riconoscimento Giuridico dello Stato e l’Accredito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché presso i Ministeri della Cultura, degli Esteri e delle Politiche Agricole.
La Fondazione, con Associazione Italiana Sommelier Roma, realizzerà il Corso di Qualificazione Professionale per Sommelier con il Riconoscimento Giuridico dello Stato, unico corso per Sommelier in Europa a possedere tale importante requisito.
La quota di Rinnovo all’Iscrizione scende dagli attuali 130 Euro a 100 Euro l’anno, pur continuando a garantire al Socio l’acquisizione di Sommelier Notizie per la partecipazione a tutte le Attività a Roma e nel Lazio per sé e per due suoi amici, di BIBENDA la rivista nata per rendere più Seducenti la Cultura e l’Immagine del Vino e BIBENDA la Guida ai Migliori Vini e Ristoranti d’Italia.
In allegato il modulo per il vostro Rinnovo, disponibile anche online su http://www.bibenda.it/rinnovo_iscrizioni_aisr.php
Vi auguro di partecipare a tutti i grandi momenti del Vino preparati per Voi nella nostra Regione, invio di Cuore gli Auguri più cari di un sereno Natale a voi tutti e ai Vostri cari con i quali vi auguro di bere le migliori bottiglie!
Franco M. Ricci

E' chiaro che da un pò di tempo Bibenda, Franco Ricci e l'AIS nazionale di Maietta non si amano più come una volta ma, a noi semplici utenti, questo deve interessare il giusto. Quello che importa, per amore di chiarezza e per ponderare future scelte, anche dolorose, è capire come stanno le cose OGGI in virtù della mail precedente che, magari per mie lacune, considero abbastanza fumosa e sibillina. 

Foto:www.winenews.it

Ciò che mi chiedo riguarda i rapporti tra la Fondazione e l'AIS nazionale di Maietta. La prima è autonoma rispetto all'Associazione della quale faccio ancora parte? Questa operazione è stata una forzatura di Ricci? L'AIS nazionale può lasciar fare ciò che vuole alla delegazione di Roma? Se Ricci esce dall'AIS perchè allora, creando confusione nell'associato, usa logo e scritta dell'Associazione Italiana Sommelier Roma e Lazio? I soldi del rinnovo a chi vanno?


Domande, tante domande, alle quali cercherò di dare risposte rapide. Maietta, intanto, su EnoRoma ha dichiarato pubblicamente che......


AGGIORNAMENTO: uscito editoriale di Maietta che potete leggere qua sotto

Che l’aria fosse cambiata l’avevo nitidamente percepito durante il recente Congresso AIS a Firenze, quando la mia relazione all’Assemblea Generale dei Soci è stata interrotta più volte dagli applausi, soprattutto quando ho detto che “l’AIS non è mai stata e mai vorrà essere un’Associazione elitaria” e, quasi al termine, quando ho annunciato che “l’orientamento del Consiglio Nazionale va verso l’emancipazione della componente editoriale.
C’è qualcosa di male quando un’Associazione ipotizza di camminare con le proprie gambe senza ricorrere a costose stampelle nient’affatto disinteressate? Eppure quest’annuncio ha aperto una frattura, presumo studiata da tempo, vista la rapida tempistica con cui si è palesata, con l’uscita dall’AIS della costola periferica della capitale.
In attesa che gli esperti di questioni legali dicano se è proprio ortodosso che siano i vertici di un’associazione regionale a decidere sulla testa dei propri affiliati – i quali, si badi bene, ancor prima di essere soci di una realtà territoriale, sottoscrivono l’adesione all’Associazione Italiana Sommelier (scritta proprio così, senza altre accezioni di luogo) –, un risultato l’abbiamo finalmente raggiunto: è la fine di un incubo.
Non c’è nulla di male se una persona, un gruppo di persone, un intero sodalizio decidono di intraprendere altre strade. È già successo in passato e chissà quante altre volte accadrà in futuro. L’autodeterminazione è una prerogativa assolutamente legittima. La prassi, ma ancora di più la correttezza, suggeriscono tuttavia che, prima di traghettare un’intera compagine di soci in un organismo nuovo, si chieda loro il parere. Magari attraverso un’Assemblea regolarmente convocata, spiegando bene che l’adesione ad un nuovo consesso comporta inevitabilmente l’incompatibilità con il precedente. Poi ciascuno farà consapevolmente le proprie scelte.
Abbiamo letto un proclama con i verbi declinati al futuro: “avrà”, “realizzerà”. Ben venga quindi chi avrà la possibilità di fare qualcosa per il mondo del vino, sebbene non si comprenda il motivo per cui tutte queste opportunità non siano state proposte e percorse in passato, in virtù del sempre decantato “fare squadra”. Come Associazione Italiana Sommelier vi diciamo semplicemente: cari Soci e cari Amici, potete stare tranquilli. Oggi abbiamo gli anticorpi, le risorse umane e quelle economiche per superare ogni criticità. Oggi l’AIS è più unita, coesa e orgogliosa che mai.
Fine di un incubo perché, per quanto ci riguarda, se il profilo della cultura del vino sarà da oggi magari meno seducente e meno patinato, sarà anche meno pomposo, meno saccente, meno arrogante e meno sbruffone. Prerogativa di chi è realmente competente e non deve mascherare altrimenti la propria insipienza. In questa circostanza l’Associazione Italiana Sommelier (scritta proprio così, senza altre accezioni di luogo), quella che in Italia e nel Mondo raccoglie circa 30.000 aderenti, farà meno fatica a spiegare all’esterno che alcune discutibili esternazioni, alcune rancorose ritorsioni, alcune inspiegabili decisioni, non appartengono al proprio patrimonio di valori.

Antonello Maietta

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