Bosco de' Medici Winery - Pompeiano Rosso IGT "Pompeii" 2024


di Luciano Pignataro

Ci sono piccole cose che spiegano quanto sia difficile, ma bello, il nostro Paese. Per esempio il fatto che Pompei – sì, Pompei – non rientri nella DOC Vesuvio. Vista da Marte, l’applicazione di questa denominazione potrebbe essere tranquillamente estesa a tutta la Campania, per quello che è successo nei secoli e soprattutto per la notorietà di questo vulcano e della famosa eruzione del 79 dopo Cristo. Ho chiesto più volte il motivo, ma non ce n'è alcuno valido se non la spiegazione, molto italiana e moltissimo meridionale, di ridurre il più possibile i benefici della propria unicità. Il che aveva una spiegazione logica in un mondo in cui il mercato era strettamente locale. Ma oggi, nel mondo connesso, è mai possibile ragionare in questo modo? Ma soprattutto, perché una cosa che poteva essere valida nel Dopoguerra non può essere adeguata alla realtà che cambia?


Vabbè, esiste comunque la IGT Pompeiano e questo rosso di cui vi parlo questa settimana è prodotto da Bosco de' Medici, un bellissimo wine resort nato vicino all'area archeologica da oltre dieci anni da un'idea di Giuseppe Palomba e Antonio Monaco. I due hanno ripreso il nome e lo stemma appartenuti a un ramo della grande famiglia fiorentina dei Medici, che si era trasferito nel vicino comune di Ottaviano a metà ‘500, dove ancora oggi c’è un castello che porta il loro nome.


Giuseppe e Antonio hanno deciso di affidare a Vincenzo Mercurio il loro progetto enologico e i risultati si vedono tutti: vini efficaci, bevibili, dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Questa bottiglia, ottenuta da uve piedirosso (caratteristiche della provincia vesuviana, amanti del caldo e del suolo vulcanico), ho deciso di berla sul posto, portandola come fuori programma alla Notte degli Osti a Eboli, uno dei pochi eventi enogastronomici che partono dagli attori del settore e che vivono, per il momento, senza essere brandizzati da alcuno sponsor. Insomma, un evento che mi riporta agli anni ’90, quando tutto era forse meno bello, ma sicuramente più autentico.


Il vino adatto, allora, è questo rosso austero, secco, salato, che quasi abbandona le caratteristiche note di geranio che lo contraddistinguono a favore di generica frutta e note di cenere (sarà la suggestione del suolo di sabbia vulcanica). Una beva fresca, efficace. Amichevole. Raffreddato a temperatura di cantina è perfetto in una serata estiva, proprio come lo hanno sempre bevuto per secoli a Napoli.