Antinori sbarca in Maremma e lo fa strano. Che cosa? Il progetto della cantina!


La Maremma negli ultimi sta diventando terra di conquista per le grandi aziende del vino che da qualche anno pensano a questo angolo di Toscana come al nuovo Eldorado enologico.

Dopo Zonin con Rocca di Montemassi arrivano anche i Marchesi Antinori che a Castiglione della Pescaia, a due passi dal mare, danno vita a Le Mortelle, fattoria tecnologica che prende il nome dal nome del mirto selvatico locale che cresce rigoglioso a ridosso della nuova fattoria ipertecnologica che, nella sua architettura, mi ricorda molto i fasti delle cantine della Rioja.


Fenditure sinistre nella macchia mediterranea svelano infatti un progetto dalla forte componente avveniristica caratterizzato da una cantina su tre livelli dove troviamo serbatoi appesi al soffitto e processi di vinificazione per gravità (che tra l'altro non è certo una grande novità).

Tutto parte dal piano più alto, quello dell'arrivo delle uve, dove un sistema dolce di rottura degli acini darà vita ad un mosto che riempirà i serbatoi flottanti in acciaio situati al piano sottostante dedicato alla fermentazione a temperatura controllata.

In seguito il vino riempirà le barrique del piano interrato scavato tra le rocce a vista che mantengono la giusta condizione di temperatura ed umidità.


Il fulcro della cantina è costituito da una grande scala elicoidale in acciao che si snoda nel pozzo centrale di luce e mette in comunicazione funzionale e visiva tutti i piani dell'edificio.


I due vini attualmente in commercio sono il Botrosecco, cabernet sauvignon con una parte di cabernet franc, e il Vivia, bianco di Maremma da uve vermentino, viognier e ansonica.


Io, lo sapete, sono per le cose semplici però, vista la poca distanza da Roma, un salto a Castiglione della Pescaia ce lo vorrei fare.
Una buona scusa per passare da Gianpaolo Paglia e dai Botri di Giaccioforte la dovrò pur trovare no?


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