Da Homo erectus a...Vino erectus


Franco Ariano, assicuratore di Cattolica, è una sorta di Eugène Dubois della viticoltura perché quello che andremo a descrivere, se confutato scientificamente, potrebbe essere una sorta di piccola “rivoluzione verde”.
Oggi parleremo del c.d. “metodo erectus” col quale quest’anno verrà prodotto il primo vino da “grappoli erectus”, cioè da grappoli che nascono e crescono dall’alto verso il basso, come Madre Natura vorrebbe.


Secondo Ariano, la pianta della vite, essendo un rampicante, striscerebbe a terra alla ricerca di un albero da colonizzare su cui crescere. Nel corso dell'evoluzione, per evitare che i grappoli marcissero a terra, l'uomo ha pensato di venirle in aiuto costruendole filari e pergolati. Un aiuto però incompleto, a detta di Ariano, perché nessuno ha mai pensato di aiutare anche i grappoli, oltre che il fusto della pianta e i germogli, a guadagnare la posizione verticale.
Come si può vedere nella fase della nascita, i grappoli di uva, nella maggioranza dei casi, nascono rivolti e tendenti al cielo ma, durante la maturazione, a causa dell’ aumentare del loro peso, questi grappoli calano verso il basso, curvano il rachide che li sostiene e nel punto di curvatura si creano degli ingrossamenti , che uniti alle depressioni vascolari interne , sempre in quel punto, ostacolano la fluida circolazione e lo scambio della linfa tra pianta e grappolo.


Per permettere un migliore scorrimento delle sostanze nutritive Ariano ha messo i grappoli all’insù, capovolgendo la tipica struttura a piramide rovesciata che si forma nella crescita, non grazie ad una magia ma attraverso semplici spirali di metallo e sistemi di ancoraggio telescopici.

Così come l’uomo scimmia si e’ evoluto in Homo erectus, da oggi potremo passare dal grappolo scimmia al grappolo “erectus”.

Il metodo, che a più di qualcuno ha fatto storcere il naso, sembra però il preludio ad un’operazione di marketing che porterà a vendere vino “erectus” a oltre 2000 euro a bottiglia.
Tutto il metodo di produzione, infatti, sembra essere curato nei minimi dettagli, anche troppo. La fermentazione, alcolica e malolattica, avviene con reale selezione manuale, uno ad uno, dei migliori acini, senza l’ inoculo di lieviti alloctoni. La vinificazione prevede l’uso di pregiatissime  anfore  in vetro farmaceutico ad uso alimentare, appositamente realizzate per il vino “erectus”, mentre per la maturazione e l’affinamento si è previsto l’utilizzo di in piccole anfore, interrate in grotta, realizzate in vetro farmaceutico ad uso alimentare. Totale assenza di prodotti chimici.


Le prime cento bottiglie, e qua arriviamo alla parte più frivola del progetto, verranno vendute all’interno di apposite casseforti appositamente create per il vino in modo tale che questi, in ogni occasione, sia dotato di giusta temperatura (attraverso l’uso di impasto che avvolge la bottiglia composto dai diversi terrori di origine), corretta umidità (attraverso l’uso i 2 sfiati laterali e ad un sistema idraulico interno a ciascuna cassaforte, alimentato ogni 2 anni circa dal proprietario, mediante la pompa in dotazione annotando sul lato della cassa, sia data che quantità di acqua aggiunta), assenza di luce e di rumori, assenza di vibrazioni ambientali (attraverso l’uso della tecnica del disaccoppiamento) e protezione (attraverso l’uso di una robusta serratura a doppia mappa con sei leve asimmetriche).


Finisce qua? No! Ogni cassaforte, dal peso di oltre 30 Kg, ha in dotazione alcuni strumenti, ideati appositamente, per poter gestire il progetto “erectus”: prima di tutto la pompa/siringa che permette l’alimentazione periodica del sistema idraulico regolatore di temperatura ed umidità, poi lo speciale cavatappi estrattore, notevolmente più lungo, ricavato da barre piene di ottone nichelato senza il quale sarebbe impossibile aprire la chiusura della bottiglia “erectus”ed, infine, il coltello/spazzola e il ditale in pelle di protezione del pollice utili alla rimozione della gomma/cera lacca a protezione della chiusura della bottiglia.


Basta vedere questo video per capire di cosa sto parlando.

Ah, e se dopo aver speso 2.500 euro il vino “erectus” fa schifo? Usate l’apposita cassaforte, semplice no?!?


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