Alla scoperta dell’azienda agricola Montepepe di Roberto Poggi

Poco tempo fa su Vinix sono incappato in una recensione di Mirco Mariotti (I vini delle Sabbie) che parlava in maniera davvero entusiastica dei vini di questa azienda agricola, sconosciuta ai più, che porta il nome di Montepepe. Non so, mi sarò fatto influenzare dalle belle parole che un produttore di vino ha avuto nei confronti di un altro (strano in questo mondo) però, dopo quelle poche righe, ho cercato fortemente il Montepepe Bianco 2007 che ora è qua, sul mio tavolo, bello fresco per essere degustato.
Non avendo l’azienda ancora un sito internet funzionante, vi fornisco qualche informazione per capire bene di chi e di cosa stiamo parlando: l’azienda, di recente costituzione, si trova sulle prime pendici di una collina nei pressi di Montagnoso, nella zona DOC dei Colli del Candia. La vicinanza del mare e delle Alpi Apuane crea un microclima particolare fatto di estati ventilate ed inverni miti. I vigneti sono stati impiantati nel 2004 su terrazze già esistenti, che fin dall’ottocento hanno ospitato la vite. La potatura è ad alberello orientato, allevato a spalliera, con viti poste a 0.6 metri l’una dall’altra. La superficie di circa cinque ettari è ripartita in parti uguali tra vitigni a bacca bianca e vitigni a bacca rossa.
I terreni, invece, sono a tessitura franca, leggermente sabbiosa e sensibilmente acidi.
L’azienda agricola produce tre vini:
• Il Montepepe bianco (70% Vermentino e 30% Viogner);
• Il Degeres (60% Vermentino e 40% Viogner) che viene vinificato e affinato in tonneaux di rovere francese;
• Il Montepepe Rosso (70% Syrah e 30% Massaretta) che viene vinificato in acciaio e affinato in botti da 15ql.

Il Montepepe bianco 2007 che ho nel bicchiere è una vera e propria esplosione di frutta, una macedonia olfattiva che porta l’impronta di pesca gialla, mela, susina gialla, ananas, pera Williams e agrumi. Lievi cenni di fiori gialli ed un accenno minerale in chiusura.
Palato di grande spessore e ben equilibrato da una apprezzabile dotazione di freschezza e sapidità. Media la persistenza finale.
Piacevolissima sorpresa questo Montepepe Bianco soprattutto perché, vista anche l’annata, sono sicuro che continuerà ad evolvere in bottiglia e ci regalerà belle emozioni nel futuro. Continuiamo a seguirla questa azienda.
E ora sono curioso di bere il Degeres, il fratellone maggiore che ha fatto legno…..
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