Del sauvignon, della pipì di gatto e delle stronzate che si scrivono sul vino..

Di vaccate sul vino se ne scrivono tante, sicuramente anche io ne scrivo qualche volta, però a questi livelli secondo me è difficile arrivare a meno che non scrivi su un argomento totalmente estraneo a te e non verifichi le fonti da cui attingi la notizia.
L'antefatto è questo: in Nuova Zelanda, paese famoso per il Sauvignon, un gruppo di scienziati ha studiato per sei anni le principali componenti aromatiche di questo vitigno. Sono stati spesi ben 12$ di dollari (alla faccia della crisi!) per definire le principali note olfattive del Sauvignon e i risultati hanno stabilito che quando mettiamo il naso nel bicchiere sentiremo un mix di sedici compomenti aromatici tra cui spiccano le note di asparago, mela, frutto della passione e pipì di gatto che tutto noi amanti del vino sappiamo essere un descrittore tipico del Sauvignon. In particolare il team di scienziati ha notato che il vino proveniente dalla regione del Wairarapa, nei pressi di Wellington, è risultato essere al primo posto per l'influenza di pipì di gatto nel Sauvignon. Se uno scrive di vino e ha fatto un minimo di studi sa perfettamente che il sentore di urina di gatto altro non è che un aroma varietale che si trova all'interno dell'uva e, in particolare, il sentore è legato alla presenza di pirazina che è una molecola eterociclica dell'azoto ed i suoi derivati metile, etile, metossile, isopropile e isobutile costituiscono i principali composti aromatici di numerosi frutti e vegetali (asparago). Detto questo che scrive il sitoTiscali nella sua rubrica strano ma vero? Leggete bene: 3 maggio 2009 - "Colore chiaro, gusto unico...", era slogan che il popolare Michele diceva nello spot del Glen Grant. Chissà se sarebbe riuscito a dire la stessa cosa dei vini bianchi neozelandesi del vitigno sauvignon blanc. Infatti secondo quanto riportato dal tabloid Daily Mail il successo commerciale e di gusto di questi vini dipenderebbe dalla "pipì di gatto" che sarebbe l'addittivo segreto. Certo che se fosse così non sarebbe una bella notizia per gli appassionati di questo vino. Eppure è quanto emerge da una ricerca commissionata dal Governo neozelandese sulla produzione vitivinicola nazionale. La Dr.ssa Sue Blackmore, un’esperta enologa della Lincoln University, ha comunque precisato che le sostanze responsabili sono presenti “in moderazione” e che “stiamo parlando di quantità estremamente limitate che rendono il vino più complesso e interessante”. Volendo forse far buon viso a cattivo gioco, il produttore Cooper’s Creek, di Kumeu, Nuova Zelanda, ha già lanciato un bianco etichettato per l’appunto “Cat’s Pee”.

Quindi, secondo la Redazione di Tiscali, il buon produttore neozelandese prenderebbe della pipì di gatto e la mischierebbe al vino attribuendogli così il "classico" aroma animale. Ah vedi quanto imparo da Tiscali, allora se sento in un rosso il sentore di humus devo pensare che l'enologo ha messo nel vino un pò di terra umida, delle foglie secche e magari una manciata di lombrichi che fanno tanto terroir?? MA VAF@@@@
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