Piccoli Appunti dal Vinitaly

Basta e avanza. Passare una giornata al Vinitaly basta e avanza per non voler più sentire parlare di vino per almeno una settimana ma io, che sono un "enomalato", già sentivo la mancanza del mio blog per cui....... eccomi qua a buttar giù qualche piccolo appunto. Dico subito che ho evitato di andare in mezzo al marasma generale dello stand della Toscana e del Piemonte preferendo, come ho visto fare a tanti, le piccole grandi cantine delle regioni meno blasonate.

STRADE VIGNE DEL SOLE - LAZIO: provata l'intera gamma dei vini della famiglia Cugini. Una nota particolare merita l'Adelaide bianco, molto fresco e dai gradevoli profumi floreali ed erbacei, il Varrone, blend di Sangiovese e Tor de Passeri, dai profumi intesi di frutta rossa matura, viola e liquerizia e il Niveo, 100% malvasia rossa, dai gradevoli profumi fruttati e da una nota di salvia bellissima.

CANTINA CERQUETTA - LAZIO: per me il suo Antico Canacolo rappresenta il miglior frascati in circolazione con i suoi profumi complessi di mela golden, pesca e le leggere note di fiori gialli di campo. Vai avanti così Claudio.

COLETTI CONTI - LAZIO: la conferma che Antonio Coletti Conti rappresenta il re del Cesanese del Piglio con un Romanico spettacolare e un Cosmato di una eleganza sorprendente nonostante sia giovane e con una botte ancora da digerire.

CASTEL DE PAOLIS - LAZIO: questa splendida realtà di Grottaferrata, alle porte di Roma, conferma la grande qualità della sua gamma di prodotti con un Quattro Mori, blend di Shyraz, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, intenso elegante e dalle note bellissime note di frutti di bosco, spezie e cioccolato.

CANTINE CIOLLI - LAZIO: piccola realtà laziale che presenta un Cesanese d'Olevano Romano "Cirsium", da vigne di oltre 50 anni, con netti riconoscimenti di viola, visciola e che presenta una bocca estremamente pulita, elegante e persistente.

POGGIO ALLA META - LAZIO: ottima azienda condotta dal prof. Mariano Nicòtina, ha presentato secondo me il miglior passerina 100% da me degustato fin d'ora. Il Piluc, che vuole il suo nome da un gioco di parole tra passeri (ghiotti dei chicchi tardivi) e, appunto stato di appassimento delle uve al tempo della maturazione fenotipica, ha un bellissimo naso minerale e in bocca, nonostante abbia un estratto secco da vino rosso, è elegantissimo con un finale interminabile. Splendido.

CUPANO - TOSCANA: degustati sia il Brunello 2002 che il Brunello 2003. Il primo, nonostante l'annata pessima, l'ho trovato molto complesso, dai toni balsamici e fruttati, mentre il 2003, nonostante abbia ancora tanti tannini da smussare, mi sembra ottimo e dalle note speziate molto intriganti. Lionel Cousin mi sembra un ottimo produttore, di quelli non troppo blasonati, da scoprire.

STELLA DI CAMPALTO - TOSCANA: il rosso di Montalcino 2005 è un piccolo gioiello che viene immesso nel mercato dopo 10 mesi di affinamento. Ricercato, presenta intrigantissimi aromi speziati e fruttati e si può definire, visto che le uve son le stesse e con la stessa qualità, un vero e proprio "piccolo" Brunello di Montalcino.

CANTINA GIUSEPPE SEDILESU - SARDEGNA: ho degustato tutta la gamma di prodotti e devo dire che sono rimansto senza parole dalla qualità dei loro Cannonau prodotti da viti anche centenarie. Splendidi sono il Mamuthone, dagli aromi di marasca sotto spirito e melograno, e il Carnevale, cannonau in purezza passato in barriques (nuove e usate), che presenta al naso note finissime di frutta rossa perfettamente amalgamate dal legno. Elegantissimi e caldi, entrambe i vini hanno una persistenza infinita. Nota particolare per l'unico bianco prodotto da questa cantina: il Perda Pinta, vino da 16 gradi alcolici, dalle sensazioni terrose e mature, che nasce da vecchissimi vitigni sconosciuti localizzati in mezzo alle vigne di cannonau.

AZIENDA AGRICOLA EMIDIO PEPE: siamo di fronte ad un altro pezzo di storia dell'enologia italiana. Accolto dalle figlie Daniela e Sofia, vengo coccolato attraverso una serie di assaggi di varie annate di Montepulciano d'Abruzzo che sfociano in un fantastico quanto "giovanissimo" 1979, carnoso, ampio, elegante, persistente, eletto da me e dai miei colleghi vino da meditazione dell'anno. Uno splendido prodotto da una grande cantina che forse non tutti amano ma che, negli ultimi tempi, mi ha regalato grandissime emozioni anche col suo 1977.




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